martedì 21 marzo 2017

i conti della serva

Nel triennio 2014, 2015 e 2016, il Comune di Piazza Armerina ha mandato bollette ai contribuenti per il servizio raccolta rifiuti per euro 
4.306.419,03 Euro, nel 2014 + 
3.800.000,00 Euro, nel 2015 + 
3.800.000,00 Euro, nel 2016 =
11.906.419,03 Euro in totale

Invece il costo del servizio raccolta rifiuti a Piazza Armerina (nel 2013, 2014, 2015 e 2016) è stato intorno a 3.450.000 euro l'anno. Quindi arrotondando ed abbondando per eccesso 3.450.000 x 310.350.000 per il triennio 2014, 2015, 2016 


La legge prevede che la tassa è costituita dal solo costo del servizio e che va suddiviso tra i contribuenti in ragione dei metri quadrati dei locali, e del numero dei suoi occupanti, della tipologia di attività economica.
Quindi, c'è un sovraccosto di: 
11.906.419,03 (bollette da pagare nel 2014 + 2015 + 2016)                     -
10.350.000,00 (costo del servizio raccolta rifiuti nel 2014 + 2015 + 2016) =
  1.556.419.03 Euro che non rientrano nel costo del servizio di raccolta rifiuti.
Se l'insieme delle bollette è maggiorato ingiustamente,  allora ogni bolletta è maggiorata ingiustamente. Questa maggiorazione che non è prevista dalla legge è del 15% su ogni bolletta

Il servizio raccolta rifiuti a Piazza Armerina costa ad ogni contribuente il 15% in più.
Se la riscossione coattiva verrà attivata, dunque saranno letteralmente confiscati ai cittadini proprietà e denaro.
A questa conclusione si è giunti nel Meetup Grilli Armerini (Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina) dopo lo studio di atti e dati pubblici riportati integralmente in un documento di 480 pagine (1). Per consultarlo  questo è il link: Dossier rifiuti Piazza Armerina. Consigliabile aprire il documento dal PC se non si dispone di un cellulare capace di scaricare 27,6 MB.







(1) Si riporta la parte iniziale del documento

DOSSIER RIFIUTI PIAZZA ARMERINA
Come si calcolano le bollette delle spazzatura e come si riscuotono.
Documenti raccolti dal Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina per
spiegare ai cittadini perché l’amministrazione comunale vuole
“privatizzare” la riscossione dei tributi.
Incontro tenutosi in data 18 marzo 2017 presso l’Hotel Villa Romana

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La gestione dei rifiuti è un problema enorme che affligge cittadini ed
istituzioni. In Sicilia la questione è particolarmente allarmante per il
fallimento del sistema degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali).
Piazza Armerina, nel 2014, ha abbandonato Enna ed è passata a
Caltanissetta iniziando l’avventura della differenziata con la gestione del
servizio alla società Tekra srl.
L’amministrazione comunale riscontra difficoltà negli incassi delle bollette
ed ha già deciso di affidare il servizio di riscossione ad un privato il quale,
naturalmente, penserà solo ad incassare, anche pignorando le case, e
senza considerare la condizione sociale ed economica del cittadino.
Il Movimento 5 Stelle non è d’accordo e ritiene la scelta scellerata ed
inopportuna.
Il Sindaco ed i suoi funzionari sostengono che è una scelta obbligata in
quanto il 50% dei piazzesi non paga questa tassa e che la riscossione
affidata ad Equitalia non ha dato risultati.
Prima bugia. Il servizio non è mai stato affidato ad Equitalia (Riscossione
Sicilia) e nessuno ha mai ricevuto una cartella di spazzatura dall’esattore
perché il Comune ha cercato di riscuotere direttamente il dovuto.
Comunque è la terza volta che provano a dare il servizio all’esterno. Ci
avevano tentato anche senza le difficoltà finanziarie di cui parlano oggi.
La prima volta, Delibera G.C. del 05/11/2013, n. 194, lo hanno dato ad
una società di Catania, Studi e Servizi alle Imprese S.r.l., senza nessuna
gara e ci furono proteste.
La seconda volta, Delibera G.C. del 21/04/2015, n. 65, hanno aderito ad
un accordo con altri comuni del messinese che stranamente utilizzavano
la società prima menzionata per riscuotere i tributi!

