mercoledì 7 dicembre 2016

mal di pancia

Sostengono molti renziani che la maggior parte degli italiani avrebbe votato al referendum senza interessarsi ai temi della riforma e senza capire. Un modo per dire che la maggior parte degli italiani sono sicuramente dei decerebrati. 
Le cose non stanno così.
L'interesse per il calcio è una delle cose più popolari e "italiane" che si possano immaginare. Questi sproloquianti signori dovrebbero essere informati del fatto che l'interesse per il referendum del 4 Dicembre è stato tale da superare persino l'interesse per il calcio. Cosa mai accaduta negli ultimi 12 anni.
In tutto questo la pancia però c'entra. Infatti, secondo le più recenti ricerche neuroscientifiche e psicologiche, un forte stato emotivo, come un lutto o uno spavento, possono essere somatizzati e provocare ad esempio anche forti mal di pancia. Non solo, persino il sistema immunitario ne risente. Macrofagi e linfociti (che si è scoperto possiedano strutture simili a sinapsi) sono in grado di rilevare  la presenza di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, prolattina ecc. in circolo e di ridurre la loro efficienza. Pensate alla salute.



giovedì 1 dicembre 2016

i perchè del referendum

La "rete" è frequentata praticamente da tutti, non è più una parte della popolazione, è la popolazione stessa. Per sapere a cosa si interessa e fa basta usare lo stesso web. Lavorandoci bene su si possono ottenere informazioni importanti in tutti i campi, dall'economia alla politica, e altro. Per sapere come stessero andando le cose alle elezioni europee del 2014 era sufficiente osservare il web. Dall'osservazione attenta a non commettere errori grossolani si potevano trarre delle conclusioni e prevedere risultati. I sondaggi non hanno la stessa precisione dell'osservazione dei dati. Infatti i sondaggi delle europee furono totalmente sbagliati. Come sbagliati sono state le previsioni sulle recenti elezioni americane, dell'esito del referendum Britannico. Perché una cosa è chiedere ad un campione di qualche migliaio di persone che intenzioni hanno, altra cosa è vedere che stanno facendo decine di milioni di persone, di cosa si interessano in concreto. Quindi vietare i sondaggi a 15 giorni dalle elezioni pare ragionevole, perchè sono del tutto inutili. dovrebbero essere vietati sempre per abuso della credulità popolare. Per aggirare il divieto di pubblicare sondaggi sono stati confezionati sondaggi clandestini nei quali sono state alterate le parole. "Conclave" sta al posto di "referendum", "San Simplicio" al posto del SI e "San Norberto" al posto del NO. Ma anche questi sondaggi clandestini sono fasulli perchè fondati su interviste ad un campione di persone. L'osservazione del web, invece, non è un sondaggio. Non si chiede niente a nessuno e non lo si influenza con una domanda più o meno tendenziosa. E allora mi sono cimentato in una analisi del web sul referendum travestendola da sondaggio clandestino, inventando SImpson per il SI e paperiNO per il NO, lasciando inalterato il terzo elemento di ricerca "perchè referendum". In realtà ho cercato l'andamento di interesse per 1) io voto si, 2) io voto no, 3) perchè referendum", cioè in che misura gli utenti del web hanno scritto da sè le tre espressioni sul motore di ricerca Google, il più usato al mondo. Le prime due frasi rappresentano le persone già decise, orientate. L'ultima chi ancora ha dei dubbi o è alla ricerca di informazioni (è associata nella ricerca degli utenti a perchè votare si, perché votare no, testo referendum, testo riforma e simili). La ricerca comprende anche il referendum dell'aprile 2016 sulle trivelle. La differenza è che al 30 Novembre 2016 le persone orientate per il NO superano gli indecisi e sono tra il doppio e il triplo delle persone orientate per il SI. La massa minore di indecisi e di coloro che stanno cercando informazioni non ha precedenti né per le elezioni europee del 2014, né per il referendum dell'Aprile 2016. Altra connotazione è che la ricerca degli utenti per fallimento banche, aumento pensioni, di questi ultimi giorni ( che ha superato come interesse le tre frasi) non ha modificato il trend, il NO rimane sempre tra il doppio ed il triplo dei SI. Il che dovrebbe significare che la campagna per il SI non sta funzionando per niente e che ha smesso di funzionare da quando è cominciata. 
Sembrerebbe dunque che i 400.000 Euro dati dal PD a Jim Messina (il Guru della comunicazione, scelto in precedenza da Obama e da Camerun ...) non abbiano fruttato granché, come neppure i forse 3-4 milioni di Euro spesi dal PD per la campagna referendaria fatta prevalentemente su giornali e TV con una quantità mostruosa di balle. 
Essendo il web un oggetto nuovo, non esistono ancora metodologie scientificamente validate, quindi non è detto che quanto oggi è prevedibile domani sarà ciò che accadrà. Tutto può accadere nelle ultime 48 ore prima del voto, si tratta solo di probabilità, e non è nota né prevedibile la massa di persone che si informerà nei prossimi giorni, né la quantità di informazioni che cercherà.


martedì 22 novembre 2016

città della legalità, seconda puntata

Qui non scherzano, azzannano. L'esercito di baciapile e portatori di bara in processioni che si scandalizza per presumibili firme false altrove non si accorge dei lupi mannari sotto il culo. 
Nel solo primo semestre del 2016 il Comune di Piazza Armerina ha speso 178.123 Euro tra parcelle avvocati, oneri per cause perse e transazioni legali. In tre anni ammontano a oltre 462 mila Euro. La truppa dei baciapile era quella che alle amministrative del 2013 doveva opporsi alla spendacciona, arrogante e opaca amministrazione precedente, dante mortis causa di un potenziale buco di bilancio di un milione di Euro. 
E invece hanno avuto il coraggio di accettare in silenzio compiaciuto e complice la nomina di esponenti politici o loro congiunti in organi di controllo dell' Amministrazione
E capirai, che controlleranno mai? il loro gettone, forse. 
Hanno avuto il coraggio di tacere di fronte ad incarichi professionali per esponenti politici della loro maggioranza, senza contare amici e sodali, rigorosamente senza evidenza pubblica. 
La torma di scarti di sacrestia andava da destra a sinistra, passando dal centro, in tuta mimetica per non farsi riconoscere. Un'orda il cui orrido lezzo non è stato sentito dalla opposizione che ha permesso l'approvazione del bilancio 2015- uscendo dall'aula- e ha approvato il bilancio 2016 con il lifting, non accorgendosi delle macroscopiche mirabolanti previsioni. Come mai?
Che c'è di male? Sei senza soldi, non riparerai strade, non potrai sostenere servizi, manifestazioni, iniziative, ma il bilancio è bello, gonfiato come labbra al silicone, sensuale e allusivo, fotoshoppato come certe foto su Facebook. 

giovedì 17 novembre 2016

Piazza Armerina crisi finanziaria all'orizzonte?

