giovedì 29 giugno 2017

eletti, rieletti e negletti.

Se sai fare bene il tuo lavoro, se sei competente, allora ti premio e ti promuovo ad un ruolo superiore. Quando un sistema è organizzato così, col passare del tempo, sarà popolato da persone incompetenti. 
Lo sostenne Laurence J. Peter, uno psicologo Canadese, nel 1969, parlando dell'organizzazione gerarchica (di imprese, pubblico impiego, forze armate). 
Non è uno scherzo e l'apparente paradosso fu dimostrato con tanto di argomentazioni logiche.

Ora si potrebbe anche dire che l'organizzazione politica di Stato, Regioni e Comuni sia una organizzazione gerarchica dove sono gli elettori che promuovono qualcuno ad un ruolo superiore.
Quindi prima sei "promosso" da semplice cittadino a candidato (solo nel caso di raccolta firme), poi potresti essere eletto, cioè promosso, membro di un consiglio comunale, regionale, del parlamento.

Immaginando (e non sembra ci siano grosse difficoltà) che ci sia anche un diverso grado gerarchico tra Comune, Regione e Stato, dovrebbe anche essere scontato che chi da consigliere comunale venisse dopo eletto consigliere regionale e poi membro del Parlamento, sarebbe stato premiato dagli elettori con una indiscutibile promozione. 
Laurence J. Peter 

Ma se il principio di Peter fosse giusto (e lo è) ed applicabile anche alla politica (ed intuitivamente è così) accadrebbe che col passare del tempo tutte le istituzioni elettive sarebbero "infestate" solo da persone incompetenti. E si, perchè se l'unico criterio per essere promosso fosse il merito attuale, cioè la bravura che dimostri adesso, allora una volta che fai il consigliere comunale o regionale o altro senza progressive "promozioni" a superiori funzioni, se ne deve concludere che sei un incompetente secondo il principio di Peter, e lo sei adesso.

Stessa conclusione per chi sia eternamente candidato a qualcosa: gli elettori non ti eleggono perchè non vedono attualmente competenza in quello che fai. Ancora peggio la situazione di chi eletto una prima volta non venga rieletto. Si tratterebbe di una vera retrocessione per demerito, interpretando liberamente Peter.

Sembra una trappola: se fai lo stesso ruolo senza essere promosso sei un incompetente, se non ti eleggono sei un incompetente, se non ti rieleggono allo stesso ruolo sei un incompetente. A salvarsi sarebbero in pochissimi e per poco tempo, soltanto coloro che percorrono la carriera dall'inizio alla fine sino al rango di parlamentare. Ma, alla fine, sarebbero incompetenti pure loro, non venendo promossi ulteriormente.

Che dire, mostruoso, saremmo in una società gestita da incompetenti. La conclusione logica di Peter è coincidente  con le nostre sensazioni. Ci risulta assai difficile o assurdo considerare Sindaci, Consiglieri e Deputati come persone competenti.

Però il principio di Peter non è una critica alla meritocrazia, alla competenza come criterio di promozione/scelta ma ad un modo sbagliato ( forse un po' primitivo ed illogico) di intenderla.

Sarai anche un bravo e brillante meccanico ma non è detto che per questo motivo sarai anche un bravo capo reparto o capo officina. Una cosa è avere perizia nel riparare un motore, altra è essere capaci di gestire rapporti relazionali con colleghi e dirigenti.

Peter voleva solo dire che si dovrebbero valutare le competenze necessarie per il futuro incarico.




L'implicazione "se sei competente allora vieni promosso" implica a sua volta che "se non vieni promosso allora non sei competente.