mercoledì 27 giugno 2018

Magica Morgantina

Un filo tra passato e presente, una comunità capace di far rivivere una antica città, Morgantina. Ci riesce grazie  a tanto impegno, fondato sulla emozionalità degli abitanti di Aidone, il carburante di ogni iniziativa.

Con tanto lavoro tutto l'anno, tanto studio, tanta creatività, facendo rete con le giovani generazioni, realizzano una drammatizzazione collettiva ben curata nei dettagli, senza orologi ed occhiali per capirci, molto aderente alla verità storica. È stata inserita tra gli eventi culturali del 2018 promossi dal Ministero per i beni e le attività culturali. Si svolgerà il 5 ed il 6 agosto del 2018.

È possibile riflettere sulle tecnologie, la scienza, il pensiero, l'arte del mondo antico, che sono alla base della nostra cultura contemporanea.

Ogni anno è sempre diversa, rappresentando temi nuovi.

Poco a che vedere con la ingessata e stantia rievocazione storica di fantomatici ingressi del Conte Ruggero in fantomatiche città ricche di fantasiosi nobili cortei di ancor più fantasiosi ed improbabili aristocratici. E tuttavia oggetto di appassionati dibattiti e promesse elettorali.


lunedì 25 giugno 2018

Un sigaro spento incendia il ballottaggio a Piazza Armerina?

Le previsioni del ballottaggio sostanzialmente sono rispettate.
Astensione:
elettori al voto il 74,66%  del primo turno
previsione 76% del primo turno

Distribuzione voto secondo turno:
54,41 % Cammarata
45,59 % Di Carlo

previsione indice distribuzione
56,88 % Cammarata
44,11 % Di Carlo

Voti definitivi ballottaggio: Cammarata 4747, Di Carlo 3977, scarto 770 voti


Il calo degli elettori avrebbe dovuto favorire il candidato Di Carlo in una distribuzione normale statistico inferenziale ma così non è stato.

In un ballottaggio un voto dato ad uno equivale ad un voto dato in meno all'altro: se i votanti sono 100 e 50 votano per uno e 50 per l'altro lo scarto è di zero voti (50-50=0). Ma se un solo elettore dei 50 che ha votato per l'uno cambiasse voto e votasse per l'altro avremmo 49 per l'uno e 51 per l'altro con uno scarto di due voti (51-49 = 2). Quindi uno scarto di 770 voti corrisponde a un numero di 385 elettori. C'è  una concentrazione  di votanti (Kurtosi) su Cammarata ed una simmetrica dispersione su Di Carlo.


A 9000/10.000 votanti i due candidati erano in sostanziale equilibrio con una leggera prevalenza di Di Carlo verso i 9000 ma uno "spostamento" di 385 votanti (pari a uno scarto di 770 voti come spiegato sopra) non correlato alla distribuzione normale attesa  ( in senso statistico-probabilistica) pare "anomalo".


Cioè appare come una deviazione standard più legato ad una chiamata alle armi di uno o più gruppi politici (non certamente a liste data l'esiguità numerica) che alla prevedibilità statistica.

Tra questi gruppi ve ne sono due, uno il cui leader o co-leader ha dichiarato pubblicamente -tra un sigaro e l'altro- di avere orientato i suoi elettori verso il candidato Cammarata, oggi nuovo Sindaco di Piazza Armerina, l'altro (un ex sindaco) in un pubblico comizio ha fatto endorsement verso Di Carlo. Poco da un punto di vista numerico, troppo rispetto alle circostanze.

Niente di strano, i voti non sono di ugual peso, a determinate condizioni, come ha ben dimostrato Shapley.

Quindi 385 votanti hanno, secondo me, determinato il risultato, azzerando la differenza iniziale a vantaggio di Mauro Di Carlo e facendo partire la forbice di maggior consenso a favore di Nino Cammarata (il candidato sindaco elettoralmente più attrattivo) sin da subito.












                   
                   

giovedì 21 giugno 2018

Italiani preoccupati

La disoccupazione è uno degli interessi e preoccupazioni principali degli italiani. Si informano sui requisiti per percepire indennità, come fare domanda, a chi.

Al secondo posto la depressione, quali ne sono i sintomi, come curarla.

Seguono le bollette da pagare e da capire.

Infine gli immigrati. All'ultimo posto. Nonostante il bombardamento organizzato su media e social, agli italiani sostanzialmente non gliene frega niente.
Gli Italiani sono preoccupati invece molto di più della loro condizione economica e stato di salute che ne consegue, la depressione.