La linea rossa dice che i soldi che incassa il Comune di Piazza Armerina sono sempre di meno. Sono i soldi delle tasse locali pagate dai cittadini e quelli che lo Stato e la Regione Siciliana inviano al Comune (trasferimenti). Nel secondo semestre 2013 (periodo di insediamento della Amministrazione Miroddi) in totale erano circa 8 milioni e mezzo, nel primo semestre del 2016 si sono ridotti a 4 milioni e mezzo. Per far fronte alla mancanza di soldi il Comune fa ricorso in maniera regolare e crescente dal primo semestre 2015 alla Banca che fa da Tesoriere e nel primo semestre del 2016 ha ricevuto anticipazioni di cassa ( prestiti) per quasi 1 milione e 800 mila Euro. Il dato di metà Novembre è parziale e vedremo nel mese di Dicembre quanto effettivamente entrerà in cassa. Senza l'indebitamento bancario il Comune sarebbe già stato in crisi finanziaria evidente, con incapacità di pagare stipendi, fornitori, servizi ecc. ecc.
Il Comune riesce ancora a cavarsela oltre che con le anticipazioni della Banca anche con altre entrate/uscite di giro che usa come bancomat, ma è ormai evidente che la distanza tra entrate ed uscite si riduce sempre di più e si tratta delle voci di spesa principali come gli stipendi del personale e del contratto di smaltimento rifiuti come mostra il secondo grafico (linea blu). 
Potrebbe arrivare il momento nel quale la banca chiude i rubinetti e gli stipendi o lo smaltimento rifiuti non potrebbero puntualmente essere pagati. Uno scenario che sembrava esagerato, appena lambito qualche mese fa, adesso è davanti a noi. 
Chi non lo vede mente. Difficile non fare commenti. La situazione è stata ampiamente denunciata da esperti (veri) già da molto tempo. 
Chi ha approvato gli ultimi bilanci ed il Giornalino di Gian Burrasca queste cose le sa ma non ne parla. Con chi prendersela?  La povertà dilagante in città? La marmellata politica al consiglio comunale con l'opposizione (che è maggioranza) che approva i bilanci e la minoranza (che non è all'opposizione) che si iscrive all'opposizione? Esiste ancora un margine per correggere la tendenza ed evitare la crisi finanziaria? Esiste una maggioranza politica che vuole affrontare il problema e magari tentare di risolverlo o contenerlo? 
Cosa ci verrete a raccontare, che ci sono stati degli incapaci ad amministrare? E i bilanci chi li ha fatti passare, il Vescovo? Ormai tutti sulla stessa barca, il traghettatore si chiama Caronte.

mercoledì 2 novembre 2016

olio di ricino DOPD

Lo chiamano riformismo, chi se ne frega se non è perfetto, è un passo avanti. Uno slogan suggestivo, ma perfettamente vuoto. La riforma costituzionale non è riformismo ma accentramento di poteri nelle mani del Governo, a scapito di Corte Costituzionale, Parlamento, Cittadini. Questo senza considerare la legge elettorale a cui è abbinata (Italicum) che è molto peggio della legge Acerbo, quella legge che permise al Fascismo di prendersi le istituzioni italiane prevedendo un premio di maggioranza alla lista più votata qualora avesse ottenuto almeno il 25% dei voti degli elettori, ed ancora peggiore della legge truffa del 1953 che prevedeva un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione di liste che avesse ottenuto almeno un voto in più della metà dei voti validi. Ma lasciamo perdere l' Italicum e vediamo l'altro pacco.
Primo bicchiere di olio di ricino: il Governo, se passa la riforma, può stabilire una corsia preferenziale per le sue proposte di legge. Attualmente, di fatto, l'80% delle leggi approvate dal Parlamento è di iniziativa del Governo. Con questo bicchiere di olio di ricino il Governo potrà imporre la sua agenda al Parlamento e quindi, se vuole, il 100% delle leggi approvate sarà di iniziativa del Governo. Addio previsto dunque all'iniziativa delle leggi che appartiene a ciascun membro delle Camere (secondo l'art. 71 Cost). Scrivi una cosa e ne fai un'altra.
Secondo bicchiere di olio di ricino: la riforma ha ampliato le competenze dello Stato a discapito delle Regioni ma il Governo si è riservato il potere esclusivo, solo con una sua proposta di legge, di tutelare l'unità giuridica o economica della Repubblica o l'interesse nazionale. Il Parlamento quindi non avrà potere di iniziativa legislativa in materia.
Terzo bicchiere di olio di ricino: La riforma indebolisce la Corte Costituzionale e affida al Governo il potere di sospendere gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale che abbiano riscontrato vizi al procedimento di formazione delle leggi, dichiarandole incostituzionali. Per la prima volta nella Storia d'Italia Repubblicana, il Governo può fare come gli pare.
Quarto bicchiere di olio di ricino: per le leggi di iniziativa popolare le firme da raccogliere tra i cittadini salgono da 50 a 150 mila. Questo è il modo per rimuovere gli ostacoli alla piena partecipazione alla organizzazione politica del Paese (art. 3 Cost.)? Scrivi una cosa e ne fai un'altra. E se le probabilità di discutere ed approvare una legge di iniziativa popolare erano basse adesso non ci saranno più, di fatto. Puoi anche scrivere che sono garantite la discussione e la deliberazione ma, se poi aggiungi nei tempi, forme e limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari, non stai garantendo proprio niente, solo aria fritta. Ti stai assicurando invece che i cittadini non abbiano possibilità concrete di disturbare il manovratore. 
Quinto bicchiere di olio di ricino: i referendum. Una genialata propagandistica. Per quelli abrogativi il quorum rimane lo stesso ( deve partecipare al referendum la metà più uno degli aventi diritto al voto) se sono state raccolte 500 mila firme, ma se ne sono state raccolte 800 mila il quorum va calcolato sulla maggioranza dei votanti alle precedenti elezioni della Camera. Chi è in grado di raccogliere 800 mila firme se non una potente organizzazione capillarmente presente sul territorio? Questa cosa aiuta la partecipazione dei cittadini all'organizzazione politica del Paese (art 3 Cost.)? Per i referendum nuovi (propositivi e di indirizzo) ci vorrà invece un'altra riforma costituzionale e, ancora dopo, una legge attuativa. Ma lo spot pubblicitario c'è già adesso.

Tralascio altro, perchè l'olio di ricino è già tanto con tutti i suoi inevitabili effetti sull'apparato digerente. 
Il riformismo intestinale non mi piace.
Neppure il Presidente degli U.S.A. concentra nelle sue mani un potere simile, viene persino umiliato dal Parlamento che gli blocca le iniziative. Neppure il Premier Britannico, il Cancelliere Tedesco o il Presidente Francese oserebbe tanto, nessun Parlamento glielo permetterebbe e ne avrebbe i poteri. In questo consiste la democrazia rappresentativa costituzionale, nel limitare i poteri del Governo. Quindi stiamo transitando verso una forma arcaica ed autoritaria di democrazia rappresentativa, altro che riformismo, qui stiamo al livello dello Statuto Albertino del 1848, con un potere di governo monarchico che sovrasta tutti gli altri poteri. Chiamatelo riformismo, ma assomiglia tanto al potere del Governo ai tempi del Fascismo.
E poi un Parlamento a maggioranza fasulla PD+NCD+ALA, quello attuale, eletto barando e che non è rappresentativo della Nazione -come spiega a pagina 15 la sentenza n. 1 del 2014 della Corte Costituzionale la quale non ha potuto buttare fuori a calci i parlamentari abusivi perchè non è tra i suoi poteri e solo perchè non poteva interrompere la continuità dello Stato, né sopprimere un organo costituzionale- francamente fa democraticamente e riformisticamente schifo perchè propone un colpo di stato bianco.
Un riforma a denominazione d'origine PD,  una riforma DOPD.