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La terza volta, Delibera G.C. del 08/03/2017, n. 40, sempre senza passare
dal Consiglio Comunale, hanno dato mandato al responsabile del servizio
di fare una gara.
Come si dice: non c’è due senza tre ed il quattro viene da se!
Seconda bugia. Non è vero che il 50% dei piazzesi non paga la tassa. Se si
confrontano gli incassi coi pagamenti reali il sistema è coperto al 76%.
Se si confrontano le bollette emesse con gli incassi le cifre calano di
molto, ma siamo sicuri che le bollette emesse sono giuste?

Fonte SIOPE
Anno Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani
- TARES riscosse mediante ruoli +
Tassa smaltimento rifiuti solidiurbani
- TARES riscosse attraverso altre
forme + TARI riscossa mediante ruoli
+ TARI riscossa attraverso altre
forme
Contratti di servizio per smaltimento
rifiuti
2013 2.633.412,99                                                                                                                3.505.544,69
2014 2.097.211,29                                                                                                                3.032.465,32
2015 2.928.300,25                                                                                                                3.475.815,98
2016 2.676.059,69                                                                                                                3.599.111,53

Totale Piazza 10.334.984,22                                                                                             13.612.937,52
                                                         Tasso di copertura 76%
I dati sono pubblici e si possono ricavare dalle informazioni della Banca
d’Italia al sito internet www.siope.it (a proposito, il Sindaco afferma che il
Siope non è attendibile, ma dimentica che ogni volta che presenta il
rendiconto al Consiglio comunale allega proprio queste informazioni).
Noi riteniamo che i piazzesi, che sicuramente devono pagare le tasse, non
si meritano una tribolazione perché stanno tenendo in piedi il Comune
pagando il massimo delle tasse possibili con le leggi attuali. Semmai,
pretendono dei risparmi di spesa ed una maggiore pulizia della città.

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Addirittura proprio per la spazzatura, Delibera G.C. del 07/06/2011, n.
130, negli anni 2011 e 2012, hanno pagato il doppio dell’addizionale
sull’energia elettrica. Poi la tassa è stata abolita, ma la Regione manda i
soldi per compensare il vuoto. Ci chiediamo se tali soldi sono usati per la
spazzatura o per altro! Se è cosi non si finirà mai di pagare le tasse su case
ormai vuote e tutte in vendita.
A quanto ammonta questa tassa e come si calcola il dovuto?
La legge dice che il costo del servizio rifiuti deve essere coperto
integralmente, cioè la tassa che pagano i cittadini deve essere in grado di
coprire tutte le spese.
La tassa, per le famiglie, è proporzionata ai mq dell’abitazione ed al
numero dei componenti che vi abitano; per le imprese, invece, dipende
dal tipo di attività e dai coefficienti medi di rifiuti prodotti (carrozzieri,
pasticceri, fornai, alberghi, ecc.).
Il calcolo è un po’ complicato, ma non è difficile!
Il primo passaggio è quello di sapere che tipo di servizio vuoi. Anche noi
quando chiamiamo qualcuno per fare le pulizie paghiamo ad ore e a
seconda del lavoro che si svolge. Lo stesso è la spazzatura, se vuoi che la
raccolta avvenga ogni tre ore basta pagare!
La comunità potrebbe anche decidere di raccogliere una volta a settimana
e tenersi la spazzatura a casa e risparmiare, per questo il costo del
servizio non è fisso, ma varia ogni anno a seconda di quello che vuoi fare.
Allo stato attuale noi abbiamo un contratto con la Tekra Srl, Delibera G.C.
del 12/12/2014, n. 231, che prevede i seguenti servizi ai costi indicati:

