martedì 1 settembre 2015

città metropolitana e articolo 44 dello Statuto Siciliano

Meglio dirlo subito e chiaro, il Libero Consorzio di Catania e la Città metropolitana di Catania sono la stessa cosa. Non lo dico io, lo dice la gazzetta ufficiale della Regione Siciliana "2. Sono, altresì, istituiti i liberi Consorzi comunali di Palermo, Catania e Messina, composti dai comuni delle corrispondenti province regionali, i quali costituiscono le Città metropolitane." 
Insomma dopo diverse giravolte, capriole e salti mortali all'indietro, hanno cambiato nome alle nove province siciliane; adesso si chiamano Liberi Consorzi e tre dei nove "Consorzi" costituiscono le Città Metropolitane. Sono praticamente defunte le aree metropolitane individuate dai decreti del Presidente della Regione 10 agosto 1995 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana 21 ottobre 1995, n. 54 ed è questa una delle poche differenze con la legge precedente. 
Praticamente parlando: 
1) avevamo deciso con un referendum e una delibera del Consiglio Comunale di entrare nel libero Consorzio di Catania? Si. E proprio lì stiamo entrando. 
2) I comuni del Libero Consorzio di Catania erano 58 l'anno scorso? Si, e 58 sono adesso.
3) Avevano cambiato nome alle Province regionali siciliane chiamandole liberi Consorzi? Si, e adesso tre liberi consorzi li hanno denominati Città Metropolitane, falla com voi, è sembr cucuzza, tecnicamente parlando. 
4) A 3 liberi Consorzi hanno dato dei poteri in più rispetto agli altri 6.
5) Ai 6 liberi Consorzi rimanenti hanno dato dei poteri in più rispetto alle Province regionali siciliane.
6) Per proprietà transitiva, 3 liberi Consorzi, chiamati Città Metropolitane, hanno più poteri amministrativi degli altri 6, e più poteri amministrativi delle ex (ma è giusto dire ex?) Province Siciliane. Insomma la Regione si è scotolata di dosso una serie di rogne e le ha trasferite agli enti locali. 
Quindi stiamo attenti a non commettere l'errore di ridiscutere tutto, perchè non è cambiato nulla, se non le parole. I territori sono gli stessi.
Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi, così dice l'articolo 44 dello Statuto della Regione Siciliana e coerentemente con questo principio costituzionale siciliano il Presidente rivoluzionario di Palermo e il partitone di cervelloni che lo sorregge, hanno riformato la riforma della riforma della riforma. Un vecchio valzer ballato a Palermo.