frutti viventi

Cosa c'è di più discreto e confidenziale di una visita al Cimitero? Colloqui fatti di parole sussurrate o dette interiormente verso chi parole non può più avere. Ma anche immagini di volti, luoghi, cose, emozioni senza racconto, senza parole, con le quali riusciamo a raggiungere la parte profonda di noi stessi, quella parte dove le parole non esistono e in qualche modo ciò che ci accade assomiglia moltissimo a quei frammenti dei sogni nei quali non ci sono parole narranti, ma solo immagini, sensazioni ( che quando le ricordi dici "mi sembrava di essere, sembrava che ..."). La parte di noi narrante talvolta ricorda, talvolta implora e chiede protezione. In quale altra occasione ci capita, da svegli, qualcosa del genere? E con chi siamo così diretti, segreti, riservati, contenuti nei giusti limiti? A chi altri attribuiamo la paternità dei doni misteriosamente ricevuti dai nostri figli e nipoti, per chi altri ci spogliamo da "questo te lo regalo io"? E quello stupore, quella meraviglia che luccica negli occhi dei bambini che ricevono i doni dei morti, non è forse il più grande regalo che "loro", i morti, ci fanno, non è forse il "loro" frutto?

venerdì 28 ottobre 2016

L'Ospedale Umberto I di Enna a rischio

E' emersa nei vari incontri e convegni sulla sanità di queste settimane una preoccupazione sull'Ospedale di Enna. Se dovessero diventare effettivi i tagli dei Pronto Soccorso e dei reparti degli Ospedali della ex Provincia di Enna, di cui da mesi si scrive sulla stampa, di cui ha parlato l'Assessore Luisa Lantieri durante una seduta del Consiglio Comunale di Piazza Armerina, il Direttore Sanitario dell' ASP 4 di Enna alla Sala Cerere di Enna il 16 Ottobre scorso e anche il 27 Ottobre ad una riunione presso il Circolo di Cultura di Piazza Armerina, tagli riconducibili all'Assessorato Regionale alla Salute, l'Ospedale Umberto I, che fine farebbe? Durante la riunione al Circolo di Cultura di ieri, alcuni presenti tra il pubblico hanno indicato che, già adesso, ci sono delle attese nel Pronto Soccorso Ennese che in alcuni casi sono di due o quattro ore. Che cosa accadrà se oltre a pazienti di Enna dovessero riversarsi lì i pazienti di Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera, Leonforte, ecc. ecc.? La struttura è stata progettata sostanzialmente per la Città di Enna e adesso dentro di sé ha importanti reparti di primo livello. E allora, ce la farebbe a reggere l'urto il reparto Pronto Soccorso e Rianimazione? E gli altri reparti? Siamo sicuri che, per un cittadino residente ad Enna che crede di avere l'Ospedale a pochi minuti da casa, le cose non cambierebbero radicalmente? Le liste d'attesa si accorcerebbero? Il quadro prospettato, che non è mai stato condiviso o solo discusso con le comunità locali dall'Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, conduce ad una conclusione semplice: ridurre posti letto non riduce né il numero dei pazienti né le prestazioni sanitarie, soprattutto quelle d'urgenza ed emergenza. E allora, i cittadini di Enna devono far sentire forte la loro voce insieme a cittadini delle altre comunità della ex Provincia. O vogliono ancora sperare nell'intervento salvifico di qualcuno? I Santi protettori hanno forse difeso la Città da depredazioni più o meno recenti? Le dichiarazioni di parte pubblica non sono più attendibili: smentite, contro-smentite, contro-contro-smentite,  e finisce che ospedali che dovevano diventare "gioiellini", come dichiarava il Presidente Crocetta l'anno scorso, ce li ritroviamo invece nella lista degli ospedali da eliminare o ridimensionare pubblicata dalla stampa e riferita da Assessori dello stesso Governo Crocetta. E' il momento dei cittadini. Tuteliamo il nostro diritto alla salute. Più forte sarà la voce, più alta sarà la certezza di perdite di consenso tra chi campa di consenso. E chi campa di consenso? Il politico. Dunque, il 6 Novembre 2016 alla manifestazione di Piazza Armerina dovrebbero accorrere i cittadini di Enna, che rischiano come tutti gli altri. 

martedì 18 ottobre 2016

il neofascismo in Italia: la twittatura

Con una legge elettorale con premio di maggioranza il Cav. Benito Mussolini riuscì ad avere il controllo di Camera dei Deputati e Senato. A quel punto il voto di fiducia per il Governo era garantito e nessun Re avrebbe potuto impedire la formazione di un governo fascista. Ma, per evitare sorprese, fu anche istituito il Gran Consiglio del Fascismo (formato dalle diverse componenti del partito fascista) con il compito di stabilire le competenze costituzionali di Governo e Re. Il sistema era fragilissimo e infatti, occupato il Parlamento, il fascismo occupò tutto. Finito il fascismo "istituzionale" il 25 Luglio del 1943, nella nuova Costituzione vennero inseriti degli "anticorpi" per difendere il nuovo sistema politico, innanzitutto la Corte Costituzionale. Anche se un partito avesse preso il controllo del Parlamento, la Corte avrebbe "sterilizzato" leggi liberticide e antidemocratiche. Secondo gruppo di "anticorpi" fu il metodo di elezione del Presidente della Repubblica, doveva essere eletto da una maggioranza particolarmente elevata in parte comprendente anche delegati regionali ed opposizioni e quindi impedire ad un partito di eleggersi il suo Re. Terzo gruppo di anticorpi fu il referendum costituzionale senza quorum, ogni riforma costituzionale che non avesse avuto l'approvazione di una maggioranza più ampia di quella che sosteneva il governo (quindi almeno una parte dell'opposizione doveva essere d'accordo) andava sottoposta al giudizio degli elettori. E così è stato sino all'avvento del Cav. Silvio Berlusconi. Fu allora che con una legge elettorale maggioritaria ( il cd. porcellum) il secondo Cavaliere, grazie ai voti della Lega Nord, ottenne la maggioranza in Parlamento e occupò il Governo, non potendo nessun Presidente della Repubblica opporglisi. Ma una legge elettorale non bastava per controllare la Repubblica (protetta dai suoi anticorpi) e così provarono a fare una riforma della Costituzione simile a questa riforma attuale nel tentativo di appropriarsene. Fu il popolo a bocciarla.  Nel 2014 il gruppo di "anticorpi" della Corte Costituzionale dichiaro incostituzionale, illegittima, la legge elettorale maggioritaria ( il porcellum ). Oggi ci riprovano ancora, non c'è più un Cavaliere e neppure un cavallo di razza in testa alla marcia. Il neofascismo istituzionale, contemporaneo, marcia su Roma in modo diverso dal 1922, ma culturalmente è identico. L'idea di fondo è sempre la stessa, la conquista del potere. Per farne che? Una delle poche differenze tra il fascismo istituzionale del '22 e il neofascismo istituzionale di oggi sta in questa assenza di un dichiarato scopo politico-sociale, di una rivoluzione culturale da compiere (buona o cattiva che sia). Quanto alle rassomiglianze invece è imbarazzante. Allo stesso modo il grande capitale industriale e finanziario italiano (e straniero) sta con il neofascismo istituzionale italiano così come stava con il fascismo di ieri. Allo stesso modo sono state demolite le organizzazioni sindacali (alcune si sono auto-demolite, firmando qualsiasi cosa). Allo stesso modo il Governo ha il controllo della stampa (e della TV che ai tempi non c'era). La riforma prevede l'appiattimento del Parlamento che non avrà più la piena iniziativa legislativa. Attualmente il 20% delle leggi approvate è di iniziativa parlamentare, il resto è del governo. Con la riforma il Governo avrà una corsia preferenziale per le sue proposte e quindi dall' 80%, si passerà al 90 o al 100% delle leggi di iniziativa del Governo approvate. Il Parlamento sarà solo un organo di ratifica dei desideri di Governo, né più né meno del Parlamento del periodo fascista. 
Il neofascismo istituzionale coesiste con una evidente quanto inutile libertà di parola ed opinione e questo rende grottesco il nostro sistema politico, nel quale tutti possono a parole dissentire dal Governo, dal partito di maggioranza, dal Parlamento ma alla fine non avere nessun peso politico
La riforma prevede l'elezione del Presidente della Repubblica, dopo un certo numero di scrutini andati a vuoto, con i soli voti dei presenti in aula, qualunque numero siano, 30, 40, 5... Gli anticorpi del Quirinale, già depotenziati con l'elezione di presidenti del partito di maggioranza (illegittima), si estingueranno. Basterà una legislatura (5 anni) per avere il completo controllo della Corte Costituzionale, nominandovi persone gradite al partito di maggioranza. E se non dovesse bastare, il governo avrà la possibilità di fregarsene delle sentenze della Corte Costituzionale emesse per violazione della procedura costituzionale. Insomma il neofascismo istituzionale sta cercando di restare da solo alla guida del Paese, senza quelle noiose manifestazioni sindacali di massa, senza quella insidiosa Corte Costituzionale, senza quei rompiballe dell'opposizione parlamentare, senza persino il Senato, senza presidenti alla Sandro Pertini che osino dire "io non firmo". Le materie principali, quelle che contano per la gestione neoliberista e neofascista del Paese, saranno tutte nelle mani della Camera che sarà costretta a sostituire i suoi preziosi arredamenti con più pratici scendiletto, al Quirinale metteranno le pantofole ai corazzieri e al Palazzo della Consulta erogatori di tisane e camomille. Il progetto neofascista istituzionale è questo: per gestire il Paese occorre potenziare il Governo e indebolire ogni altro possibile ostacolo istituzionale, il Senato, il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, l'iniziativa legislativa dei Parlamentari, l'iniziativa legislativa popolare. il potere legislativo delle Regioni. Però una cosa va riconosciuta, verrà abolito il CNEL, l'organo più inutile e innocuo della storia della Repubblica. La nuova twittatura è fatta così.

