lunedì 29 febbraio 2016

Boiate.

Il boia era una figura detestata e mal vista dalla gente. Un mugugno continuo contro di lui. E quando il boia moriva ognuno si sentiva sollevato nell'animo. Adesso, fatte le dovute distinzioni tra le cose, hai degli uffici pubblici che detesti perchè non funzionano e mugugni, come per il boia. Però, se vieni a sapere che stanno per sopprimere o trasferire degli uffici (ridurne le dimensioni o l'importanza) ti mobiliti; crei assemblee pubbliche per non farti togliere quello che detesti e non funziona. Io lo trovo curioso. 
Sarebbe più sensato protestare per uffici che non funzionano più che per il loro trasferimento /ridimensionamento e quindi, sarebbe sano sentirsi sollevati nell'animo per questo.
E così succede che degli uffici -che si occupano di beni culturali, musei in particolare- hanno perso finanziamenti statali ed europei per centinaia di migliaia di Euro. Ma nessuno protesta e si mobilita. Però quando si profila all'orizzonte un trasferimento di quegli uffici, sono pronte le barricate. Siti archeologici perdono visitatori e gli uffici non prendono iniziative? Le chiese della città non sono visitabili? Pochi si incazzano. Dovessero però trasferire la direzione del sito archeologico o il sacrestano della chiesa, sarebbe pronta un'orda di sanculotti per assaltare la Bastiglia.
Ed è pure curiosa la reazioni degli esponenti politici. Alcuni si uniscono alla lotta dei sanculotti dimostrando di avere telefonato e parlato con l'assessore regionale; altri invece si fanno mandare le lettere dall'assessore regionale. E queste lettere e questi colloqui sono tutti rassicuranti. Tutto risolto. Come per l'ospedale e le città metropolitane, come per le tariffe dell'acqua e dei rifiuti. Lo stregone di turno è capace di togliere il malocchio con una semplice telefonata o aprendo un plico postale. Dimostra una confidenza con l'assessore o il presidente della regione che fa sbiancare, diciamo. Si chiamano per nome, Rosario, Luisa, Caterina, Enzo, Filippo e così via. C'è però qualcosa che non quadra. Questi esponenti, che dovrebbero occuparsi di queste cose che non funzionano, se ne stanno in silenzio sino a quando non comincia ad incresparsi il lago dei consensi elettorali. Si formano onde pericolose. Usano il plico postale per cavalcare la protesta come gli amanti del surf usano la tavola per cavalcare l'onda. Sarebbe un po' come se alla rivoluzione francese contro i nobili partecipassero i nobili (ecco forse spiegato il perchè in questo nobile comune i principi della rivoluzione francese non hanno mai attecchito: come fai a contestare te stesso?). Nobili contro nobili. In realtà i nobili si raspano (1) con i nobili. Si danno del tu, si scambiano cortesie. Quando il politico-stregone telefona al direttore dell'ufficio che non funziona non lo rimprovera, non gli chiede conto. Ma come, hai perso i finanziamenti statali, ma che cazzo ci state a fare li? Questo, grosso modo, dovrebbe essere il tono della telefonata. Però, qualcosa fa supporre che il tono sia del tipo " Come stai, tutto bene? Quando vieni a Palermo vienimi a trovare!", oppure "perchè non passi dal comune che ci prendiamo un caffè?". 
Spiegatemi come posso fidarmi di costoro.

(1) rasparsi significa in dialetto grattarsi insieme vicendevolmente, cioè avere un rapporto di frequentazione ed intimità elevato.

martedì 2 febbraio 2016

carità pelosa

Si scrive SPRAR e si legge sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Significa che in attesa di sapere se hai diritto all'asilo politico o se sei davvero un rifugiato, vieni accolto in Italia da una struttura che ti insegna la lingua italiana e ti avvia, ti prepara, al lavoro. Circa un terzo degli ospiti abbandona di sua iniziativa il programma di protezione. Il contesto economico (stando a quel che dice il Ministero dell' Interno) inficia fortemente i percorsi di inserimento socio-economico e le opportunità di acquisizione degli strumenti di inclusione da parte dei beneficiari SPRAR
Quale posto migliore di Piazza Armerina per imparare un mestiere? Il Nobile Comune è ricco di industrie e cantieri, aziende agricole, mercati generali all'ingrosso, strutture portuali ed aeroportuali. stazioni ferroviarie. Disoccupati non ce ne sono, nessuno qui emigra per cercar lavoro, né giovani né non giovani. Quindi è il posto migliore, come Bologna, Milano, Roma. La sola idea di inserire migranti in un contesto economico come questo è da dementi. Costringere uomini e donne, che spesso hanno alle loro spalle storie tragiche, a soggiornare nel posto dove hanno le minori probabilità di inserirsi ed avere una vita dignitosa, è ... impietoso, insensato, crudele. 
E infatti non si inseriscono nella nostra società. Spesso vengono sfruttati per pochi Euro in campagna, spesso li vedi in gruppo, inattivi, isolati. Ma di quale integrazione stiamo parlando? Per i soldi non si guarda in faccia nessuno? 
Ma, allora, perchè mai il Nobile Comune ha intrapreso questa strada, saranno mica dei dementi?
No. Le condizioni di miseria morale e materiale della Città sono tali da far intravedere nello SPRAR un'occasione di lavoro. E chissà, hai visto mai, che magari un fratello, un fidanzato/a, un amante o un'amante, ti finisce a lavorare allo SPRAR ed evita di fare le valigie per cercar lavoro altrove? Cosa fastidiosissima. 
La seconda spiegazione, invece, ci riporta alla bontà d'animo, allo spirito di carità; componenti essenziali che ritrovi nel sangue di ciascuno dei nobili abitanti del Nobile Comune. Naturalmente il tutto (carità e bontà) viene  fatturato.
La speranza di trovare anche un lavoretto allo SPRAR, anche per poco tempo, rende gli uomini servili, spesso striscianti. E fa di chi può deciderlo un Santo. Ma non tutti ci credono.