lunedì 24 luglio 2017

i politici causano malattie

Dal Luglio del 2009 al Luglio 2017 in Sicilia è aumentato il numero delle persone che chiede informazioni su ansia, gastrite e tosse e sui rimedi.
Stessa cosa si osserva in Italia. Più accentuato è l'interesse per ansia e depressione nelle regioni meridionali.
Molto accentuato in tutta Italia l'interesse per la tosse, le sue cause e soprattutto i suoi rimedi.
In Sicilia l'interesse/preoccupazione per la tosse è maggiormente accentuato nei distretti industriali della provincia di Messina e Siracusa dovo sono presenti i grandi impianti di raffinazione del petrolio.
Il fenomeno è in crescita, sempre più gente vuol sapere. Essendo un fenomeno di massa è da escludere che l'interesse sia di tipo accademico. Si tratta invece di problemi quotidiani che si vivono più frequentemente che in passato e di soluzioni che si cercano al di fuori del sistema sanitario. Questo però pare strettamente collegato come si vede agli effetti delle politiche industriali e della crisi economica che dal 2009 ci perseguita, ci accompagna continuamente. Di qualche giorno fa la notizia del sequestro da parte della magistratura di alcuni degli impianti del polo petrolchimico di Siracusa. Le politiche italiane in materia di petrolio sono molto accondiscendenti con gli interessi delle compagnie petrolifere. E' una scelta politica che fa felici pochi e genera malattie in molti da quello che si vede.
Più devastante è il problema dell'ansia e della depressione. Il fantomatico carattere solare dei meridionali, l'allegria, i triccaballacche, i marranzani e le fritture di pesce non bastano ad arginare il fenomeno.
La lunga crisi ci ha cambiati.
Abbiamo ripreso le valige per andare in altre città, la disoccupazione è irrefrenabile, temiamo per il nostro lavoro, non ci curiamo più (oltre 10 milioni di italiani hanno rinunciato a cure mediche per ragioni economiche secondo l'ISTAT), siamo più poveri (quasi 5 milioni di italiani prevalentemente meridionali vivono in povertà assoluta secondo l'ISTAT). Che vogliamo in più dalla vita? Basta ca c'è stu sole, basta ca c'è stu mare la la la la la.
Adesso arrivano i politici che hanno generato tutto questo. Casa per casa. E si, sono loro la causa delle malattie e di tutto il resto, perchè quello che succede a noi non succede in Paesi come la Germania, l'Olanda ecc, ecc. Siamo molto simili alla Grecia invece. Dunque non è un'esagerazione considerare la classe politica italiana pluriventennale come un agente patogeno, come un infame virus che ha distrutto o compromesso le nostre difese immunitarie. Rivederli sfilare sui palchi elettorali sarà come guardarci le analisi di laboratorio. Riconosceremo il virus jobs act, quello del civuolepiùeuropa, unmilionedipostidilavoro, primaglitaliani, labuonascuola, la svoltabuona e forse ci renderemo conto che loro sono il problema e non la soluzione, sono un altro ceppo dello stesso virus che si evolve in continuazione, resiste alle elezioni politiche, ai referendum.
Qualcuno dirà bè è colpa nostra li abbiamo messo lì noi. E no, le elezioni sono state truccate, lo ha detto la Corte Costituzionale con la sentenza n.1 del 2014. Loro non rappresentano la Nazione da decenni.

venerdì 21 luglio 2017

nobili commenti razzisti

-Buttateli fuori dall'Italia sti animali della giungla, 
-girano in branchi
-massacrateli di legnate
-negri di merda negri bastardi vi odio tutti, 
-ma le macchine anziché camminare piano non facevano stile birilli, mandiamoli a casa...
-a pedate in culo, 
-appena li avete davanti con l'auto non vi fermate, 
-iu assa fattu piazza pulita ogn jangata ciassa fattu capir cu cumanna, 
-con le buone maniere non è lotta, rispediteli a calci in culo a casa loro, 
-tra un paio d'anni nasceranno le bande se non si fa subito qlc, 
-i neri ci stanno togliendo tutto
-Piazzesi di merda luridi vigliacchi al posto di filmare decidete di liberare la strada con la forza
-io ci sarei salita con la macchina ...li avrei buttati sotto... 
-bastardi dopo che sono serviti e riveriti, 
-perchè non usiamo le bottiglie riempite di benzina, 
-sfolliamoli a bastonate.