sabato 15 ottobre 2016

gli spergiuri sanitari.

Il giuramento di Ippocrate è quello che fa il medico quando dice che si asterrà da ogni offesa e danno alla persona. Essendo un giuramento significa costi quel che costi io rispetterò quel che prometto
Poi il medico diventa dirigente di un ospedale, di un'azienda provinciale sanitaria, di un assessorato, di un ministero e il giuramento cambia leggermente, costi quel che costi ma sino a un certo punto. Il punto è la mia carriera, il mio profitto, la mia accondiscendenza con il potere. 
E così succede che sono proprio loro che con la loro competenza costruiscono i decreti di rimodulazione della rete ospedaliera, della rete delle emergenze e così via. Calcolano come chiudere ospedali, reparti, sopprimere posti letto. E ci mettono tanto di firma. Usi obbedir firmando
Ma spergiuri sono anche coloro che siedono sulla poltrona di Presidente del Consiglio, Presidente della Regione, Ministro, Sottosegretario, Assessore regionale, dopo aver giurato sulla Costituzione, quella dove c'è scritto diritto alla salute. Non è un bel mondo. 

Adesso vi mostro due tabelle, La prima è fatta sui dati diffusi dalla stampa (1) e mai smentiti sulla chiusura dei pronto soccorso. Ho preso in considerazione solo il territorio di alcuni Comuni. Ho calcolato quanto tempo ci vorrà per un paziente in emergenza/urgenza per essere prelevato da un ambulanza che arriva dall'Ospedale di Enna, Umberto I, e portato al pronto soccorso più vicino. 
Secondo la circolare (ed il precedente decreto) Balduzzi, i punti della rete dell'emergenza non possono essere più distanti di 60 minuti, che è il tempo massimo per un soccorso efficace. Il tempo deve essere calcolato dal momento della chiamata al momento dell'arrivo al pronto soccorso. Come si vede, nessuna delle località prese in considerazione è dentro i tempi. Cosa vuol dire? Che ti stanno dicendo che una parte della popolazione che si troverà in emergenza/urgenza dovrà morire. Magari sarai proprio tu, la tua compagna, tuo figlio, il tuo migliore amico, chissà. Statisticamente sarà questa rete dell'emergenza a con-causare la maggior probabilità di morte o l'invalidità permanente. E farà pure PIL (cit.) perchè più bare, più funerali, più carrozzine, più stampelle, più farmaci costosi, ecc. ecc.. 

Adesso guardate questa seconda tabella, che invece simula la presenza h 24 del pronto soccorso a Piazza Armerina.
Non farà PIL, ma molte vite si potrebbero salvare dalla morte e dall'invalidità permanente. Parte delle quali appartenenti a turisti, che sono intorno ai 400.000 l'anno nel territorio preso in considerazione.
Buona fortuna a tutti.
Ci vediamo il 6 Novembre.

(1) Area territoriale Agrigento-Caltanissetta-Enna 892mila abitanti
Ospedale Hub, Dea II: Canizzaro o Civico Palermo
Ospedali Dea I spoke (copre area tra 150 e 300mila abitanti): 4
Agrigento San Giovanni di Dio con pronto soccorso, ospedali riuniti Caltanissetta Sant’Elia e San Cataldo (pronto soccorso solo a Caltanissetta); ospedali riuniti Gela-Mazzarino-Niscemi (pronto soccorso solo a Gela); ospedali riuniti Enna Umberto I-Leonforte- Piazza Armerina (pronto soccorso solo a Enna). Ambulanze medicalizzate:
Agrigento 3, Cammarata 2, Menfi 2, Ribera, Sciacca, Gela, Milena 2, San Cataldo 2, Sommatino 2, Petraperzia, Regalbuto, Troina




domenica 9 ottobre 2016

ma cosa vuoi riformare ancora?