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Riepilogo dei costi e dei servizi resi dalla Tekra Srl

Il contratto è stato sottoscritto in data 3 novembre 2014 e fu fatto per 6
mesi, poi è stato prorogato, ma il costo per anno è, includendo l’Iva e
arrotontando per eccesso, di circa 2.800.000,00 di cui, nota curiosa,
46.200,00 euro circa, per sacchetti di plastica e 60.000.00 euro circa, per
extra costo a causa della inadeguatezza del C.C.R., cioè del Centro
Comunale di Raccolta della Bellia.

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A queste spese bisogna aggiungere le altre che non vanno all’impresa,
ma che dipendono dalle tasse di conferimento in discarica, dai trasporti
non inclusi nell’appalto, dagli investimenti ed altro che il Comune
vuole realizzare. Tali costi sembrano girare intorno a 500.000,00 mila
euro l’anno (valore stimato) e dunque il totale del costo del servizio da
ripartire tra gli utenti appare realistico ed abbondante intorno ad
euro 3.450.000,00 per anno.
Nel triennio dal 2014 al 2016, il Comune ha mandato bollette per euro
11.906.419,03 (4.306.419,03 nel 2014 + 3.800.000,00 nel 2015 +
3.800.000,00 nel 2016) e ci sembra che circolano più bollette che soldi!
Se le bollette sono quasi 12 milioni euro e ci togliamo le spese di
10.350.000,00 euro (3.450.000 x 3) avanza almeno un milione e mezzo
che dovrebbero essere pagati senza capire il perché.
Il Comune in verità ha avuto un solo documento che descrivesse il costo
del servizio da ripartire tra i cittadini, parliamo del piano economico
e finanziario redatto da EnnaEuno Spa (Delibera C.C. del
30/09/2014, n. 77). Il documento è stato ritenuto inattendibile dal
responsabile del servizio di allora e, a memoria d’uomo, mai sono stati
pagati in questa città 4.306.419,03 di spazzatura!
Quel piano fasullo ha condizionato anche gli anni a venire e ci è stato
fatto credere che i costi diminuivano per via della differenziata, cosi
siamo passati da un piano di oltre 4 milioni ad un piano di 3 milioni e otto.
In verità nessuno ha mai fatto un piano serio ed attendibile perché il
gestore, che dovrebbe farlo per legge, non lo ha mai predisposto e forse
non ha interesse a farlo. Il Comune ha dovuto sostituirsi al gestore ed ha
inserito numeri che non si capiscono.
Com’è possibile che il piano del 2015, Delibera G.C. del 27/07/2015, n.
116, di euro 4 milioni e rotti, è stato bocciato con delibera del C.C. del
29/07/2015, n.49, e poi approvato, Delibera C.C. del 30/09/2015, n. 55,

