giovedì 30 luglio 2015

furbetti e furbacchioni

Cercate come chi ha trovato; trovate come chi ha sempre cercato, lo diceva Sant'Agostino. 
Il presidente della Don Bosco 2000 forse si sarà ispirato alle parole del Santo anche quando ha cercato di farsi pagare dal Comune di Piazza Armerina la fattura per le spese di pulizia dei locali che ospitano i richiedenti asilo e i rifugiati, un biscotto da 10.000 Euro. Cercate come chi ha trovato il bancomat? Fatto sta che il Ministero dell'Interno ha detto no, perché il Ministero ha trovato come chi ha sempre cercato il conflitto di interesse. Si, Il presidente della Don Bosco 2000 sarebbe anche contemporaneamente il presidente della Cooperativa Don Bosco Mission che ha emesso la fattura per le pulizie dei locali che ospitano i rifugiati e richiedenti asilo. E secondo gli uffici del Ministero non solo ci sarebbe un conflitto di interessi, ma non risulterebbe da nessuna parte che la Don Bosco Mission si occupi di pulizie, come fa dunque a fatturare? 
Ispirato dalle parole del Santo il presidente della Don Bosco 2000 (che nonostante le apparenze non è residente a Piazza Armerina ma è un cittadino Romano) ha cercato di farsi pagare dal Comune di Piazza Armerina una fattura di 21.000 Euro per attività di coordinamento e gestione del centro accoglienza migranti (rilasciata dalla Don Bosco 2000 al proprio presidente in qualità di professionista). Ma anche qui l'ostinato Ministero ha trovato quello che cercava: se non c'è una delibera dell'assemblea della Don Bosco 2000 che autorizzi il presidente a prestare tale servizio fissandone anche la remunerazione con apposito contratto di consulenza, la spesa diventa inammissibile.
Sapevate che il Comune di Piazza Armerina paga acqua luce e gas alla Don Bosco 2000? Sembrerebbe così da una prima lettura. Volete conoscere cosa e quanto altro paga? Collegatevi all'Albo Pretorio del Comune di Piazza Armerina cliccando qui ma fatelo in fretta perchè tra qualche giorno non troverete più la delibera del 15 Luglio.



Aggiornamento del 5 Agosto 2015, in seguito alle minacce di querela ricevute, pubblico la parte degli allegati sulla base dei quali ho scritto il post, ribadendo parola per parola quanto già scritto. Aggiungo soltanto che trattandosi di soldi pubblici, ogni cittadino ha diritto di sapere e di criticare, anche aspramente.







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