martedì 22 marzo 2016

petrolio e bidet

All'incirca ci potrebbero essere 1.800 milioni di barili di petrolio in Italia (600 milioni sicuri, gli alti probabili o possibili).  Ogni barile di petrolio è all'incirca 159 litri. Quindi, a conti fatti, 159 litri per 1.800 milioni di barili sono 286.200.000.000 (286 miliardi e 200 milioni) di litri di petrolio. Siamo 60 milioni di abitanti e ci toccherebbero a testa 4.770 litri di petrolio. Suddiviso per i 365 giorni dell'anno, sono 13 litri a testa al giorno. 
Noi siciliani, volendo farci il bidet solo con petrolio siciliano potremmo persino raggiungere i 15-20 litri al giorno. Ma solo per un anno (usandolo con parsimonia) e poi mai più per sempre. 
Eppure, fior di pseudo-ambientalisti sono diventati improvvisamente filo-petrolieri. Ci tengono all'igiene intima con prodotti locali a Km zero. Sparano delle balle mostruose per convincere amici e loro allievi a non andare a votare per il referendum. 
Ho sentito alcuni dire ah ma se fosse per bloccare le trivellazioni io ci andrei! E per ridurle nel tempo no, non ci vai? 
Altri parlano di occupazione, di posti di lavoro. In Basilicata il petrolio estratto dal sottosuolo non ha portato né occupazione e né ricchezza alla popolazione. L'argomento occupazione è qualcosa che non c'entra nulla col referendum.
Qui si deve decidere col referendum solo ed esclusivamente una cosa semplice: siccome per tutte le concessioni ( i permessi diciamo per ricercare ed estrarre petrolio) esistono dei controlli preventivi, dei limiti di tempo e dei rinnovi limitati, perchè mai invece nel mare entro le 12 miglia dalla costa (circa 22 Km.) questi limiti non valgono per chi ha già una concessione (il permesso per ricercare o estrarre)? Perché -secondo la legge sottoposta a referendum- questi permessi sono validi per tutta la durata di vita utile del giacimento
Insomma, se chiedo il permesso (concessione edilizia e simili) per costruire una casa, il permesso che ottengo è limitato nel tempo, non posso costruire tra 20 anni, né spostarmi in un altro posto anch'esso edificabile. La stessa patente non è eterna, non è finché ho l'automobile. E poi, perchè la legge parla di giacimento cioè di un'area molto vasta nella quale si possono scavare moltissimi pozzi fino al suo esaurimento? 
Chi ha frequentato con gli occhi aperti le spiagge di Gela dopo la chiusura della raffineria, avrà notato che sulla battigia c'è sempre una sottile linea nera. Piccoli e grandi sversamenti di petrolio dalle petroliere, dagli oleodotti e dalle piattaforme sono inevitabili. Ma è giusto rendere impossibile la bonifica delle spiagge per via della presenza sine die delle piattaforme e annessi oleodotti e navi che partono ed arrivano da lì? E il petrolio non ha già fatto gravi danni alla salute dei Siciliani e dei terreni? 
Non avremmo diritto ad un piccolo risarcimento per tutti i morti di tumore e per tutti i nati malformati in conseguenza della raffinazione del petrolio? E non avremmo diritto di godere delle spiagge tra le più belle del mondo, tra dune, colonne doriche e vasi greci? Quanti nel mondo possono avere la stessa unica opportunità?

ll testo del quesito è il seguente: «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

SI, voglio che sia abrogato.

Archivio blog