sabato 29 agosto 2015

volare alto osservare lontano, liberi consorzi e città metropolitane

Mancano 68 giorni, per deliberare il passaggio nella Città Metropolitana di Catania, altrimenti Piazza Armerina rimarrà nel "libero" consorzio dei Comuni di Enna. 
Deve occuparsene il Consiglio Comunale. Da quello che io ascolto in giro tra la gente, la Città ha già deciso, coerentemente al referendum dell'anno scorso. 
Per la quasi totalità della popolazione la questione sta tutta in un solo punto: andarsene via da "Enna". Le argomentazioni sono le stesse dell'anno scorso, la gente non dimentica. Non dimentica le condizioni delle strade provinciali, degli edifici scolastici, della sanità ospedaliera, degli "investimenti" tutti concentrati su una zona della provincia di Enna, non dimentica le nomine e  gli incarichi clientelari e né i vertici dei partiti che le hanno gestite, non dimentica i processi penali a carico di chi ha politicamente voluto il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, non dimentica le "amicizie pericolose" tra boss mafiosi e i più importanti uomini politici della provincia, non dimentica il sistema idrico della provincia di Enna, voluto, sostenuto ed incoraggiato dai vertici dei partiti politici, le relative assunzioni "senza concorso" (ci siamo capiti), non dimentica il disastro che la gestione privata dell'acqua ha prodotto proprio sotto gli occhi dei potentissimi uomini politici di Enna (destra, sinistra e centro) e dei molti e troppi amministratori locali della provincia, non dimentica lo scempio, la barbarie, compiuta ai danni delle strade del Comune di Piazza Armerina e dei suoi cittadini. 
La nuova legge sulle città metropolitane e liberi consorzi non è tra quelle che si possano definire brillanti. Cialtroni al potere a Palermo e a Roma non possono che produrre cialtronerie. Nessuna innovazione, nessuna analisi delle cause dei fallimenti, nessuna aspirazione a forme moderne ed avanzate di governance del territorio, il vuoto culturale, l'adesione acritica a modelli superati in tutta Europa e nei paesi occidentali. Gente che legge poco e si circonda di gente che studia male e capisce molto meno. Questa è la Sicilia. Niente a che fare con la Sicilia normanna dei Guglielmo e di Federico, lasciamo stare. 
Le città metropolitane hanno più poteri dei liberi consorzi. Questo prevede la legge. Ed è proprio con quei poteri in più che si può ipotizzare di progettare dentro il territorio della città metropolitana di Catania un' area omogenea a vocazione turistica, come la legge permette. Solo il turismo secondo me è rimasto il settore potenzialmente trainante di tutta l'economia della Città. Non vedremo gru per decenni, non vedremo miniere, non vedremo noccioleti non vedremo altre "infornate" di impiegati pubblici. 
Certo, è tutta una questione di risorse finanziarie disponibili ovvio, altrimenti è solo teoria. Così come la capacità di progettare un futuro orientato economicamente verso il turismo dipende dalle risorse umane a disposizione; quelle finanziarie se hai fortuna le puoi avere, quelle umane se non ce l'hai non le puoi avere. Io scommetto che questa Città ha le risorse umane che le servono, può accettare la sfida, se guarda fuori dalla sua sclerotica classe dirigente, bolsa, legata a logiche di bottega, dedita di regola all'onanismo mentale dei calcoli elettorali.
Restare nel territorio del libero consorzio di Enna, geo-politicamente morto, economicamente sepolto, demograficamente in via di estinzione, non ha senso per la nostra Comunità, è un danno sicuro per chi c'è e per chi verrà dopo di noi. Dobbiamo riprendere il coraggio, uscire da questa forma di depressione di massa e lottare insieme per riprenderci il nostro futuro.

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