domenica 17 giugno 2018

Ballottaggio 2018 a Piazza Armerina, previsioni.

La previsione non è fondata su argomenti politici, ma su calcoli matematici. Ho preso in considerazione lo scarto tra i voti di lista delle coalizioni e i voti al candidato Sindaco prendendo i dati ufficiali pubblicati dal sito della Regione Siciliana.

Ne viene fuori che uno dei due candidati Sindaco prende meno voti delle liste che lo sostengono, l'altro invece prende più voti delle liste che lo sostengono, quindi  prende voti da elettori di altre liste.

Ho chiamato questo rapporto tra voti sindaco / voti liste a sostegno, indice di attrattività-repulsione  che misura la capacità di un candidato di attrarre voti da elettori di liste che non lo sostengono o di perdere voti dagli elettori delle liste che lo sostengono.
    
                      Voti liste          Voti Sindaco
Cammarata    1624                   2016
Di Carlo           2865                   2693


Indice Attrattività - Repulsione Sindaco/Liste
Cammarata 1,24 (56,88%)
Di Carlo        0,94 (44,11%)
Totale indici 2,18 (  100  %)
Risparmio i calcoli ma il succo è questo: si dà per certo ed evidente che gli elettori che hanno già votato per i due candidati sindaco confermeranno il loro voto al ballottaggio, ma gli altri come si orienteranno? E' successa esattamente la stessa cosa  nel ballottaggio 2008 tra Mattia e Nigrelli (quando tutti davano vincente Mattia) e nel 2013 tra Miroddi e Prestifilippo quando gli addetti ai lavori davano vincente Prestifilippo.

A vincere in entrambi i casi è stato il candidato che ha sommato ai voti presi al primo turno quelli ottenuti grazie al suo indice di attrattività (indice maggiore di 1) e all' altrui indice di repulsione (indice minore di 1) o al minor indice di repulsione.
Con lo stesso metodo si riescono a prevedere anche i ballottaggi di altre città e negli ultimi 10 anni ha funzionato. Il metodo quindi è affidabile. 

Quello che il grafico mostra è che se l'astensionismo ( vedi nota in basso) al secondo turno (fisiologico direi) dovesse portare pochi elettori al voto favorirebbe il candidato che ha ottenuti più voti al primo turno. Il punto di equilibrio tra i due candidati è intorno ai 9500 elettori al secondo turno.

C'è un altro indice interessante ma non saprei sino a che punto influente. E' quello del numero complessivo di preferenze espresse per coalizioni. Un molto alto numero di preferenze sulle schede potrebbe indicare  una forma elevata di competizione tra gli stessi candidati consiglieri, realizzata attraverso accoppiamenti di nomi di candidati della stessa lista, in danno di altri. 
La media dei voti di preferenza per scheda è di circa 1,34 per le liste che sostengono Cammarata e di 1,43 per quelle di Di Carlo. La mediana di tutte le liste è  1,28. Su 8 gruppi di liste al primo turno quello di Di Carlo presenta il valore maggiore tra tutte.

Una previsione fatta su basi matematiche da sola non dà certezze ma solo buone probabilità. Rimangono imponderati altri fattori.


Nota: nel 2013 al ballottaggio andarono il 76 % degli elettori del primo turno. Gli elettori al primo turno nel 2018 sono stati 12246. Se andassero a votare al secondo turno nella stessa misura percentuale del 76% del 2013 sarebbero 9300.



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