sabato 13 aprile 2019

I Lamenti di Pasqua, Sicilia

L'origine dei Lamenti Pasquali ancora diffusi in alcune zone della  Sicilia e in poche parti d'Italia risale con molta probabilità alla musica medievale siciliana, composta tra il 1100 ed il 1160 al tempo dei Re Normanni.

Poche pergamene (tre) custodite presso la Biblioteca di Madrid e di provenienza Siciliana, forse due di esse copiate  per la Cappella Reale di Palermo tra il 1100 ed il 1140, contengono testi e musiche (con notazione) a scopo liturgico religioso o politico (cerimoniale). Il terzo manoscritto del 1160 dovrebbe essere invece riferibile alla Cattedrale di Catania per solo scopo liturgico.

Rispetto alla musica Gregoriana sono una vera rivoluzione musicale per quei tempi (un po' come ascoltare i Beatles dopo Claudio Villa e Orietta Berti). I manoscritti infatti contengono i primi (o tra i primi) canti polifonici di cui si abbia estesa  traccia scritta, parliamo di circa 200 brani. E polifonici sono i Lamenti, a più voci.

A studiarli è stato David Hiley, musicologo inglese. Lo stile non è meditativo come nei canti Gregoriani e neppure sobrio, e contiene  influenze arabe e medio-orientali, già presenti al tempo nella cultura Siciliana. Una voce alta che si alterna o si accompagna a più voci basse.

Nel piccolo montaggio sonoro di uno dei brani  è possibile per chiunque abbia ascoltato i Lamenti Pasquali riconoscere quegli elementi inconfondibili che li caratterizzano senza bisogno di spiegazioni.







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