In meno di 20 anni abbiamo cambiato la moneta, il sistema delle pensioni, privatizzato l'energia, l'acqua, i trasporti ferroviari e autostradali, riformato le autonomie locali, le Regioni, i sistemi elettorali per Parlamento, Regioni ed Enti locali, l'organizzazione delle Forze Armate,  le telecomunicazioni, la posta, le banche; abbiamo istituito nuovi giudici (i Giudici di Pace) e riformato il processo civile e tributario; abbiamo riformato i contratti e il diritto di lavoro, trasformato il sistema tributario locale, la contabilità degli enti locali, regionali e dello Stato ed il sistema di finanziamento degli enti locali; rimodulato ospedali, ci siamo obbligati ad assoggettarci al diritto europeo senza discutere, abbiamo messo il fallimento delle banche private a carico dei clienti (bail in), limitato l'uso del denaro contante e del suo prelievo, rivoluzionato il sistema di finanziamento del debito pubblico Statale (solo attraverso banche private)... E tutto questo lo abbiamo fatto con la Costituzione vigente. Il Paese è stato cambiato radicalmente
Adesso ci dicono che occorrono più poteri per fare più leggi e più riforme, perchè il paese è lento, non è rock (cit.). Ma la domanda è: che cazzo volete riformare ancora? La mia cucina, il mio garage, i miei vestiti, la proprietà privata? 
I risultati di questo riformismo alla boscaiola sono sotto gli occhi di tutti: le pensioni saranno un sogno per le nuove generazioni, la salute una roulette, il lavoro non cresce, gli enti locali sono in dissesto finanziario (alcuni lo ammettono altri giocano coi numeri), ci abbattono gli alberi d'ulivo in Puglia (per la serie, ce lo chiede l'Europa) dobbiamo importare olio e arance dall'estero, i processi nei tribunali hanno tempi sempre più lunghi, il debito pubblico e privato aumenta (le famiglie sono sempre più indebitate), l'energia è la più cara di tutto l'occidente industrializzato (gas, carburante, elettricità), come pure la pressione fiscale sui cittadini è la più alta, ecc. ecc... Insomma è stato riformato di tutto nel nostro Paese. 
Allora il dubbio è: siccome riforme radicali ce ne sono state tante, e alcune sono in corso (scuola e pubblico impiego ad esempio) e tutte sono state fatte con la Costituzione vigente, ma vuoi vedere che sono state fatte enormi riforme a cazzo, da classi politiche non all'altezza, che hanno cambiato le nostre abitudini, impoverito le nostre tasche e ci hanno tolto dei diritti, e diamo la colpa alla Costituzione? Insomma abbiamo perso il campionato di calcio e ce la prendiamo con il regolamento della Federazione Italiana Gioco Calcio? 

sabato 8 ottobre 2016

il sistema per fregarti

 Il sistema proporzionale è per definizione un sistema elettorale debole, pur essendo il più rappresentativo della nazione. Tuttavia, non è l'unico e prevalente elemento di debolezza di un sistema politico. Pur essendo un fattore di debolezza, a detta degli esperti, nel dopoguerra il proporzionale funzionò per un apprezzabile numero di anni, senza creare instabilità, in concomitanza con il boom economico italiano di cui parlò tutto il mondo meravigliandosene. 
Il set ottimale, per avere un sistema forte, dovrebbe essere composto da 1) sistema elettorale forte, 2) sistema di governo forte, 3) sistema di partiti forte, nel quale almeno due dei tre elementi siano presenti. Concordano, su questo, Sartori e la prevalente dottrina internazionale, in particolare quella U.S.A., che ha elaborato persino delle formule matematiche (che non mi piacciono per niente, ma ci sono) per calcolare la forza dei sistemi politici democratici. Manco a farlo apposta, è nei sistemi politici (democratici) deboli che si annida più facilmente la corruzione e l'influenza di lobbies e criminalità organizzata. La riforma elettorale abbinata alla riforma costituzionale rende più debole il sistema politico italiano, a vantaggio di "altri" poteri, interni ed esterni. Però, mediaticamente, viene "venduta" come un rafforzamento del sistema politico, come un'uscita dalla palude. In realtà le due riforme introducono gravi elementi di instabilità (basti pensare che sarà quasi impossibile formare maggioranze omogenee e stabili alla Camera e al Senato) e quindi di debolezza del sistema, ai quali si aggiunge il depotenziamento degli organi di controllo (corte costituzionale e presidenza della repubblica) ottenuto con la possibilità per le maggioranze (determinate con sistema maggioritario) di eleggere da sole, senza alcun concorso delle opposizioni, "propri uomini" e gradualmente averne il controllo completo. Debolezza ottenuta anche attraverso la possibilità per il governo di prorogare all'infinito leggi dichiarate incostituzionali per ragioni procedurali. Esempio pratico: la Camera approva una legge ritenendola di sua esclusiva competenza, non procedendo alla trasmissione del testo al Senato, violando la procedura quindi. La Corte dichiara incostituzionale la legge non nel merito, ma perchè è stata violata la procedura costituzionale. La riforma attribuisce al governo la possibilità di prorogare gli effetti della legge bocciata dalla Corte Costituzionale. "Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: ... ripristinare l'efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento." Ma per quelli attinenti al procedimento, si ( Nuovo art. 77)! Il tutto è accompagnato dal mantra della necessità delle riforme a causa della lentezza del Parlamento nel fare le leggi. E' una bugia. In media il governo ci mette133 giorni a trasformare una sua proposta in legge. Il 77% delle leggi approvate è di iniziativa del governo. Dunque, il 77% delle leggi si fa in 4 mesi. (fonte: Openpolis, deduzione logica mia). Dove sta la lentezza ? 
L'indebolimento dei controlli, la scelta di oltre il 70% degli eletti alla Camera  e del 100% dei nominati del Senato da parte esclusiva dei partiti, senza diritto per gli elettori del voto di preferenza, configura un sistema autoritario. A gomitate violente i partiti si prendono lo spazio dei cittadini e degli organi di controllo e garanzia della nazione. Quando cominceranno ad aggredire anche la prima parte della Costituzione, quella dei diritti civili e libertà, come ci difenderemo?

domenica 28 agosto 2016

città della legalità

Le spese sostenute per liti giudiziarie (parcelle avvocati e spese effettivamente pagate) sono in pauroso aumento a Piazza Armerina. Si vede che alla legalità questo Comune ci tiene. Sono in aumento di quasi 4 volte rispetto al 2012. Ogni cittadino, dai neonati ai bisnonni, sborsa con l'amministrazione Miroddi circa 4 Euro a testa. Se avete una famiglia di 5 persone, sappiate che come famiglia contribuite alla legalità della città (e al welfare degli avvocati) nella misura di circa 20 Euro all'anno. Sono soddisfazioni, anche perchè il dato ad Agosto 2016 ci induce a pensare che entro la fine dell'anno potremmo anche superare i 100 mila euro all'anno di spesa. 
Interessante sarebbe sapere come questa torta viene divisa tra i nobili avvocati del nobile comune. Una idea, non completa, si può avere collegandosi al gruppo FB Autotrasparenza in Piazza https://www.facebook.com/groups/1000070760069811/?fref=ts, inserendo nel motore di ricerca in alto a destra parole come difesa, incarico, legale, appariranno alcune delibere. Attenzione però a non confondere le delibere con le quali la giunta dà un incarico ad un legale, dall'effettivo pagamento del legale, sono due momenti diversi. La lista dei conferimenti di incarico può far capire se ci sono nomi ricorrenti, i soliti noti diciamo. 

