martedì 18 ottobre 2016

il neofascismo in Italia: la twittatura

Con una legge elettorale con premio di maggioranza il Cav. Benito Mussolini riuscì ad avere il controllo di Camera dei Deputati e Senato. A quel punto il voto di fiducia per il Governo era garantito e nessun Re avrebbe potuto impedire la formazione di un governo fascista. Ma, per evitare sorprese, fu anche istituito il Gran Consiglio del Fascismo (formato dalle diverse componenti del partito fascista) con il compito di stabilire le competenze costituzionali di Governo e Re. Il sistema era fragilissimo e infatti, occupato il Parlamento, il fascismo occupò tutto. Finito il fascismo "istituzionale" il 25 Luglio del 1943, nella nuova Costituzione vennero inseriti degli "anticorpi" per difendere il nuovo sistema politico, innanzitutto la Corte Costituzionale. Anche se un partito avesse preso il controllo del Parlamento, la Corte avrebbe "sterilizzato" leggi liberticide e antidemocratiche. Secondo gruppo di "anticorpi" fu il metodo di elezione del Presidente della Repubblica, doveva essere eletto da una maggioranza particolarmente elevata in parte comprendente anche delegati regionali ed opposizioni e quindi impedire ad un partito di eleggersi il suo Re. Terzo gruppo di anticorpi fu il referendum costituzionale senza quorum, ogni riforma costituzionale che non avesse avuto l'approvazione di una maggioranza più ampia di quella che sosteneva il governo (quindi almeno una parte dell'opposizione doveva essere d'accordo) andava sottoposta al giudizio degli elettori. E così è stato sino all'avvento del Cav. Silvio Berlusconi. Fu allora che con una legge elettorale maggioritaria ( il cd. porcellum) il secondo Cavaliere, grazie ai voti della Lega Nord, ottenne la maggioranza in Parlamento e occupò il Governo, non potendo nessun Presidente della Repubblica opporglisi. Ma una legge elettorale non bastava per controllare la Repubblica (protetta dai suoi anticorpi) e così provarono a fare una riforma della Costituzione simile a questa riforma attuale nel tentativo di appropriarsene. Fu il popolo a bocciarla.  Nel 2014 il gruppo di "anticorpi" della Corte Costituzionale dichiaro incostituzionale, illegittima, la legge elettorale maggioritaria ( il porcellum ). Oggi ci riprovano ancora, non c'è più un Cavaliere e neppure un cavallo di razza in testa alla marcia. Il neofascismo istituzionale, contemporaneo, marcia su Roma in modo diverso dal 1922, ma culturalmente è identico. L'idea di fondo è sempre la stessa, la conquista del potere. Per farne che? Una delle poche differenze tra il fascismo istituzionale del '22 e il neofascismo istituzionale di oggi sta in questa assenza di un dichiarato scopo politico-sociale, di una rivoluzione culturale da compiere (buona o cattiva che sia). Quanto alle rassomiglianze invece è imbarazzante. Allo stesso modo il grande capitale industriale e finanziario italiano (e straniero) sta con il neofascismo istituzionale italiano così come stava con il fascismo di ieri. Allo stesso modo sono state demolite le organizzazioni sindacali (alcune si sono auto-demolite, firmando qualsiasi cosa). Allo stesso modo il Governo ha il controllo della stampa (e della TV che ai tempi non c'era). La riforma prevede l'appiattimento del Parlamento che non avrà più la piena iniziativa legislativa. Attualmente il 20% delle leggi approvate è di iniziativa parlamentare, il resto è del governo. Con la riforma il Governo avrà una corsia preferenziale per le sue proposte e quindi dall' 80%, si passerà al 90 o al 100% delle leggi di iniziativa del Governo approvate. Il Parlamento sarà solo un organo di ratifica dei desideri di Governo, né più né meno del Parlamento del periodo fascista. 
Il neofascismo istituzionale coesiste con una evidente quanto inutile libertà di parola ed opinione e questo rende grottesco il nostro sistema politico, nel quale tutti possono a parole dissentire dal Governo, dal partito di maggioranza, dal Parlamento ma alla fine non avere nessun peso politico
La riforma prevede l'elezione del Presidente della Repubblica, dopo un certo numero di scrutini andati a vuoto, con i soli voti dei presenti in aula, qualunque numero siano, 30, 40, 5... Gli anticorpi del Quirinale, già depotenziati con l'elezione di presidenti del partito di maggioranza (illegittima), si estingueranno. Basterà una legislatura (5 anni) per avere il completo controllo della Corte Costituzionale, nominandovi persone gradite al partito di maggioranza. E se non dovesse bastare, il governo avrà la possibilità di fregarsene delle sentenze della Corte Costituzionale emesse per violazione della procedura costituzionale. Insomma il neofascismo istituzionale sta cercando di restare da solo alla guida del Paese, senza quelle noiose manifestazioni sindacali di massa, senza quella insidiosa Corte Costituzionale, senza quei rompiballe dell'opposizione parlamentare, senza persino il Senato, senza presidenti alla Sandro Pertini che osino dire "io non firmo". Le materie principali, quelle che contano per la gestione neoliberista e neofascista del Paese, saranno tutte nelle mani della Camera che sarà costretta a sostituire i suoi preziosi arredamenti con più pratici scendiletto, al Quirinale metteranno le pantofole ai corazzieri e al Palazzo della Consulta erogatori di tisane e camomille. Il progetto neofascista istituzionale è questo: per gestire il Paese occorre potenziare il Governo e indebolire ogni altro possibile ostacolo istituzionale, il Senato, il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, l'iniziativa legislativa dei Parlamentari, l'iniziativa legislativa popolare. il potere legislativo delle Regioni. Però una cosa va riconosciuta, verrà abolito il CNEL, l'organo più inutile e innocuo della storia della Repubblica. La nuova twittatura è fatta così.