domenica 15 settembre 2019

Il ritorno del Toninellum

Cambio di rotta nel Paese, si torna al proporzionale. Probabile o quasi certa la fine delle coalizioni elettorali ed in particolare di quella del centrodestra.

Un terremoto non registrato dai sismografi politici, subdolamente mascherato nel programma del Governo Conte.

Il proporzionale era il sistema elettorale preferito per il Paese da coloro che scrissero la Costituzione che però non vollero farlo diventare un principio vincolante.

Per sua natura se non ha correttivi è il sistema che rende inutili le coalizioni pre elettorali perché i singoli partiti non guadagnano più seggi alleandosi (come invece avviene nel maggioritario e nei sistemi proporzionali con premio di maggioranza).

In prospettiva se diventasse un principio di grande riforma della Repubblica avrebbe ricadute pure sui sistemi elettorali regionali che finirebbero per dover tornare al proporzionale determinando anche lì la fine delle coalizioni pre elettorali.

Terremoto.

Desiderato dal Partito Democratico come strumento per confinare il centro destra ed evitare le voglie dei pieni poteri di qualcuno, era anche desiderato dal MoVimento 5 Stelle ( votato a larghissima maggioranza dagli iscritti) che lo propose senza successo al PD a guida Renzi ed al Cavaliere col nome di Toninellum, un proporzionale con una soglia di sbarramento alta, che avrebbe rotto l'isolamento e l'auto isolamento del MoVimento (allergico alle coalizioni pre elettorali) e avrebbe avuto la caratteristica di prendere atto di una trasformazione tripolare del Paese con definitivo abbandono di vocazioni maggioritarie e uomini soli al comando.

Una svolta del genere finirebbe col rompere la protesi del Cavaliere, il presidio sanitario che lo tiene politicamente in vita e che ne fa un soggetto che condiziona la Lega. E libererebbe la Lega dai lacci in cui è serrata pur essendo un partito con molti più consensi di Forza Italia.

Archivio blog