Il perbenismo frou frou tuttavia insiste nel cercare temi dove poter mostrare una nostalgica egemonia intellettuale. Persasi irrimediabilmente nei decenni passati.

Generalmente tale tipo di intellettuali perbenisti frou frou ha la pancia piena, non ha problemi di bollette. Quindi non capisce appieno di vivere in un mondo reale molto diverso da quello che idealizzano.

La gente comune invece sa e comprende in che razza di mondo è caduta negli ultimi decenni. Non sa darsi spiegazioni e vie d'uscita. A questo dovrebbero pensare di più gli intellettuali. Ma quelli perbenisti e frou frou hanno deciso di vivere nel passato spiegato bene nei libri che hanno letto. Molto più rassicurante così.

Fortunatamente, non tutti gli intellettuali sono perbenisti e non tutti gli intellettuali perbenisti sono frou frou.


domenica 17 giugno 2018

Ballottaggio 2018 a Piazza Armerina, previsioni.

La previsione non è fondata su argomenti politici, ma su calcoli matematici. Ho preso in considerazione lo scarto tra i voti di lista delle coalizioni e i voti al candidato Sindaco prendendo i dati ufficiali pubblicati dal sito della Regione Siciliana.

Ne viene fuori che uno dei due candidati Sindaco prende meno voti delle liste che lo sostengono, l'altro invece prende più voti delle liste che lo sostengono, quindi  prende voti da elettori di altre liste.

Ho chiamato questo rapporto tra voti sindaco / voti liste a sostegno, indice di attrattività-repulsione  che misura la capacità di un candidato di attrarre voti da elettori di liste che non lo sostengono o di perdere voti dagli elettori delle liste che lo sostengono.
    
                      Voti liste          Voti Sindaco
Cammarata    1624                   2016
Di Carlo           2865                   2693


Indice Attrattività - Repulsione Sindaco/Liste
Cammarata 1,24 (56,88%)
Di Carlo        0,94 (44,11%)
Totale indici 2,18 (  100  %)
Risparmio i calcoli ma il succo è questo: si dà per certo ed evidente che gli elettori che hanno già votato per i due candidati sindaco confermeranno il loro voto al ballottaggio, ma gli altri come si orienteranno? E' successa esattamente la stessa cosa  nel ballottaggio 2008 tra Mattia e Nigrelli (quando tutti davano vincente Mattia) e nel 2013 tra Miroddi e Prestifilippo quando gli addetti ai lavori davano vincente Prestifilippo.

A vincere in entrambi i casi è stato il candidato che ha sommato ai voti presi al primo turno quelli ottenuti grazie al suo indice di attrattività (indice maggiore di 1) e all' altrui indice di repulsione (indice minore di 1) o al minor indice di repulsione.
Con lo stesso metodo si riescono a prevedere anche i ballottaggi di altre città e negli ultimi 10 anni ha funzionato. Il metodo quindi è affidabile. 

Quello che il grafico mostra è che se l'astensionismo ( vedi nota in basso) al secondo turno (fisiologico direi) dovesse portare pochi elettori al voto favorirebbe il candidato che ha ottenuti più voti al primo turno. Il punto di equilibrio tra i due candidati è intorno ai 9500 elettori al secondo turno.

C'è un altro indice interessante ma non saprei sino a che punto influente. E' quello del numero complessivo di preferenze espresse per coalizioni. Un molto alto numero di preferenze sulle schede potrebbe indicare  una forma elevata di competizione tra gli stessi candidati consiglieri, realizzata attraverso accoppiamenti di nomi di candidati della stessa lista, in danno di altri. 
La media dei voti di preferenza per scheda è di circa 1,34 per le liste che sostengono Cammarata e di 1,43 per quelle di Di Carlo. La mediana di tutte le liste è  1,28. Su 8 gruppi di liste al primo turno quello di Di Carlo presenta il valore maggiore tra tutte.

Una previsione fatta su basi matematiche da sola non dà certezze ma solo buone probabilità. Rimangono imponderati altri fattori.


Nota: nel 2013 al ballottaggio andarono il 76 % degli elettori del primo turno. Gli elettori al primo turno nel 2018 sono stati 12246. Se andassero a votare al secondo turno nella stessa misura percentuale del 76% del 2013 sarebbero 9300.



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