martedì 10 maggio 2016

Siete favorevoli all'ingresso incontrollato dei prodotti Cinesi in Italia?

Base giuridica della contro-consultazione

Articolo 10 TUE : I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione.
Articolo 11 TUE : Le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione.
Si tratta di dare ai Parlamentari Europei un'indicazione popolare forte, confidando che questa possa influenzare la decisione del Parlamento Europeo. Se il Parlamento Europeo voterà NO alla liberalizzazione completa nei nostri mercati dei prodotti Cinesi, la procedura si fermerà. Occorre infatti il voto conforme della Commissione, del Consiglio e del Parlamento per aprire totalmente le porte alla Cina.
Non si tratta della solita petizione on line.
Per votare bisogna collegarsi a questo link http://www.meschinawhynot.eu/
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Ignazio Corrao (Parlamentare Europeo)

Stamattina qui a Strasburgo si è discusso del riconoscimento dello status di economia di mercato (MES) alla Cina. Molti di voi si chiederanno... e a noi cosa vuoi che ce ne importi della Cina?
Invece vi deve importare eccome, perchè questa è una di quelle cose IMPORTANTISSIME di cui purtroppo non si parla per niente e di cui i cittadini sono all'oscuro.
Sui rapporti economici con la Cina è sempre stato fatto un errore di fondo; Si pensava che con la globalizzazione si sarebbero avvicinati i "metodi cinesi" ai nostri ed invece siamo noi che ci siamo "cinesizzati", che diventiamo sempre più simili a loro e quindi negoziamo tutto al ribasso.
Quando nel 2001 la Cina fece il suo ingresso nell'organizzazione mondale del commercio (WTO), si era previsto che avrebbe cessato di essere un’economia “non di mercato” dopo 15 anni, quindi quest'anno, per via delle grandi riforme in corso d’opera, che però non sono mai state realizzate.
C'è anche un problema politico di non poco conto, perchè la Cina considera automatico tale riconoscimento, se lo aspetta e sta facendo le dovute pressioni sui singoli governi occidentali.
Alcuni stati sono favorevoli, come ad esempio il Regno Unito e la famigerata Germania che riesce sempre ad esercitare un'intollerabile influenza sugli altri, perchè hanno molte industrie che hanno delocalizzato in Cina. Altri Stati invece sembrano essere contrari.
Le negoziazioni sul riconoscimento nel WTO saranno però condotte dalla Commissione Europea e la decisione finale dovrà essere approvata qui a Strasburgo dal Parlamento Europeo e dal Consiglio (gli Stati Membri). Abbiamo quindi facoltà di opporci se tutti mettiamo la giusta pressione sui vari gruppi politici e Governi degli Stati membri.
Siderurgia, Meccanica, Chimica, Ceramica, Bulloneria, Carta, Calzature, Tessile, Arredo sono alcuni dei settori messi a rischio dal riconoscimento del MES alla Cina. In questi settori si rischia la perdita di altri 4 milioni di posti di lavoro in Europa (di cui 400.000 in Italia) ed un calo del PIL di altri 2 punti percentuali.
C'è solo un modo per difendere le imprese europee dall'estinzione e fermare queste negoziazioni al ribasso che ci stanno portando alla "cinesizzazione": dire ‪#‎NoMesCina‬.
Il MoVimento 5 Stelle ha lanciato una ambiziosa consultazione pubblica in tutta Europa.
I cittadini hanno a disposizione il sito web www.meschinawhynot.eu per poter esprimere la propria opinione e il nostro David Borrelli sta girando l'Italia per spiegare cosa sta succedendo. Solo così si possono contrastare decisioni prese a porte chiuse tra pochi che ricadono sulla vita di tutti.







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