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per 3.800.000,00? Ma se è stato approvato per 3 milioni e 800 mila
perché le entrate sono registrate per 4 milioni e rotti1?
Noi attivisti del Movimento del 5 Stelle diciamo che prima di giudicare il
debitore, cioè il cittadino piazzese, bisogna che il creditore si passi la
mano sulla coscienza e metta le dita sulla calcolatrice. Facciamo i conti
insieme alla città, chiari e trasparenti, e poi pensiamo a riscuotere.
Inutile dire che la Corte dei Conti ci sta col “morso sulla nuca” e bisogna
incassare. Incassare cosa? Soldi che non spettano? Qual'è stato il risultato
di tutta l'attività di cui il Sindaco scrive nella Relazione del 24.3.2015?
Non si può dire sono tutti evasori quando 2 x 2 fa 5!
Nel corso dell’incontro è stato anche detto che il piano è oneroso perché
il Comune si sta caricando il C.C.R per evitare di pagare “l’ecotassa” di
5.000,00 euro al mese!
In realtà stiamo pagando un extra costo di 60 mila euro l’anno perché
manca il C.C.R. Comunque, per la cronaca, stiamo anche pagando 46
mila euro di sacchetti l’anno!
Togliamo i sacchetti che sembrano veramente inutili e l’extra costo
si riduce a 14.000,00 euro l’anno. In questo modo con 140.000,00
euro riusciremo a pagare 10 anni di extra costo e non “caricheremo”
sui cittadini, 646.000,47 di euro per il rifacimento del Centro, Delibera
G.C. del 29/12/2016, n. 233. Inoltre, non si capisce perché l’opera in un
primo momento costava 150.000,00 euro, poi 200.000,00, ed infine più
di tre volte tanto!
Se proprio non se ne può fare a meno, facciamolo nuovo con 189.415,61
euro come fa il comune di Castellaneta che ha 17.216 abitanti2, oppure
1http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/certificati/index/codice_ente/5190280140/cod/4/anno/2015/md/0/co
d_modello/CCOU/tipo_modello/U/cod_quadro/02
2 http://castellaneta.gov.it/bandi-di-gara/item/6574-lavori-di-realizzazione-del-centro-comunale-di-raccoltadifferenziata-
rifiuti-c-c-r

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con 148.153,15 euro come fa il comune di Alezio 3, in provincia di Lecce,
che di abitanti ne ha 5.722, oppure, se proprio ci vogliamo allargare, ne
spendiamo 271.000,00 come fa il comune di Fasano 4, che di abitanti ne
ha 39.780.
L’operazione C.C.R. è importante, ma non giustifica il ricorso all’esattore
e tutta la premura della Delibera G.C. del 29/12/2016, n. 233, visto che
quanto dichiarato nel documento non corrisponde con gli altri atti del
Comune. O le carte sono inutili ed allora scriviamo quello che vogliamo,
o le carte servono a qualcosa e le scriviamo secondo le regole. Le regole
se valgono, valgono per tutti: cittadini ed Istituzioni.
Infatti, non si comprende perché si possono impegnare più di 300.000,00
euro nell’anno 2016 per il C.C.R., quando il piano triennale delle opere
pubbliche, approvato con Delibera del C.C. del 28/04/2016, n. 39,
prevede per l’opera, n. 96 dell’elenco, solo 200.000,00 euro e solo per
l’anno 2016. Come è possibile che altri 376.000,00 euro sono impegnati
nell’anno 2017 quando ancora, sia il piano triennale, sia il bilancio
devono essere approvati e nei documenti precedenti non c’è traccia
di queste spese?
Insomma, abbiamo qualche perplessità e sarebbe giusto che tutto venisse
spiegato alla città in modo chiaro e trasparente. Solo questo può
attribuire autorevolezza e consentire di parlare nel nome del pubblico
interesse.
Piazza Armerina 21 marzo 2015
3 http://www.comune.alezio.le.it/documenti/atti/bandi-gara/01_Bando_lavori_CCR.pdf
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https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjYibrE4OPSAh
WG1xQKHQ4PCFcQFggaMAA&url=http%3A%2F%2Ffasano.etrasparenza.it%2Fmoduli%2FdownloadFile.php%3Ffile%3
Doggetto_gare_atti%2F132831132052O__OBando%2Bdi%2Bgara%2BCCR.pdf&usg=AFQjCNHBGpkwJb7gxXJ2QUBJsXWg0gQDw&
sig2=YAXtY8wK2EpzZqcklWo8dQ&bvm=bv.149760088,d.bGs


lunedì 13 marzo 2017

Occasioni sprecate ci siamo giocati 2 Ferrari

Da Gennaio a Febbraio 2017 il Comune di Piazza Armerina ha speso per telefonare 10.190 Euro. Si tratta di bollette riferite al traffico telefonico di mesi immediatamente precedenti. 
In tutto il 2016 il Nobile Comune ha pagato per telefonare 131.704,35 e ad ogni cittadino Armerino gli è costato quasi 6 euro. Da Luglio 2013 a Dicembre 2016 l' Amministrazione ha speso quasi 355.000 Euro per telefonare. Ma con la stessa spesa e un piccolo sforzo di altri 24 mila Euro potevamo comprare DUE FERRARI "California". 
Ad Aprile 2017 avremmo potuto farcela, senza sforzi.

