mercoledì 2 novembre 2016

olio di ricino DOPD

Lo chiamano riformismo, chi se ne frega se non è perfetto, è un passo avanti. Uno slogan suggestivo, ma perfettamente vuoto. La riforma costituzionale non è riformismo ma accentramento di poteri nelle mani del Governo, a scapito di Corte Costituzionale, Parlamento, Cittadini. Questo senza considerare la legge elettorale a cui è abbinata (Italicum) che è molto peggio della legge Acerbo, quella legge che permise al Fascismo di prendersi le istituzioni italiane prevedendo un premio di maggioranza alla lista più votata qualora avesse ottenuto almeno il 25% dei voti degli elettori, ed ancora peggiore della legge truffa del 1953 che prevedeva un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione di liste che avesse ottenuto almeno un voto in più della metà dei voti validi. Ma lasciamo perdere l' Italicum e vediamo l'altro pacco.
Primo bicchiere di olio di ricino: il Governo, se passa la riforma, può stabilire una corsia preferenziale per le sue proposte di legge. Attualmente, di fatto, l'80% delle leggi approvate dal Parlamento è di iniziativa del Governo. Con questo bicchiere di olio di ricino il Governo potrà imporre la sua agenda al Parlamento e quindi, se vuole, il 100% delle leggi approvate sarà di iniziativa del Governo. Addio previsto dunque all'iniziativa delle leggi che appartiene a ciascun membro delle Camere (secondo l'art. 71 Cost). Scrivi una cosa e ne fai un'altra.
Secondo bicchiere di olio di ricino: la riforma ha ampliato le competenze dello Stato a discapito delle Regioni ma il Governo si è riservato il potere esclusivo, solo con una sua proposta di legge, di tutelare l'unità giuridica o economica della Repubblica o l'interesse nazionale. Il Parlamento quindi non avrà potere di iniziativa legislativa in materia.
Terzo bicchiere di olio di ricino: La riforma indebolisce la Corte Costituzionale e affida al Governo il potere di sospendere gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale che abbiano riscontrato vizi al procedimento di formazione delle leggi, dichiarandole incostituzionali. Per la prima volta nella Storia d'Italia Repubblicana, il Governo può fare come gli pare.
Quarto bicchiere di olio di ricino: per le leggi di iniziativa popolare le firme da raccogliere tra i cittadini salgono da 50 a 150 mila. Questo è il modo per rimuovere gli ostacoli alla piena partecipazione alla organizzazione politica del Paese (art. 3 Cost.)? Scrivi una cosa e ne fai un'altra. E se le probabilità di discutere ed approvare una legge di iniziativa popolare erano basse adesso non ci saranno più, di fatto. Puoi anche scrivere che sono garantite la discussione e la deliberazione ma, se poi aggiungi nei tempi, forme e limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari, non stai garantendo proprio niente, solo aria fritta. Ti stai assicurando invece che i cittadini non abbiano possibilità concrete di disturbare il manovratore. 
Quinto bicchiere di olio di ricino: i referendum. Una genialata propagandistica. Per quelli abrogativi il quorum rimane lo stesso ( deve partecipare al referendum la metà più uno degli aventi diritto al voto) se sono state raccolte 500 mila firme, ma se ne sono state raccolte 800 mila il quorum va calcolato sulla maggioranza dei votanti alle precedenti elezioni della Camera. Chi è in grado di raccogliere 800 mila firme se non una potente organizzazione capillarmente presente sul territorio? Questa cosa aiuta la partecipazione dei cittadini all'organizzazione politica del Paese (art 3 Cost.)? Per i referendum nuovi (propositivi e di indirizzo) ci vorrà invece un'altra riforma costituzionale e, ancora dopo, una legge attuativa. Ma lo spot pubblicitario c'è già adesso.

Tralascio altro, perchè l'olio di ricino è già tanto con tutti i suoi inevitabili effetti sull'apparato digerente. 
Il riformismo intestinale non mi piace.
Neppure il Presidente degli U.S.A. concentra nelle sue mani un potere simile, viene persino umiliato dal Parlamento che gli blocca le iniziative. Neppure il Premier Britannico, il Cancelliere Tedesco o il Presidente Francese oserebbe tanto, nessun Parlamento glielo permetterebbe e ne avrebbe i poteri. In questo consiste la democrazia rappresentativa costituzionale, nel limitare i poteri del Governo. Quindi stiamo transitando verso una forma arcaica ed autoritaria di democrazia rappresentativa, altro che riformismo, qui stiamo al livello dello Statuto Albertino del 1848, con un potere di governo monarchico che sovrasta tutti gli altri poteri. Chiamatelo riformismo, ma assomiglia tanto al potere del Governo ai tempi del Fascismo.
E poi un Parlamento a maggioranza fasulla PD+NCD+ALA, quello attuale, eletto barando e che non è rappresentativo della Nazione -come spiega a pagina 15 la sentenza n. 1 del 2014 della Corte Costituzionale la quale non ha potuto buttare fuori a calci i parlamentari abusivi perchè non è tra i suoi poteri e solo perchè non poteva interrompere la continuità dello Stato, né sopprimere un organo costituzionale- francamente fa democraticamente e riformisticamente schifo perchè propone un colpo di stato bianco.
Un riforma a denominazione d'origine PD,  una riforma DOPD.