sabato 8 ottobre 2016

il sistema per fregarti

 Il sistema proporzionale è per definizione un sistema elettorale debole, pur essendo il più rappresentativo della nazione. Tuttavia, non è l'unico e prevalente elemento di debolezza di un sistema politico. Pur essendo un fattore di debolezza, a detta degli esperti, nel dopoguerra il proporzionale funzionò per un apprezzabile numero di anni, senza creare instabilità, in concomitanza con il boom economico italiano di cui parlò tutto il mondo meravigliandosene. 
Il set ottimale, per avere un sistema forte, dovrebbe essere composto da 1) sistema elettorale forte, 2) sistema di governo forte, 3) sistema di partiti forte, nel quale almeno due dei tre elementi siano presenti. Concordano, su questo, Sartori e la prevalente dottrina internazionale, in particolare quella U.S.A., che ha elaborato persino delle formule matematiche (che non mi piacciono per niente, ma ci sono) per calcolare la forza dei sistemi politici democratici. Manco a farlo apposta, è nei sistemi politici (democratici) deboli che si annida più facilmente la corruzione e l'influenza di lobbies e criminalità organizzata. La riforma elettorale abbinata alla riforma costituzionale rende più debole il sistema politico italiano, a vantaggio di "altri" poteri, interni ed esterni. Però, mediaticamente, viene "venduta" come un rafforzamento del sistema politico, come un'uscita dalla palude. In realtà le due riforme introducono gravi elementi di instabilità (basti pensare che sarà quasi impossibile formare maggioranze omogenee e stabili alla Camera e al Senato) e quindi di debolezza del sistema, ai quali si aggiunge il depotenziamento degli organi di controllo (corte costituzionale e presidenza della repubblica) ottenuto con la possibilità per le maggioranze (determinate con sistema maggioritario) di eleggere da sole, senza alcun concorso delle opposizioni, "propri uomini" e gradualmente averne il controllo completo. Debolezza ottenuta anche attraverso la possibilità per il governo di prorogare all'infinito leggi dichiarate incostituzionali per ragioni procedurali. Esempio pratico: la Camera approva una legge ritenendola di sua esclusiva competenza, non procedendo alla trasmissione del testo al Senato, violando la procedura quindi. La Corte dichiara incostituzionale la legge non nel merito, ma perchè è stata violata la procedura costituzionale. La riforma attribuisce al governo la possibilità di prorogare gli effetti della legge bocciata dalla Corte Costituzionale. "Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: ... ripristinare l'efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento." Ma per quelli attinenti al procedimento, si ( Nuovo art. 77)! Il tutto è accompagnato dal mantra della necessità delle riforme a causa della lentezza del Parlamento nel fare le leggi. E' una bugia. In media il governo ci mette133 giorni a trasformare una sua proposta in legge. Il 77% delle leggi approvate è di iniziativa del governo. Dunque, il 77% delle leggi si fa in 4 mesi. (fonte: Openpolis, deduzione logica mia). Dove sta la lentezza ? 
L'indebolimento dei controlli, la scelta di oltre il 70% degli eletti alla Camera  e del 100% dei nominati del Senato da parte esclusiva dei partiti, senza diritto per gli elettori del voto di preferenza, configura un sistema autoritario. A gomitate violente i partiti si prendono lo spazio dei cittadini e degli organi di controllo e garanzia della nazione. Quando cominceranno ad aggredire anche la prima parte della Costituzione, quella dei diritti civili e libertà, come ci difenderemo?