domenica 18 novembre 2018

Il cemento più forte del mondo? Quello dei Romani

Resiste da 2000 anni persino quando è immerso nel mare. È il cemento degli antichi Romani, fatto con ceneri vulcaniche e calce.

Un cemento che più passa il tempo e più diventa forte, roccioso. Niente a che vedere con il moderno cemento che nel giro di qualche decennio degrada e poi si sgretola.



Perché?

A scoprire il segreto sono stati i ricercatori americani dell'Università dello Utah che nel Luglio del 2017 hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche  su una importante rivista scientifica di mineralogia.

Le ceneri vulcaniche abbondanti in Italia contengono elementi chimici rari (Phillipsite, Al-Tobermoriteche si "alimentano" con l'acqua salmastra, cristallizzandosi e riparando continuamente le micro fessure del cemento. In pratica il cemento diventa piano piano col passare del tempo una roccia.

E a volere essere completi e un po' narciso-patriottici, dobbiamo pure dirci che anche la calce idraulica dei Romani, utilizzata per le cisterne di acqua dolce, resiste ancora oggi, due millenni dopo.



Insomma, la tecnologia degli antichi Romani in materia di costruzioni, risulta essere più efficiente di quella odierna.

I ricercatori americani sostengono senza sbilanciarsi troppo che questa scoperta può avere importanti applicazioni pratiche per opere in mare molto importanti.

Sbilanciandoci un po' potremmo però ipotizzare che la scoperta potrebbe avere importanti applicazioni anche nell'industria italiana che produce cemento e nell'edilizia comune.

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