mercoledì 16 marzo 2016

democrazia autoritaria

Andiamo spesso a votare. Europee, Comunali, Regionali, Referendum. Nessuno può sostenere che la nostra non sia una democrazia. 
Il popolo vota e lo fa spesso, che cos'è questa? Semplice, la democrazia. 
Eppure non tutti ne siamo persuasi. Io parlo per me. Ricordo di avere votato nel 1993 un referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Ricordo che in massa gli italiani votarono per abolirlo. Ma i partiti continuano ancora dopo 26 anni a prendere soldi dallo Stato. Ricordo il referendum del 1987 contro le centrali nucleari. In massa il popolo italiano disse no, centrali non ne vogliamo. Ma circa 20 anni dopo il Governo tirò fuori una proposta per rinuclearizzare l'Italia. Ci volle l'incidente di Fukushima e un nuovo referendum nel 2011 per ribadire il concetto: niente centrali nucleari in Italia. Responsabilità dei giudici? Era il 1987 gli italiani dissero che la responsabilità dei giudici non poteva essere limitata; e come è finita? Non c'è concretamente nulla di diverso. Per evitare brogli elettorali gli italiani con un referendum nel 1991 ridussero il numero delle preferenze da 3 a 1. Come è finita? Che le preferenze le hanno abolite completamente, in totale contrasto con la volontà del popolo che i suoi rappresentanti se li voleva scegliere da solo e non farseli scegliere dai partiti. Nel 2011 abbiamo votato il referendum sull'acqua pubblica. Come è finita? Tutto come prima. 
Dal 1948 ad oggi sono state raccolte firme a milionate per proposte di legge di iniziativa popolare, ma neppure una sola proposta popolare di legge è stata mai approvata dal parlamento. Dal 2006 abbiamo un sistema elettorale nazionale che funziona così: tu (formazione politica) prendi meno del 30% dei voti, e ti ritrovi con il 55% dei deputati! Strano, eppure è successo e succederà ancora. In questo modo il parlamento non è più rappresentativo della nazione. In più, non puoi esprimere preferenze. Ti devi prendere il pacco tutto intero qualunque schifezza ci sia dentro. Ma se il parlamentare rappresenta la nazione, perchè deve essere il partito a sceglierlo, dove sta scritto? Tutto questo per me è democrazia autoritaria. 
In questo ultimo quarto di secolo anche i partiti sono diventati più autoritari. Il peso degli iscritti nelle decisioni di partito è praticamente uguale a zero. Se negli anni '70 avessi chiesto chi comandava la democrazia cristiana, ti avrebbero riso in faccia. 
La domanda era stupida, non c'era nessuna singola persona che comandasse quel partito. Oggi prova a chiedere chi comanda Forza Italia. La risposta arriva in un "nano"-secondo. Se pensi che negli altri partiti la cosa sia diversa, prova a contare i commissariamenti di circoli del PD. Sono in crescita esponenziale. Significa che il centro controlla la periferia. Cioè gli iscritti non contano, ma si contano. Significa pure che la struttura del partito da fortemente gerarchica (come era nel PCI) è diventata fortemente autoritaria. Autoritario è quel potere che tende ad espandersi comprimendo altri poteri.  E se chiedi oggi chi comanda il PD la risposta arriva in uno "scemo"-secondo. Poi senti dire in giro, eh ma la gente non partecipa più alla politica! E ti credo, i partiti hanno preso a calci in bocca i cittadini, cosa ti aspetti? 
Le cose non vanno meglio a livello locale. Le petizioni popolari vengono esaminate con mesi di ritardo dai consigli comunali, la partecipazione dei cittadini alle decisioni su almeno il 2% della spesa comunale, sebbene obbligatoria per legge, nel nobile Comune è lettera morta e neppure l'opposizione presente in consiglio comunale protesta. Le istanze e le proposte dei cittadini non vengono degnate neppure di una risposta (maleducazione autoritaria?). Il quadretto non è bello. Ma non è solo una questione estetica. Dissento profondamente da chi sostiene che sono le riforme Renzi a innescare il processo di democrazia autoritaria. Ci siamo dentro sino al collo da un quarto di secolo. Se i cittadini vengono allontanati dalla partecipazione alla vita politica (e questo accade per volontà di istituzioni e partiti) anche la società nella quale viviamo -e non solo la democrazia- diventa autoritaria. Torneremo indietro ad una società di primati con il maschio alfa che domina il gruppo. E la lotta politica sarà solo una lotta per il dominio su altri. 
Ma a molti questo piace. L'idea di una società di eroi, maghi, santi, l'idea stessa del "genio", ce l'abbiamo in testa sin dall'infanzia. Fumetti, libri di scuola, cartoni animati, film, ci hanno impresso l'idea di una società differenziata tra chi mostra di avere capacità straordinarie e chi no. Ai primi spetta il potere, agli altri spetta subirlo. Idea che si raccorda con le nostre infantili immagini genitoriali. Siamo rimasti dei bambini e la politica ha successo se ci tratta come bambini. Anche i media ci giocano su questa infantile tendenza, riducendo le faccende politiche ad uno scontro tra "personalità" dotate di capacità eccellenti, di astuzie raffinate, di abilità a tessere tele di alleanze e a disfare quelle altrui. Renzi diabolico che frega Bersani. Renzi cinico che si allea di nascosto con Berlusconi. Renzi che convince l'Europa. Berlusconi che ghe pensi mi, e il padano che ce l'ha duro.  Contenuti? Fateci caso ma non ne parla più nessuno.

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