sabato 11 novembre 2017

il Partito Unico di Enna

Almeno tre pezzi di apparato di partito Ennesi hanno "spostato" il voto di gruppi di loro elettori su candidati altrui al solo (?) scopo di far perdere candidati del loro partito. Si tratta del Partito Democratico e di Forza Italia (e i loro alleati Fratelli d'Italia-Noi con Salvini). Il dato emerge chiaro dal conto dei voti.

Considerate che nella città di Enna almeno un terzo degli elettori di Forza Italia non ha votato per i candidati di Forza Italia (uno dei quali della stessa città).  Avevano la rogna quei candidati e gli Ennesi non li hanno votati? Strano, perchè a Leonforte la stessa lista (Forza Italia) ha preso in percentuale il doppio dei voti presi ad Enna e li ha presi con candidati che di Leonforte non sono. 

A Piazza Armerina oltre metà dei voti di Forza Italia  sono invece andati verso un candidato del Partito Democratico, non sono andati cioè ai candidati di Forza Italia. Stessa cosa è accaduta per i Fratelli d'Italia-Noi con Salvini.  Continuando l'osservazione si scopre che il "fenomeno migratorio" riguarda la gran parte dei Comuni del collegio elettorale, con Comuni dove il Partito Democratico perde anche due terzi dei voti in favore di altri candidati, estranei al Partito Democratico.
Non si tratta di masse enormi di voti, in ciascun Comune si resta infatti nell'ordine misurabile in diverse decine o centinaia (oltre il migliaio solo in un paio di casi) a seconda della dimensione del Comune.

Sembra di essere tornati agli anni ruggenti della vecchia politica quando 3-4 persone decidevano consociativamente chi doveva essere deputato, chi senatore, chi presidente della provincia, parlamentare regionale, sindaco, chi amministratore di enti provinciali, ecc. La "cupola" politica insomma che sembrava essersi disfatta ci sarebbe ancora. 

Pesa per una semplicissima ragione: la gente non va a votare in numero sufficiente. Certamente ha le sue ottime motivazioni, altrettanto certamente chi non va a votare non appartiene ad apparati di partito. Però questo smarcarsi dal sistema fa pesare di più i pacchetti di voto di vario genere. 

Se l'affluenza alle urne fosse del 60/70 %, i portavoti di ogni genere e specie non potrebbero influire sull'esito del voto. Se nella pentola c'è troppo sale, devi aggiungere molta più acqua (elettori liberi). Se la pentola rimane piena a metà l'acqua sarà salatissima.

Ma più vedi all'opera portavoti di tal fatta (che in genere camminano nell'ombra, sottotraccia, non si espongono pubblicamente se non per proclamare il contrario di ciò che fanno in privato) e più ti viene da vomitare e meno propenso sei ad andare a votare. Un circolo vizioso.

Ci dobbiamo attendere pertanto che alle prossime elezioni politiche ed amministrative i due gruppi del Partito Unico si ricambieranno il favore e vedremo candidati degli uni sostenuti da gruppi di elettori degli altri.

Le caselle verdi indicano un aumento di voti superiore alla media del collegio di oltre il 20%.

Le caselle nere indicano invece un calo di voti superiore alla media del collegio di oltre il 20%.

La soglia del 20% è arbitraria e dovrebbe rappresentare un valore limite oltre il quale deve ravvisarsi una anomalia. 

L'indice di curtosi indica la "gobbosità" della distribuzione dei voti tra le liste. Più alto è l'indice e più la lista ha avuto delle impennate anomale (gobbe). Più basso è invece l'indice e più una lista si è appiattita di più sui valori medi generali (ha meno gobbe). Se l'indice è sotto lo zero l'appiattimento è maggiore ed altrettanto anomalo. Tutte le liste considerate nel loro insieme hanno avuto gobbe pari ad un indice 4, abbastanza elevato. 

Se zero in generale è l'indice di basso scarto (poche gobbe), nel caso concreto data la vivacità media di tutte le liste, pari a 4, l'indice "accettabile" di una singola lista dovrebbe essere intorno al 2, non troppo appiattita e non troppo gobba. 

L'indice di Pearson è "normale" (c'è correlazione) quando è uguale a 1 e non molto sotto. Indica se c'è o no correlazione tra i voti presi da una lista in ogni città e la distribuzione degli elettori in ogni città. Oscillazioni superiori con entrambi gli indici indicano forti anomalie nella distribuzione dei voti tra le liste, come nel caso della lista di Forza Italia e Fratelli d'Italia -Noi con Salvini.


La linea BLU se è vicina al bordo esterno è normale se vicina alla linea GIALLA è anormale
La linea ROSSA se è vicina alla linea GIALLA è normale se sotto lo 0 è anormale
La linea GIALLA è la percentuale dei voti alle liste
La lista 1 è ARCIPELAGO SICILIA, MOV. TERRITORI-MICARI
La lista 2 è ALTERNATIVA POPOLARE, CENTRISTI-MICARI
La lista 3 è CENTO PASSI PER LA SICILIA - FAVA 
La lista 4 è MOVIMENTO 5 STELLE
La lista 5 è PD - PARTITO DEMOCRATICO - MICARI 
La lista 6 è FORZA ITALIA, BERLUSCONI - MUSUMECI
La lista 7 è PDR - SICILIA FUTURA - PSI - MICARI 
La lista 8 è SICILIA VERA - LIBERTAS - RETE DEMOC - UN. DI CENTRO- MUSUMECI
La lista 9 è DIVENTERA' BELLISSIMA - PER LA SICILIA -MUSUMECI
La lista 10 è   SICILIANI LIBERI
La lista 11 è ALL. PER LA SIC. - FRAT. D'ITALIA ALL. NAZ. - NOI CON SALVINI-MUSUMECI
La lista 12 è IDEA SICILIA - POPOLARI E AUTONOMISTI - MUSUMECI 




Senza essere particolarmente esperti nell'argomento statistico, a prescindere cioè da indici e grafici, salta agli occhi dalla tabella il "flusso migratorio" dei voti dalle liste di Micari a quelle di Musumeci e viceversa a seconda delle città con più o meno di 5 mila votanti.
Anomalie più o meno grandi si riscontrano in tutte le liste e nella distribuzione dei voti di preferenza, come nell'ultimo grafico.