venerdì 12 agosto 2016

gli assatanati

Che succede al cervello del politicante quando annusa l'odore di elezioni? Il suo cervello funziona come quello di tutti gli altri, ogni percezione è prima di tutto filtrata dai centri emozionali più profondi situati nell'amigdala, situata nella parte più primitiva del cervello, chiamato rettiliano. Non appena quell'odore viene percepito un esercito di messaggeri chimici si irradia per tutto il corpo portando ordini alla muscolatura. Le sopracciglia si alzano, il sangue affluisce in maniera più abbonante in alcune parti del corpo, per esempio alle mani e alle dita in modo che possano zompettare meglio su una tastiera, cambia il ritmo respiratorio, quello cardiaco, cambia anche il colore del viso, l'espressione. Persone che per anni si sono guardate bene dal prendere parte con passione e convinzione a decisioni collettive importanti, come la gestione dell'acqua, la scelta di uscire da un libero consorzio, di trattare temi comuni come quello dell'immigrazione, dei bilanci del comune in cui risiedono, di partecipare al dibattito sul rilancio del turismo, del decoro urbano, della pulizia della città, del disagio economico e sociale, limitandosi- nel migliore dei casi- a post su social, blog, webberie varie, comunicati stampa. sottolineati da ruggiti assolutamente virtuali. Defilati persino nelle manifestazioni cittadine, nei cortei contro vere e proprie porcate tentate in danno dei concittadini. Presenti ma silenti, con l'aplomb dell'io ci sono ma mi sento un po' a disagio. Questo nel migliore dei casi, perchè perlopiù l'homo politicans electus aut trombatus (sapiens o non sapiens a secondo dei casi) candidatus ricandidatus aut tirafilus se ne è stato proprio silente. In attesa. Per questa specie vivente non ancora estinta tutta la questione è il potere. Chi deve comandare in città? Che profilo deve avere? Che caratteristiche? A nessuno di loro passa per la mente la domanda perchè, a che scopo si dovrebbe comandare? Comandare per fare una straminchia di che? Questione totalmente latitante nei loro cervelli. Lo scopo, il perchè, è una domanda "razionale" che può formulare solo la neocorteccia cerebrale, non l'area limbica del cervello, dove l'amigdala abita da milioni di anni. E loro, però, la neocorteccia ce l'hanno. Come è possibile dunque che non funzioni? Quando l'amigdala lancia segnali troppo forti al resto del corpo e alle altre parti del cervello, il cervello va in blocco; l'area neo-corticale, i lobi pre-frontali si paralizzano, non sono più in grado nè di pensare, nè di pensare a cosa stanno pensando, cioè di valutare ed eventualmente bloccare la risposta ormonale prodotta dal cervello rettiliano. Persino la memoria in quei casi viene disturbata, la percezione visiva e uditiva. Ad esempio non ricordano di essere stati organicamente, funzionalmente, parte del sistema, anche del peggior sistema a giudizio degli elettori, e con una fitta rete di relazioni ed intrecci con personaggi di spicco del sistema, locali e non. Dopo questa singolare e naturale sindrome da blocco che non permette alla ragione di esprimere tutto il suo provvidenziale potenziale, appena è terminata la tempesta ormonale devastante, che però ha lasciato in circolo vagonate di catecolamine, adrenalina e noradrenalina, subentra una fase dove sembra si riprenda appena appena quell' attività tipica della neocorteccia, il ragionamento argomentativo. Sembra. L'esperienza di governo in politica è tutto, ci vogliono persone esperienti. Basta riflettere pochissimo per sorridere di una affermazione- così perentoria- del genere. Che esperienza di governo aveva Alcide De Gasperi quando esercitò per la prima volta in vita sua, il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana? Non aveva amministrato neppure un condominio. E con De Gasperi, tantissimi altri esempi che contraddicono l'affermazione, persino di brillanti amministratori locali del passato ormai remoto. C'è una spiegazione, ma la faccenda si complica. Dalla psicologia, dalla neurologia si deve ahimè transitare nella psicoanalisi. La parte inconscia di noi intuisce di essere poco competitiva, si sente piccola, impotente, ricorre ad uno stratagemma, la compensazione. Per riequilibrare il confronto, si sminuisce tutto ciò che non ha esperienza politico-amministrativa, o si esalta enfaticamente tutto ciò che quell'esperienza ce l'ha. Non è un processo cosciente della mente, è un'autodifesa inconscia. E' paura. Ci si trova a denigrare od esaltare altri semplicemente per colmare e compensare profonde lacune di sé nettamente percepite inconsciamente, ma ancora non emerse nella parte cosciente. Il competitor diventa più piccolo, ci assomiglia, e quindi possiamo affrontarlo. Il buio incubo che ha ottenebrato l'inconscio si placa. 

martedì 5 luglio 2016

il ragno è più intelligente di Renzi

La struttura di una ragnatela è un modello di rete distribuita (ogni cluster ha 4 nodi e ogni nodo è di  IV grado ). Ogni sua rottura è facilmente riparabile dal ragno e lascia la ragnatela ancora funzionante. Per distruggerla, invece, bisogna danneggiarla in molti punti. Anche i sistemi politici sono delle reti di centri di potere collegati tra loro. Se si imita il ragno, la rete dei centri di potere resiste agli attacchi. Se invece si costruisce una rete di potere centralizzata o decentrata essa è fragile, basta colpire uno o due punti per distruggerla. 
La rete stradale degli USA (decentrata) è fragilissima 
Per rendere il sistema politico forte non ha alcuna importanza se il Governo abbia più potere e il Parlamento e i cittadini meno, e neppure che il sistema elettorale in sé e per sè sia forte (Giovanni Sartori, Ingegneria costituzionale comparata strutture incentivi ed esiti, il Mulino; Elementi di teoria politica, il Mulino). Dare più velocità o più forza al ragno non significa che la ragnatela diventi più robusta. Insomma, avere un'automobile potente e una rete stradale da terzo mondo non serve a nulla. 
video
La domanda però è questa: perchè lasciare debole il sistema politico o indebolirlo ancora di più con la riforma costituzionale di Boschi e Verdini? La risposta potrebbe essere data dalla JP Morgan e da Mario Monti consulente della Goldman Sachs (come Mario Draghi)  ed ex presidente del Consiglio che  lo hanno già detto: la Costituzione italiana vigente non va bene (per loro) e per il sistema finanziario che comanda il mondo occidentale ed UE (anch'essa dotata di una struttura di rete di poteri debolissima). 
Servono governi facilmente controllabili che abbiano il controllo del sistema politico (rete centralizzata). E la riforma Boschi - Verdini è proprio questo. La possibilità che il sistema internazionale possa controllare meglio l'Italia come è già successo col governo Monti.