Questo un piccolo saggio di commenti razzisti da parte di una dozzina di utenti FB di Piazza Armerina. Sono stati scritti da persone giovani, in alcuni casi anche laureate a pieni voti, alcune anche di "buona famiglia" come si diceva una volta e accompagnati da un discreto numero di "mi piace".
Altri hanno postato con compiacimento il video di una violenta rissa al mercato di Catania, con lanci di ombrelloni ed altri oggetti ed un furgone bianco che si lancia contro e distrugge merci. Rissa tra commercianti catanesi ed extracomunitari.

i Commenti sono riferiti e correlati all'episodio di  blocco stradale di qualche giorno fa, in C.da S. Croce di Piazza Armerina, da parte di migranti richiedenti asilo o protezione.

Dovremmo avere commiserazione per questi utenti FB, non odio. Vivono nella più profonda insicurezza e reagiscono emozionalmente ad eventi che li colpiscono solo emozionalmente.

Incontrarli e spiegargli che è la politica nazionale che ha deciso che i migranti arrivassero qui da noi non avrebbe forse alcun effetto immediato. E' da Roma e dalle Prefetture (organi di governo) che partono gli ordini, dove portarli quanti portarne. Non hanno deciso di giungere nella favolosa e mitica Piazza Armerina, città di cultura che non vuole fomentare odio razziale, abitata da persone così tanto per bene. Loro di Piazza Armerina non conoscevano  neppure l'esistenza. La politica nazionale, lo Stato, ha deciso di mandarli qui e qui sono arrivati scortati dalle forze dell'ordine.

Anche parlarne con chi sta soffiando sul fuoco non avrebbe effetto. Sono professionisti della politica, campano sulle disgrazie altrui. Le usano per sopravvivere. Sfruttano le fragilità psicologiche e la scarsa informazione per aumentare insicurezza di parte della popolazione per offrirsi come soluzione.

Nella storia degli ultimi decenni sono infatti tali professionisti della politica che hanno creato il problema. Loro hanno creato il problema quando facevano parte della maggioranza o del Governo, quando si accettava nel 2003 il Regolamento di Dublino II e poi nel 2013 il Regolamento di Dublino III. Quando cioè
si accettava la regola che il Paese di sbarco è l'unico Paese dove l'immigrato può chiedere asilo o protezione e deve permanervi sino a che l'iter di accertamento (lunghissimo ad arte 18 mesi) non si sia concluso (invece gli accordi internazionali prevedono 2 mesi). Una volta ottenuta la protezione possono circolare liberamente solo nel territorio italiano, nella UE solo per tre mesi. Un vero obbligo di soggiorno, per ragioni umanitarie però, eccome.
Loro hanno creato il problema quando hanno destabilizzato la Libia, bombardandola insieme a U.S.A., Francia e Regno Unito (nonostante un trattato di pace ed amicizia con la Libia da loro stessi firmato) scatenando le prime grandi ondate migratorie che sono arrivate in Italia da lì.
Loro hanno creato il problema quando, stando al governo o in maggioranza, hanno accettato di vendere armi ai Paesi del Medio Oriente e in Africa, alimentando le guerre e con esse il flusso di profughi e migranti. Si chiamano Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e tutto il cucuzzaro. Non erano soli, vero, con loro i più bei nomi di spicco della cosiddetta sinistra italiana e del centro cattolico e moderato.

