venerdì 25 settembre 2015

il declino culturale del PD

Non esiste più in Città il Partito Democratico. Esistono suoi ex elettori, ex leader, ex sindaci, ex assessori, ex coordinatori, ex intellettuali, ex attivisti, ex idee, ex azioni, ex strategie. Persino ex traffichini, ex portavoti, ex farabutti. 
Ed è abbastanza ovvio che quando i suoi pochi superstiti parlano, parlino di sé e del loro partito con i verbi tutti al passato. Ti ricordi quando c'era vivo il nonno? E quando gli nascondemmo la dentiera? Ah che tempi! E adesso che nonno non c'è più, tutto il mondo non ha senso. Gli spifferi dalla porta, i calcinacci dal tetto, le macchie di umidità in casa. Ma quando c'era lui era tutto diverso, tutto era in ordine. Maah, dove andremo a finire, speriamo bene in futuro! 
Viviamo tempi di depressione collettiva, vediamo il mondo come lo vedono i depressi: tutto va male, tutto fa schifo, la politica, poi, non ne parliamo va'! Si dubita di sé in ogni cosa e non c'è più nulla di buono.
Abituati, come siamo stati, a seguire un leader e a toglierci così quel fastidioso peso di dover pensare addirittura da soli, quando poi ci troviamo faccia a faccia con noi stessi non sappiamo più che pesci pigliare. Ci sentiamo spaesati, fragili. L'incertezza dei nostri limiti prende possesso di noi. Ci fa fare passi indietro. Ma nello stesso tempo noi non crediamo alla nostra condizione di inferiorità, tutt'altro, siamo convinti dentro di essere superiori e se appena appena qualcuno ci critica, ci disapprova, facciamo gli offesi nei nostri più giusti e sacrosanti diritti. Non offenda!
Sicché se glielo dici tu che il PD è morto loro si offendono sdegnati, ma se sé lo dicono da soli... è così.
C'è un'altra categoria, minoritaria, quella dei sovrabbondanti. Anch'essa posseduta da incertezze sui suoi limiti, ma che reagisce diversamente. Tendono a celebrare e glorificare verità che in fondo non ritengono poi tanto sicure e provano a far proseliti, i quali costituiscono per loro la dimostrazione del valore delle loro convinzioni ed opinioni. Non si sentono a loro agio da soli, hanno troppi tarli che li tormentano. 
Se può consolare, la vicenda locale non è un'eccezione in tutta l'isola e nello stivale.
E non solo nel PD. 
Forme depressive acute ci sono nelle destre italiane e nel partito di Berlusconi. E contemporaneamente si osservano, in sparute minoranze, esuberanze mediatiche, diffusioni del Verbo e caccia ai proseliti e al numero di "I like" su FB. Sempre più spesso senza successo.