martedì 24 maggio 2016

Piazza Armerina irriconoscibile


popolazione residente nel 2002

20923

2002 2014 emigrati -4791

2002 2014 deceduti -2779

totale

13353
previsione




2015 2017 emigrati -1104

2015 2017 deceduti -639

Totale 2017

11610
Proviamo a pensare ad un commerciante o a un artigiano di Piazza Armerina che nel 2002 aveva 1000 clienti. Oggi di quei mille clienti ne ha persi più di 500. Non per via della concorrenza degli Outlet, degli Auchan, della concorrenza di extracomunitari, per i possibili errori di gestione, ma solo perchè oltre la metà degli abitanti della Città è diversa. Allo stesso modo, un politico che nel 2002 prendeva 1000 voti oggi ne ha persi oltre 500, indipendentemente dalle sue capacità, soltanto perchè non esiste più in città la metà delle persone che c'erano nel 2002. 
Dal 2002 al 2017 si può stimare che circa 11.600 concittadini non saranno più residenti (perchè deceduti o emigrati). Nel 2002 c'erano quasi 20.900 residenti in Città, meno gli 11.600 che non ci saranno più, significa che saranno "sopravvissuti" nel 2017 solo 9.300 dell'originario gruppo di quasi 21.000. Un cambiamento così con un tasso di mortalità dell'1% annuo, si verifica in 50 anni. Ma qui sta accadendo in soli 15 anni. La popolazione mancante è stata "rimpiazzata" dalle nuove nascite e dall'immigrazione proveniente soprattutto da altre città italiane. L'attuale distribuzione della popolazione maggiorenne per fasce di età è questa indicata nel grafico: 
Gli effetti di questa bomba sociale si ripercuotono su tutto: depressione economica, pressione tributaria, relazioni sociali, processi educativi, cultura, flussi elettorali. 
Il danno maggiore è quello delle relazioni sociali, la rete relazionale. Il motivo è semplice: quando scompaiono da un gruppo oltre la metà degli elementi, quello che si distrugge e la fitta rete di relazioni che gli individui hanno tra loro. La difficoltà di rimpiazzare i "link" sta nel fatto che le nuove generazioni tendono naturalmente a costruire la loro rete di relazioni cominciandola a tessere dall'età scolare. E gli immigrati tendono a costruirsela tra gruppi separati. Quindi in realtà quella che prima era una rete integra in cui tutti erano connessi direttamente o indirettamente, adesso è un arcipelago, fatto di tante isole. Isole sulle quali ciascuno di noi abita ma non percepisce immediatamente che non ci sono più gli stessi ponti tra un'isola e un'altra e in taluni casi non c'è alcun ponte. 
Per reintegrare la rete preesistente ci vogliono anni. Ma se la velocità di rinnovazione del gruppo è così alta, gli strappi della rete rimarranno ampi e profondi. E produrranno effetti pesanti. Sono le reti di relazione sociale a determinare il successo negli affari, nelle professioni, nel commercio, nell'artigianato, nell'occupazione e così via.
I grafici sono stati elaborati sulla base di dati ISTAT.



martedì 17 maggio 2016

galateo comunale

Se ne erano accorti in molti ma nessuno osava parlarne. Durante le cene e le cerimonie ufficiali del Nobile Comune degli Erei succedeva di tutto. Rutti, flatulenze, sgomitate, cibo preso con le mani, macchie d'unto sui vestiti, liti, sberleffi, scherzi pesanti. E tutto questo non è bello, diciamolo chiaramente. L'immagine istituzionale veniva rovinata. E poi c'era quella brutta ressa davanti alle poltrone con i vari no tocca a me sedermi, no tu ti sei seduto l'altra volta, e tu chi sei il figlio della gallina bianca che ti ci devi sedere tu? Per non parlare delle bandiere e dei gonfaloni, dove metterli esattamente, vicino al WC per caso? No. Che dire del menu da presentare agli ospiti istituzionali, offrireste una bistecca ai ferri a un sottosegretario indagato? Sarebbe una gaffe imperdonabile. 
Il rimedio e la prevenzione per il futuro c'è. La giunta del Nobilissimo Comune dei Monti Erei ha stipulato un protocollo d'intesa con degli esperti del settore. Esperti la cui mission è, tra l'altro: 
1) Le colazioni e i pranzi ufficiali e di lavoro: la sala, i tavoli, i posti e il menù.
2) Il bon ton del vestiario nei diversi contesti ( per esempio stirare le camicie prima di indossarle e dare una pulita alle scarpe). 
3) Le regole del cerimoniale. Il posto d’onore e l’ordine delle precedenze, regola della destra e posizionamento delle bandiere (con tutti i cambi di casacca che succedono il posizionamento delle bandiere è vitale per l'immagine dell'Ente). 
4) Accoglienza ed ospitalità. 
5) La comunicazione strategica in situazioni di emergenza ( per esempio, dire avrei bisogno di andare alla toilette anziché devo andare al cesso subito che sennò mi cago addosso).
Ora ironia a parte (è bene precisarlo purtroppo perchè di questi tempi l'ironia è diventata merce rara, scambiata spessissimo per altro) gli esperti dichiarano sul loro sito di essere esperti in comunicazione ed immagine. Il che potrebbe significare che la giunta comunale sente il bisogno di superare il gap di comunicazione di cui soffre da anni su stampa, web e social. 

lunedì 16 maggio 2016

Museo del Palio di Piazza Armerina a rischio

La Magistratura sta indagando (contro ignoti) sulla ristrutturazione ed allestimento del Museo del Palio dei Normanni di Piazza Armerina. Non è noto il motivo del procedimento RGNR 2860/2015, Mod. 44, avviato dalla Magistratura ma, da quanto pubblicato sull'Albo Pretorio del Comune, si viene a sapere che la Magistratura avrebbe sequestrato i documenti relativi al progetto originario ed alla variante della ristrutturazione ed allestimento dei locali comunali di Piazza Armerina di Via Mons. Sturzo, da destinare appunto a Museo del Palio. Si tratta di elaborati progettuali, atti contabili ed amministrativi, regolare esecuzione, determine, stato finale, determine di approvazione, SAL e pagamenti a saldo, fatture, DURC, ecc. Da quanto si legge, una parte di questi documenti, sequestrati dalla Magistratura, non è mai stata inviata all'Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana. Senza questi documenti l'Assessorato non verserà al Comune di Piazza Armerina i soldi a saldo del finanziamento. 
Non è la prima volta che l'Assessorato richiede chiarimenti ed integrazioni. Dalla lettura infatti del Decreto di approvazione del finanziamento del 2013 si scopre che già dal 2012 c'era stato uno scambio di note tra Comune di Piazza Armerina ed Assessorato Regionale con richieste da parte di questo di integrazioni e chiarimenti. Scambio poi continuato almeno nel 2015 con una espressa doglianza dell'Assessorato che lamentava con una lettera del 7-10-2015 il mancato inserimento dei documenti di chiusura del progetto nel sistema di monitoraggio denominato Caronte.
La Giunta del Comune di Piazza Armerina per sbloccare il finanziamento ha dunque bisogno di accedere ai documenti sequestrati per copiarli ed inviarli a Palermo e per questa ragione ha nominato un legale che è componente del Nucleo Indipendente di Valutazione (il nucleo che verifica tra le altre cose il raggiungimento degli obbiettivi di funzionari e posizioni organizzative del Comune anche ai fini dell'attribuzione di un premio in denaro spettante).
Il legale incaricato per chiedere il dissequestro della documentazione è anche il capo politico locale di una delle liste civiche che ha partecipato alla coalizione in sostegno del Sindaco Miroddi e che poi non lo ha sostenuto in Consiglio Comunale per un po'. Lista che successivamente ha aderito all' NCD e successivamente non ha aderito più all' NCD ma sostiene l'amministrazione Miroddi. Ha gli occhiali, i capelli scuri, porta il 42 di scarpe, dovrebbe essere un gruppo zero RH positivo con anticorpi anti A e anti B e genotipo ii.

martedì 10 maggio 2016

Siete favorevoli all'ingresso incontrollato dei prodotti Cinesi in Italia?