Lo ha spiegato magistralmente bene Bauman cosa accade nei suoi scritti sulla cosiddetta società liquida.
Insicurezza come percezione di una imminente aggressione alla propria incolumità fisica, insicurezza nel lavoro e nel reddito, insicurezza nell'interpretazione di ciò che accade intorno a noi. Questa è una società liquida, perché non ha più punti solidi a cui ancorarsi.


Egli ci ha pure spiegato che il successo di talune formazioni politiche, idee xenofobe e razziste, risiede in questa miscela di insicurezza che è spesso amplificata dai media. Qualcuno si presenta come salvatore della Patria, come punto solido, forte, anche violento, e dà l'illusione della sicurezza.















domenica 16 luglio 2017

morta la DC nasce la DB

La DC è morta ma è nata la DB
La DB è la dama bianca. Tiene in vita l'amministrazione di Filippo Miroddi per mezzo di alcuni consiglieri comunali che fanno riferimento a lei e che permettono l'approvazione dei bilanci del Comune di Piazza Armerina evitando il fastidioso scioglimento anticipato e favorendo la perpetuazione del rito del gettone di presenza. Una Santa per molti.

Appare su testate giornalistiche locali con una buona frequenza e con pezzi redazionali che tessono le lodi delle sue doti salvifiche e taumaturgiche.
Sostiene finanziariamente le feste di quartiere in particolare di un quartiere, il quartiere Casalotto di Piazza Armerina.
E lo stuolo dei sindaci in pectore non parla mai male di lei. Ed è questa la cosa che mi ha incuriosito. Lei in fondo gioca il suo ruolo, da protagonista.

Eppure succede che tanto i beneficiari, quanto i miracolati, i mondati dalla lebbra e i porporati al soglio pontificio locale preferiscono invece prendersela con il Movimento 5 Stelle ed in particolare con tutti coloro che potrebbero ostacolarla alle regionali sottraendole in casa propria le preziosissime preferenze elettorali, come fossero ladri blasfemi di santissime ostie in sacrestia. Lei però non parla male di nessuno.
Ognuno ha la sua piccola parte in commedia, il suo schizzetto di fango da lanciare, fingono di essere diversi ma hanno tutti lo stesso copione, Non sembra strano? Dovrebbero scannarsi tra di loro accusandosi a vicenda delle peggiori nefandezze politiche e invece non lo fanno.

Tra tutti loro c'è un collegamento elettorale trasversale: bisogna sostenerla e screditare i pentastellati, anche i loro familiari se serve.

Nulla dice contro di lei il suo ex collega di giunta provinciale, anch'egli in corsa per il soglio pontificio della ridente città degli Erei, nonché Frate Maggiore Provinciale dell'Ordine dei Querelanti.

Non fiatano né sussurrano contro di lei i suoi supporters  e galoppini nelle precedenti elezioni regionali, tra i quali pure un porporato, metropolita e Archbishop della Love Abbey, dalle infinite e mutevoli forme e simboli elettorali.

Taciturno, praticamente afasico, su di lei il Priore e Prelato del Nuovo Convento dei Disperati, un tempo parte del Convento delle Libertà.

Che dire della corrispondenza di amorosi sensi del quotidiano locale ed il Frate Maggiore dei Querelanti? E' la cosa più curiosa se vogliamo. Da una parte un ex Religioso, già reggente del Convento Armerinorum, dei Frati Piddienti, dall'altra il suo politicamente opposto avversario storico (perlomeno nell'immaginario collettivo).

A ben guardare lei è parte ed espressione del peggior governo regionale siciliano, a detta dei più se non di tutti. Eppure su di lei silenzio. Perché?
La vecchia cupola politica decide chi sale, chi scende e chi resta in carrozza. La vecchia classe dirigente si raggruma, sperando di sopravvivere.

