venerdì 7 luglio 2017

giornale di Parrocchia

Un piccolo consiglio a chi si crede Montanelli o Biagi e scrive immaginando chissà quali platee di lettori affamati di notizie e perle di saggezza. Non siate così certi di potere orientare l'opinione pubblica.
Purtroppo, le platee sono vuote stando ai numeri.
Da una piccola ricerca sulle tendenze del web si vede che due delle tre principali testate giornalistiche locali  (provincia Enna) prese a raffronto sono
confrontabili più con i giornali di parrocchia di qualche decennio fa che con i quotidiani moderni.
Un pubblico web limitato, nell'ultimo anno, con congenito disinteresse per immagini video. 


La misurazione è fatta sugli utenti del web che usano Google come motore di ricerca.



Non va affatto meglio nella categoria dei social network, fatta da un pubblico più giovane, lì addirittura le differenze tra le tre testate sono insignificanti e la dominanza di ViviEnna scompare.


Il peggiore dei tre quotidiani on line presi a confronto è StartNews, testata a cui il cambio del direttore responsabile non ha portato fortuna, il suo trend è in discesa.
In salita da qualche mese  TeleNicosia ma molto distanti entrambi da ViviEnna.
Tuttavia a raffronto con testate regionali, come La Sicilia e Giornale di Sicilia presenti sul web, ViviEnna è del tutto marginale al di fuori della Città di Enna e della sciagurata omonima provincia.

Fare a gara per apparire sulla pagina di un giornale parrocchiale non è una strategia mediatica ragionevole, é, più che altro, fame di visibilità ad ogni costo, narcisismo mal impiegato.
Le polemiche innescate ad arte per avere qualche clic in più non premiano, stufano i lettori, stando ai numeri.
Spalare fango per poi attendere la smentita per farci su qualche altro clic è una strategia editoriale da moribondo.
Tanto più che le testate on line prese in considerazione sono del tutto poco affascinanti per il pubblico giovane e medio. Si tratta prevalentemente di lettori over 40-50 stando agli studi di audiweb.
Buona fortuna agli aspiranti premi Pulitzer degli Erei. Scrittori negletti dal pubblico e dai critici letterari. Capaci di svarioni clamorosi sui fatti che diminuiscono credibilità, fidabilità e lettori.
Quanto ai quotidiani in generale è bene sapere che in Italia secondo Audipress solo 17 milioni di italiani leggono un giornale, circa 9-10 milioni al centro nord e 7-8 al centro-sud. Parliamo di lettori di giornale, non di persone che li comprano. La maggior parte dei giornali viene letta nelle città sino a 10 mila abitanti seguono le città sino a 20 mila abitanti. Insomma vengono letti nella cosiddetta provincia italiana, nella periferia culturale del Bel Paese. Nel numero dei lettori vengono contati anche quelli che li leggono sul web. La lettura è dunque sostanzialmente legata a bar ed uffici di provincia. E' per questo che il taglio dei giornali va più verso il gossip, i si dice, i potrebbe, sarebbe, i rumors. Ottimi argomenti da bar tra un salatino ed un caffè. Lì, si può rapidamente commentare, gossippare, senza approfondire e riflettere. Nella provincia ennese dunque leggono (anche sul web) i giornali cartacei (ma non li comprano) all'incirca 40/50 mila persone su 170.000. Ogni testata (tra nazionali e locali) non dovrebbe avere più di 10-15 mila lettori su 170.000, all'incirca il 7% della popolazione.

Segue nel dettaglio la diffusone regionale delle tre testate prese a confronto negli ultimi 12 mesi, su tutte le categorie indicizzate, compresa quella dei social network, per gli utenti che usano Google, il più diffuso motore di ricerca del mondo.