martedì 30 maggio 2017

il rullo dei tamburi

Perché molta gente ha repulsione o addirittura schifo per la politica e altra ne è attratta? Della politica vediamo gli scandali, gli abusi, non c'è fiducia nei partiti, né negli uomini politici. 
Altri invece vedono nella politica un'opportunità personale. Tipo, sta per aprire un supermercato e l'assessore Tizio ha buone relazioni con il gestore. Oppure, potrei fare qualche mese di lavoro nella società che lavora per conto del Comune e l'assessore Caio può raccomandarmi. 
Certe volte giriamo la testa da un'altra parte per fingere di non vedere incarichi professionali dati ad amici strettissimi del politico, quello stesso che aveva detto su un palco con me non succederà mai. 
Subiamo in silenzio bollette comunali rincarate ad arte, leggiamo del Comune che nega ai cittadini diritti stabiliti dalla legge come ad esempio decidere insieme come spendere 20/30 mila Euro per piccole opere pubbliche o servizi. Sappiamo di gente messa dai politici ai margini negli uffici pubblici ed altra elevata sugli altari. Apprendiamo di opere pubbliche che costeranno il triplo di quanto non costino altrove. Leggiamo il libro dei sogni delle opere pubbliche, sappiamo che non si faranno, ma ci piace fantasticare su una città che non esiste.  Sappiamo o dovremmo sapere che il Comune è povero, non ha soldi perchè ne spende troppi, è in rosso, si fa prestare i soldi dalla banca, mente quando dice che la situazione economica è ok. I politici che non rispettano le regole e ne pretendono dagli altri il rispetto dovrebbero suscitare repulsione profonda avendo persino la faccia tosta di dare degli evasori ai propri sudditi. Sentiamo commentare eh bè, sì, è sempre successo. Indole e indolenza siciliana magari in bocca a chi la politica l'ha fatta o intende farla. Eppure pur sapendolo non diciamo, non gridiamo, non pronunciamo pubblicamente l'unica  parola possibile, farabutti. 
Lo diciamo in privato. 
Vediamo i ragazzi scappare da questo che è ormai un paesotto di provincia, senza cultura, senza arte eppure non privo di  artisti ed intellettuali. Sono i nostri amici, parenti, vicini, conoscenti ad andarsene a cercare lavoro e ci rattristiamo, certo, ma non ci ribelliamo. 
Vediamo coi nostri occhi lo spopolamento della Città, dei vecchi quartieri, del centro storico, il degrado degli edifici privati e dei beni pubblici e delle aree pubbliche. Ma ci piace fotografare il tramonto, la maestosa Cattedrale, la montagna magica, le sempre meno frequentate processioni religiose, le parate con i paramenti pseudo-medievali. Osserviamo persino iniziative di rilancio economico fatte senza alcuno studio di mercato, ma solo di panza, d'istinto. 
Oggi ho visto un uomo raccogliere cicche per terra. Non faceva civismo. Cercava di confezionarsi una sola sigaretta e fumarsela.
Sappiamo che sono troppe centinaia le persone che non riescono ad accoppiare il pranzo con la cena, che non possono permettersi gli occhiali o i denti artificiali. Qui, in questa città. 
Fingiamo di non capire e capiamo benissimo, ma copriamo la voce interiore della verità sotto il rullo di tamburi.