Per carità, non ho nulla di personale con lei e personalmente mi è pure simpatica. Parlo di faccende politiche locali. Ci sono troppe cose che non quadrano, secondo me. L'aggettivo Bianca, voglio precisarlo, è riferito al colore della vecchia Democrazia Cristiana (DC), che diventò negli ultimi lustri della sua esistenza un coacervo di gruppi politici, correnti, aree, ecc., ecc., che si odiavano ma stavano insieme per spartirsi poltrone, mantenerle, costruirle, ottenere favori e vantaggi.

venerdì 7 luglio 2017

giornale di Parrocchia

Un piccolo consiglio a chi si crede Montanelli o Biagi e scrive immaginando chissà quali platee di lettori affamati di notizie e perle di saggezza. Non siate così certi di potere orientare l'opinione pubblica.
Purtroppo, le platee sono vuote stando ai numeri.
Da una piccola ricerca sulle tendenze del web si vede che due delle tre principali testate giornalistiche locali  (provincia Enna) prese a raffronto sono
confrontabili più con i giornali di parrocchia di qualche decennio fa che con i quotidiani moderni.
Un pubblico web limitato, nell'ultimo anno, con congenito disinteresse per immagini video. 


La misurazione è fatta sugli utenti del web che usano Google come motore di ricerca.



Non va affatto meglio nella categoria dei social network, fatta da un pubblico più giovane, lì addirittura le differenze tra le tre testate sono insignificanti e la dominanza di ViviEnna scompare.


Il peggiore dei tre quotidiani on line presi a confronto è StartNews, testata a cui il cambio del direttore responsabile non ha portato fortuna, il suo trend è in discesa.
In salita da qualche mese  TeleNicosia ma molto distanti entrambi da ViviEnna.
Tuttavia a raffronto con testate regionali, come La Sicilia e Giornale di Sicilia presenti sul web, ViviEnna è del tutto marginale al di fuori della Città di Enna e della sciagurata omonima provincia.

Fare a gara per apparire sulla pagina di un giornale parrocchiale non è una strategia mediatica ragionevole, é, più che altro, fame di visibilità ad ogni costo, narcisismo mal impiegato.
Le polemiche innescate ad arte per avere qualche clic in più non premiano, stufano i lettori, stando ai numeri.
Spalare fango per poi attendere la smentita per farci su qualche altro clic è una strategia editoriale da moribondo.
Tanto più che le testate on line prese in considerazione sono del tutto poco affascinanti per il pubblico giovane e medio. Si tratta prevalentemente di lettori over 40-50 stando agli studi di audiweb.
Buona fortuna agli aspiranti premi Pulitzer degli Erei. Scrittori negletti dal pubblico e dai critici letterari. Capaci di svarioni clamorosi sui fatti che diminuiscono credibilità, fidabilità e lettori.
Quanto ai quotidiani in generale è bene sapere che in Italia secondo Audipress solo 17 milioni di italiani leggono un giornale, circa 9-10 milioni al centro nord e 7-8 al centro-sud. Parliamo di lettori di giornale, non di persone che li comprano. La maggior parte dei giornali viene letta nelle città sino a 10 mila abitanti seguono le città sino a 20 mila abitanti. Insomma vengono letti nella cosiddetta provincia italiana, nella periferia culturale del Bel Paese. Nel numero dei lettori vengono contati anche quelli che li leggono sul web. La lettura è dunque sostanzialmente legata a bar ed uffici di provincia. E' per questo che il taglio dei giornali va più verso il gossip, i si dice, i potrebbe, sarebbe, i rumors. Ottimi argomenti da bar tra un salatino ed un caffè. Lì, si può rapidamente commentare, gossippare, senza approfondire e riflettere. Nella provincia ennese dunque leggono (anche sul web) i giornali cartacei (ma non li comprano) all'incirca 40/50 mila persone su 170.000. Ogni testata (tra nazionali e locali) non dovrebbe avere più di 10-15 mila lettori su 170.000, all'incirca il 7% della popolazione.

Segue nel dettaglio la diffusone regionale delle tre testate prese a confronto negli ultimi 12 mesi, su tutte le categorie indicizzate, compresa quella dei social network, per gli utenti che usano Google, il più diffuso motore di ricerca del mondo.