domenica 12 luglio 2015

la maschera del Palio

Maschera nel nostro dialetto vuol dire fare una figuraccia, il vergognarsi di qualcosa. Mentre, in italiano vuol dire un volto finto, una finzione. Quel che sta accadendo in Città è l'uno e l'altro insieme. Il conflitto principale è tra i 4 Quartieri e l' Amministrazione Com.le, e su questo conflitto se ne innestano altri. I Quartieri si sentono dire dall' Amministrazione Com.le dovete fare il Palio senza i soldi per coprire i costi, come da due anni a questa parte. I Quartieri replicano no, a queste condizioni il Palio non lo possiamo fare perchè è molto pesante sostenere le spese per i cavalli e cavalieri della Quintana. Controreplica dell' Amministrazione Com.le: il Palio si fa anche senza Quartieri.
Il gioco principale del Palio è dunque tra due giocatori, Comune e Quartieri. 
Dopo arrivano gli altri. Quelli che ... quando c'eravamo noi..., quelli che ... i soldi ci sono..., quelli che... quando lo organizzavo io... 
Dopo ancora arrivano quelli che ... il Sindaco è incapace se ne deve andare a casa, quelli che il Palio fa schifo meglio non farlo, quelli che ... il Palio si farà senza se e senza ma.
Tutte cose vere probabilmente o addirittura palesi, ma il punto è un altro. Il Palio serve alla Comunità Piazzese o non serve? 
Perché, se è vero che ciascuno dei giocatori principali e correlati ha la sua parte di ragione, è anche vero che una parte non è il tutto e che tutti gli attuali giocatori messi insieme non sono la Comunità Armerina. 
La nostra Comunità, infatti, mi pare che sia fatta da albergatori, ristoratori, baristi, commercianti, artigiani, artisti, agenzie viaggi e turismo, guide turistiche, promotori turistici, operatori dell'informazione. Poi, mi pare, che siano parte della Comunità della Città dei Mosaici, le associazioni culturali, Infine, non escluderei che a far parte della Comunità ci sia anche ciascuno dei suoi membri che, pur non facendo parte di un'associazione, forza politica, o non essendo un soggetto economico interessato, ama od odia il Palio esattamente come gli altri che, invece, sono gli attori della complessa partita e ne determinano il risultato.
L'idea che il Palio appartenga a qualcuno è falsa, è un allucinazione. Leggendo lo Statuto-Regolamento del Palio (che non si trova più sul web da qualche giorno, chissà poi perchè) si arriva alla conclusione che ciascuno dei due contrapposti giocatori principali (Comune e Quartieri) non può fare a meno dell'altro, non può escluderlo. Spendere un solo Euro per sostituire i cavalieri giostranti dei Quartieri, sarebbe una violazione di un regolamento Comunale, qualcosa che la giunta non può fare legalmente parlando. Quindi o i due raggiungono un accordo o quello che chiamiamo Palio non si può fare. Non si può fare una maschera del Palio. 
I soggetti economici della nostra comunità vivono momenti assai difficili, tutti lo sanno. Il Palio dei Normanni è per molti di loro una necessaria boccata di ossigeno prima di reimmergersi nel cupo ed asfissiante inverno economico. Secondo me è arrivato il tempo di includere nuovi soggetti nella programmazione, promozione e nel controllo del Palio. Il gioco probabilmente e mi riferisco a questo gioco è finito per sempre. Portiamo ormai la maschera della vergogna-finzione. E poi, si legge in questi giorni di un avanzo del Comune di oltre 10 milioni di Euro. E non si trovano soldi? Un'altra maschera? 
Reset and restart.


Il Palio senza Quartieri giostranti è come la ricetta siciliana della pasta con le sarde, senza sarde.
Posted by Giuseppe Maniscalco on Sabato 11 luglio 2015

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