martedì 21 luglio 2015

comitati e liberi consorzi

Perché non dire che la responsabilità della mancata attuazione dei liberi consorzi ha un nome, si chiama Partito Democratico. La riforma non si fa perchè il Partito Democratico siciliano non vuole farla. Ma i comitati non lo dicono. Perché? Che male c'è a dire che il Governo Siciliano guidato da Rosario Crocetta, sostenuto dal Partito Democratico e dal Citofono (ex Megafono) non vuole attuare la riforma che aveva prima promesso e poi votato in Aula. Uno dei pochi casi in cui le responsabilità politiche (e contabili) sono chiare, luminose, abbaglianti. Ma a non vederle sono solo i comitati di Gela, Niscemi e Piazza Armerina. Orfani del loro referente Fasulo (PD) continuano gli inutili pellegrinaggi-passerella (negli enti locali) che però non riescono più così bene come prima. Infatti, i nuovi inquilini del Palazzo di Città di Gela li fanculizzano (perdonate il francesismo). 
E i comitati tirano fuori anche argomentazioni da cui è bene dissociarsi. Come per esempio la diffida penale, la minaccia di azioni giudiziarie penali nei confronti dell'Assemblea Regionale Siciliana e del suo governo. Idee molto confuse, fantasiose e pericolose, soprattutto per chi le sostiene. 
Idee a cui si aggiungono clamorosi elementi contraddittori. Dicono che in fondo le Città Metropolitane e i Liberi Consorzi sono la stessa cosa nei fatti.  Dove sta la contraddizione? Eccola: se le popolazioni hanno votato per entrare nel libero consorzio di Catania, non possono essere collocate d'ufficio nella Città ed Aerea Metropolitana di Catania. Ma, a quel che si legge, per i comitati la cosa sarebbe del tutto indifferente. Altra faccenda contraddittoria: chiedere il rispetto della legge ordinaria (la legge regionale n.8 del 2014) che non prevede organi di gestione di denaro pubblico ai liberi consorzi e poi, invece, accettare la perpetuazione dei carrozzoni inutili degli enti intermedi con tanto di denaro pubblico (dei cittadini) da buttare dalla finestra. Questa impostazione, Napoleonica, delle Province non ha niente a che vedere con la realtà dei giorni nostri. Carrozzoni i cittadini non ne vogliono più, hanno già patito abbastanza. Bisogna decidersi: o si rispetta tutta la legge sui liberi consorzi oppure si tentano operazioni illogiche, e la condizione di isolamento politico dei comitati sarà sempre più evidente. Isolamento anche dalle comunità locali con le quali non hanno condiviso alcun dibattito comune sulla natura dei liberi consorzi, ma solo propalazione di idee fumose. 

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