Base giuridica della contro-consultazione

Articolo 10 TUE : I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione.
Articolo 11 TUE : Le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione.
Si tratta di dare ai Parlamentari Europei un'indicazione popolare forte, confidando che questa possa influenzare la decisione del Parlamento Europeo. Se il Parlamento Europeo voterà NO alla liberalizzazione completa nei nostri mercati dei prodotti Cinesi, la procedura si fermerà. Occorre infatti il voto conforme della Commissione, del Consiglio e del Parlamento per aprire totalmente le porte alla Cina.
Non si tratta della solita petizione on line.
Per votare bisogna collegarsi a questo link http://www.meschinawhynot.eu/
.
Ignazio Corrao (Parlamentare Europeo)

Stamattina qui a Strasburgo si è discusso del riconoscimento dello status di economia di mercato (MES) alla Cina. Molti di voi si chiederanno... e a noi cosa vuoi che ce ne importi della Cina?
Invece vi deve importare eccome, perchè questa è una di quelle cose IMPORTANTISSIME di cui purtroppo non si parla per niente e di cui i cittadini sono all'oscuro.
Sui rapporti economici con la Cina è sempre stato fatto un errore di fondo; Si pensava che con la globalizzazione si sarebbero avvicinati i "metodi cinesi" ai nostri ed invece siamo noi che ci siamo "cinesizzati", che diventiamo sempre più simili a loro e quindi negoziamo tutto al ribasso.
Quando nel 2001 la Cina fece il suo ingresso nell'organizzazione mondale del commercio (WTO), si era previsto che avrebbe cessato di essere un’economia “non di mercato” dopo 15 anni, quindi quest'anno, per via delle grandi riforme in corso d’opera, che però non sono mai state realizzate.
C'è anche un problema politico di non poco conto, perchè la Cina considera automatico tale riconoscimento, se lo aspetta e sta facendo le dovute pressioni sui singoli governi occidentali.
Alcuni stati sono favorevoli, come ad esempio il Regno Unito e la famigerata Germania che riesce sempre ad esercitare un'intollerabile influenza sugli altri, perchè hanno molte industrie che hanno delocalizzato in Cina. Altri Stati invece sembrano essere contrari.
Le negoziazioni sul riconoscimento nel WTO saranno però condotte dalla Commissione Europea e la decisione finale dovrà essere approvata qui a Strasburgo dal Parlamento Europeo e dal Consiglio (gli Stati Membri). Abbiamo quindi facoltà di opporci se tutti mettiamo la giusta pressione sui vari gruppi politici e Governi degli Stati membri.
Siderurgia, Meccanica, Chimica, Ceramica, Bulloneria, Carta, Calzature, Tessile, Arredo sono alcuni dei settori messi a rischio dal riconoscimento del MES alla Cina. In questi settori si rischia la perdita di altri 4 milioni di posti di lavoro in Europa (di cui 400.000 in Italia) ed un calo del PIL di altri 2 punti percentuali.
C'è solo un modo per difendere le imprese europee dall'estinzione e fermare queste negoziazioni al ribasso che ci stanno portando alla "cinesizzazione": dire ‪#‎NoMesCina‬.
Il MoVimento 5 Stelle ha lanciato una ambiziosa consultazione pubblica in tutta Europa.
I cittadini hanno a disposizione il sito web www.meschinawhynot.eu per poter esprimere la propria opinione e il nostro David Borrelli sta girando l'Italia per spiegare cosa sta succedendo. Solo così si possono contrastare decisioni prese a porte chiuse tra pochi che ricadono sulla vita di tutti.







domenica 8 maggio 2016

petizione popolare contro il taglio dei contatori idrici

Oggi 8 maggio 2016, davanti l'ingresso della Villa Garibaldi di Piazza Armerina, il Meetup Grilli Armerini (Movimento 5 Stelle) ha promosso una petizione popolare diretta al Comune di Piazza Armerina. La petizione chiede al Consiglio Comunale di modificare lo Statuto ed il Regolamento Comunale della Città dei Mosaici per impedire un taglio ingiusto ed indiscriminato della fornitura di acqua nelle abitazioni da parte del gestore. Il problema messo in luce dalla petizione è l'applicazione della normativa già esistente. Secondo il Meetup la funzione amministrativa spetta al Comune e trattandosi di un diritto umano (come enunciato dall'Assemblea dell'ONU e di recente anche da una Risoluzione del Parlamento Europeo) la sua applicazione non può più essere ritardata. 

Ecco il testo della petizione.

domenica 1 maggio 2016

il Comune di Piazza Armerina verso il dissesto

Fonte SIOPE (il dato di Aprile è indicativo di una tendenza non essendo 
completato il secondo trimestre)
Le anticipazioni di cassa negli ultimi 2 anni sono più frequenti, segnale di
una insidiosa crisi di liquidità. Infatti, la linea blu indica che le spese 
del Comune di Piazza Armerina sono in crescita tendenziale.
Dal 2008 ad oggi non era mai accaduto. Per la prima volta si è registrato il livello più basso di entrate (tasse e trasferimenti da Stato e Regione ecc.) e di uscite (spese). Dalla data di inizio del secondo trimestre 2016 sono entrati nelle casse comunali quasi 1.069.000 Euro e ne sono usciti poco più di 1.876.000. Il record negativo precedente era del secondo trimestre del 2012 quando le entrate furono all'incirca di 2.441.000 Euro, Il record negativo delle uscite è del primo trimestre del 2014 con 2.620.576 Euro. 
I conti sono in fibrillazione ed il rischio di non potere pagare stipendi al personale del Comune o il servizio di raccolta rifiuti è concreto. La cassa prima o poi rimarrà vuota. E ci potremo sistemare dentro il Nobile Comune per una degna tumulazione. Fare il lifting ai conti favoleggiando sulle entrate previste non è servito e non servirà a nulla, è come fare lifting al defunto, sempre morto è. 
Le conseguenze di una poco attenta valutazione degli effetti del bilancio approvato nel Dicembre 2015 sono queste. Se qualcuno puntava sul cade Sansone con tutti i Filistei ha fatto male i conti per la seconda volta. Dallo sputtanamento di tutto l'apparato politico-amministrativo non si salverà nessuno.



1° Maggio Piazza Armerina non accoglie turisti

Ecco come era la situazione oggi. Chiese chiuse, Pinacoteca  chiusa, verde pubblico indecente proprio alla stazione degli autobus. Di contro oggi da mezza Sicilia si muovevano pellegrini per Aidone (Festa di S. Filippo) molti transitando da Piazza Armerina e il Museo di Aidone, la Villa Romana di Piazza Armerina erano aperti e gratis.
Del tutto inutile scrivere nei programmi elettorali rilancio del il turismo. Sono cazzate.


giovedì 28 aprile 2016

governi fossili

La notizia forse non è stata data con il necessario rilievo ma, per la prima volta al mondo, un aereo ha sorvolato l'Oceano Pacifico da Abu Dhabi alla California in 3 giorni e 3 notti senza scalo e senza una sola goccia di carburante, solo con energia solare, con un equipaggio di due persone. In un Paese governato da fossili non è facile comprendere le future e non lontane implicazioni di tutto questo. Solar Impulse 2 è il nome del velivolo che ha compiuto l'impresa, ritenuta da molti impossibile per così grandi distanze. Il futuro c'è chi lo sta già testando e perfezionando. Gli altri trivellano.

Ecco il filmato.



















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