martedì 27 ottobre 2015

Come controllare i voli di Stato

Qualche giorno fa i piloti di un elicottero militare, usato da Matteo di Renzi per andare in vacanza sulla neve, sono stati oggetto di sanzione disciplinare perchè rivelarono la località di un atterraggio di emergenza dell'elicottero del Capo di Governo. In apparenza tutto giusto. Però i voli di Stato così come tutti i voli civili sono monitorati minuto per minuto dalle autorità di volo. Esiste un sito internet che permette di conoscere in tempo reale (al massimo con 5 minuti di ritardo) il tipo di velivolo, la sua rotta, la compagnia, velocità, altitudine, ecc., ecc.. Questo vale anche per gli elicotteri e altri velivoli civili e militari che come si è detto effettuano voli di Stato, scorrazzando verso partite di calcio, località turistiche ed altre amenità i capoccioni della Repubblica. Basta conoscere il codice del velivolo utilizzato per il volo di Stato (di benessere) e si può sapere in quale parte del mondo si trova, a che altitudine vola, a che velocità. Certo, non si può sapere cosa succede a bordo, cosa si beve o si mangia, chi si spupazza chi.  Tuttavia, si può controllare dove va l'amato leader e magari dedurne che il volo è sì di Stato ma l'intento del glorioso passeggero non è proprio quello di uno statista.
Però, per chi non è così cattivo, maldicente e malpensante, il sito permette comunque di seguire un amico o un parente in volo.
Ecco il sito: https://planefinder.net/flight/IAM9002
Ecco i codici da inserire nella stringa di ricerca in alto:
-IAM9001 (presidente della repubblica)
-IAM9002 (presidente del consiglio)
-IAM9003 (presidente del Senato)
-IAM9004 (presidente della Camera)
2 velivoli Dassault Falcon 50; MM62026 - MM62243
5 velivoli Dassault Falcon 900; MM62171 - MM62172 - MM62210 - MM62244 - MM62245
3 velivoli Airbus A319CJ; MM62174 - MM62209 - MM62243.
2 Renzicotteri AgustaWestland VH-139A; MM81806 - MM81807



domenica 4 ottobre 2015

statuto Città Metropolitana

Questo è solo uno spunto di riflessione per tutti. 
B&B
Gli statuti delle Città Metropolitane potranno prevedere aree del territorio omogenee con funzioni e servizi differenziati. La questione non è secondaria. Qualcuno ha già avanzato l'idea di suddividere la città Metropolitana in 4 aree "omogenee". L'idea è di Enzo Bianco ma non mi pare che ci sia in corso alcun ragionamento e dibattito. Non sembra siano stati fatti gesti diversi dal sì con la testa. Cosa vuol dire zona omogenea? Dovrebbe significare che le sue parti hanno degli elementi in comune. E allora cominciamo a farli vedere questi elementi comuni. Partiamo dalla cosiddetta vocazione turistica, che può significare due cose: le tue potenzialità (che significa ciò che potresti avere ma ancora non hai)  e le tue risorse economiche effettive (che significa ciò che invece hai già).
Agriturismo
Nel primo caso devi investire per ottenere ciò che ancora non hai, nel secondo hai già fatto degli investimenti. Prendiamo in considerazione le strutture ricettive ( B&B, Agriturismo, Hotel) del centro sud della Sicilia e ci accorgiamo subito che la zona del territorio di Piazza Armerina e quella di Caltagirone ( ma non del Calatino) risultano più omogenee rispetto a Gela. Avendo complessivamente oltre i 2/3 di tutte le strutture ricettive del quadrilatero Piazza, Niscemi, Caltagirone, Gela. E nel caso degli agriturismo quasi il 100% delle strutture è concentrato solo su Piazza e Caltagirone. 
Hotel
Si tratta quindi di risorse economiche effettive, già esistenti e orientate verso un turismo non di massa. Quanto alle potenzialità attrattive, rimanendo nel settore turistico, è nota l'esistenza a Piazza Armerina di una concentrazione di aree archeologiche (Monte Navone, Montagna di Marzo, Filosofiana - collegata alla Villa Romana-, Villa Romana del Casale, Morgantina- a una dozzina di Km- e altre aree molto interessanti, ma non estese). Discorso a parte, ma sempre sul versante del potenziale, meriterebbe la rete museale e l'enorme quantità di materiale archeologico sparso in vari musei siciliani. Malasorte, questa, analoga a quella di Gela. 
Tuttavia la fruibilità di tutta l'area archeologica è limitatissima (su 10 ettari potenziali meno di uno è effettivamente e liberamente visitabile). Siamo nel campo delle potenzialità attrattive e cioè di investimenti da fare.
Il patrimonio architettonico Armerino è assai simile a quello di Caltagirone, ma non dell'intero Calatino.
Ora, è chiaro che questo è solo uno spunto per discutere e non è uno studio scientifico, né ha completezza. Ma i dati sono reali e verificabili e si può già sostenere che il "Calatino" è un'entità astratta almeno dal punto di vista turistico
Omogeneo con Piazza Armerina è, invece, il territorio di Caltagirone. Quindi mi appare del tutto arbitrario, cioè fondato sul nulla, sostenere le teorie di Enzo Bianco.