mercoledì 1 marzo 2017

quest'acqua qua (cit.)

Le partite pregresse sarebbero state sospese per 6 mesi. Sospese vuol dire che ci sono ancora, non sono state eliminate. Cosa sono? Il gestore negli anni non ha incassato abbastanza per pareggiare i costi che ha sostenuto ( per stipendi, energia elettrica, carburante per i mezzi, rimborso oneri depurazione, ecc. ecc.). In pratica il gestore (AcquaEnna) ha delle perdite, come la rete idrica, e le recupera sulle bollette sotto la voce partite pregresse
Le partite pregresse "sarebbero" state sospese perchè non è detto che il gestore accetti la decisione della maggioranza dei Sindaci.(1) Può darsi di si e può darsi di no. E' un film che vedremo sulle prossime bollette e nelle aule dei Tribunali. 
La decisione è stata preceduta da anni di proteste sia contro il gestore sia contro l'inerzia dei Sindaci. Tra queste una manifestazione con corteo per le vie della Città di Piazza Armerina, azioni legali da parte di associazioni di consumatori, cittadini, diffide di un paio di Sindaci, formazione di comitati cittadini. Acqua bollente da tempo insomma.
Se AcquaEnna non accettasse la decisione altro non sarebbe che uno schiaffone rumoroso e umiliante a quei Sindaci che hanno votato per la sospensione semestrale, un marchio a fuoco di perdita di credibilità proprio sotto elezioni regionali. 
Accettandola, invece, avrebbe una ulteriore perdita degli incassi previsti per questo 2017. Ora, da voci ricorrenti, tutte da verificare, sembrerebbe che AcquaEnna non navighi in buone acque. Se fosse così difficilmente permetterà di far togliere altra acqua alla papera che già non galleggia. Se non si trova una soluzione resterebbe, sul tavolo delle possibilità, l'apertura con banda musicale del portone del Palazzo di Giustizia, con tappeti di carte bollate scritte con inchiostro di bile. Un contenzioso che potrebbe avere durata ventennale, ammesso che i Sindaci ne abbiano davvero voglia.
Siamo con l'acqua alla gola perchè le leggi nazionali e regionali hanno inventato e praticato un liberismo all'amatriciana ( o alla carbonara ...) secondo il quale il gestore privato non può perdere soldi quando fa un servizio pubblico di rilevanza economica, neppure quando le perdite siano state causate (come nel nostro caso) da previsioni totalmente sbagliate approvate dai 20 Sindaci e dal Presidente della Provincia il 30 Settembre del 2002. Approvazione mai rivista in seguito, da nessuno.
Anche i taxi sono un servizio pubblico. Che facciamo vogliamo pagare i debiti dei conducenti di taxi, dei trasporti ferroviari, delle linee di autobus urbani ed extra-urbani? Un sistema voluto e protetto dalla classe politica italiana che negli ultimi 20 anni, da destra a sinistra passando per il centro, ha occupato militarmente l'Italia. In alcuni casi ha messo il pecorino sull'amatriciana, in altri il gorgonzola e in altri la marmellata di prugne (fortemente lassativa). Il problema dunque è "alla testa dell'acqua", a monte, nella politica.






(1) I 20 Sindaci che fanno parte dell'ATI, Ambito Territoriale Idrico, della ex Provincia di Enna.