venerdì 31 luglio 2015

quando gli amministratori dovrebbero andarsene a casa

Foto pubblicata sulla  sua  pagina FB dal
Consigliere F. Alberghina, uno dei tifosi
più sfegatati di questa inutile Giunta, che
commenta e confessa felice " iniziano i
lavori di  ripavimentazione  delle strade
distrutte da Acquaenna. Non permetteremo
più alcuno scempio!!".
Succede che il Comune di Piazza Armerina sta riasfaltando le strade distrutte dalla COGEN  ( uno dei soci di AcquaEnna) che ha sostituito parte della rete idrica cittadina. Non si ha notizia di nessuna chiamata ai danni in Tribunale della Cogen per i danni materiali ed immateriali cagionati ingiustamente ai beni di proprietà (le strade urbane) della Città e all'immagine di Piazza Armerina. 
Il ripristino delle strade è un atto dovuto giuridicamente dalla COGEN. Ma gli amministratori di questa Città e i consiglieri di maggioranza che li sostengono, piuttosto che portare la COGEN in Tribunale per la condanna al risarcimento dei danni o per la condanna in forma specifica al ripristino delle strade, tirano fuori dalle casse del Comune soldi dei cittadini (20.000 Euro) e riasfaltano le strade distrutte e non ripristinate con colpa o dolo di altri. In questo modo gli amministratori ( e loro supporter in consiglio comunale) arrecano un ulteriore danno alla Città, utilizzando soldi pubblici per coprire danni civili arrecati da privati. E rivendicano con orgoglio la loro totale incapacità (vedere didascalia foto). Spero che la Corte dei Conti o altre autorità giudiziarie se ne accorgano e facciano pagare di persona agli amministratori Armerini il danno arrecato da loro alla Città. Nessuna persona per bene si farebbe distruggere casa senza reagire, è il caso di meditarci su.

P.S.: a pochi minuti dalla pubblicazione il Consigliere Francesco Alberghina, minacciando azioni giudiziarie, ha scritto: "Ho già dato mandato ai miei legali per tutelare la mia immagine da una notizia falsa e priva di riscontro! Le somme che mi verranno riconosciute per i danni conseguenziali alla notizia saranno destinate al ripristino delle strade di Piazza Armerina."
Bene sempre pronto a rivedere eventuali errori, attendo una smentita documentata e firmata dalla quale si evinca che i lavori di ripavimentazione li sta eseguendo COGEN a sua cura e spese, e che la delibera di somma urgenza del Comune di Piazza Armerina non serve o non servirà a riparare i danni cagionati da COGEN. 




giovedì 30 luglio 2015

furbetti e furbacchioni

Cercate come chi ha trovato; trovate come chi ha sempre cercato, lo diceva Sant'Agostino. 
Il presidente della Don Bosco 2000 forse si sarà ispirato alle parole del Santo anche quando ha cercato di farsi pagare dal Comune di Piazza Armerina la fattura per le spese di pulizia dei locali che ospitano i richiedenti asilo e i rifugiati, un biscotto da 10.000 Euro. Cercate come chi ha trovato il bancomat? Fatto sta che il Ministero dell'Interno ha detto no, perché il Ministero ha trovato come chi ha sempre cercato il conflitto di interesse. Si, Il presidente della Don Bosco 2000 sarebbe anche contemporaneamente il presidente della Cooperativa Don Bosco Mission che ha emesso la fattura per le pulizie dei locali che ospitano i rifugiati e richiedenti asilo. E secondo gli uffici del Ministero non solo ci sarebbe un conflitto di interessi, ma non risulterebbe da nessuna parte che la Don Bosco Mission si occupi di pulizie, come fa dunque a fatturare? 
Ispirato dalle parole del Santo il presidente della Don Bosco 2000 (che nonostante le apparenze non è residente a Piazza Armerina ma è un cittadino Romano) ha cercato di farsi pagare dal Comune di Piazza Armerina una fattura di 21.000 Euro per attività di coordinamento e gestione del centro accoglienza migranti (rilasciata dalla Don Bosco 2000 al proprio presidente in qualità di professionista). Ma anche qui l'ostinato Ministero ha trovato quello che cercava: se non c'è una delibera dell'assemblea della Don Bosco 2000 che autorizzi il presidente a prestare tale servizio fissandone anche la remunerazione con apposito contratto di consulenza, la spesa diventa inammissibile.
Sapevate che il Comune di Piazza Armerina paga acqua luce e gas alla Don Bosco 2000? Sembrerebbe così da una prima lettura. Volete conoscere cosa e quanto altro paga? Collegatevi all'Albo Pretorio del Comune di Piazza Armerina cliccando qui ma fatelo in fretta perchè tra qualche giorno non troverete più la delibera del 15 Luglio.



Aggiornamento del 5 Agosto 2015, in seguito alle minacce di querela ricevute, pubblico la parte degli allegati sulla base dei quali ho scritto il post, ribadendo parola per parola quanto già scritto. Aggiungo soltanto che trattandosi di soldi pubblici, ogni cittadino ha diritto di sapere e di criticare, anche aspramente.







sabato 25 luglio 2015

caduti dal pero

D'estate molta gente cade dal pero. Politici, dirigenti dell' ASP, sindacalisti. Sono stati pubblicati (sulla stampa,...
Posted by Giuseppe Maniscalco on Sabato 25 luglio 2015

raccolta firme immigrati Casalotto

Prosegue da parte dei cittadini del Quartiere Casalotto la raccolta firme per una petizione popolare rivolta al Consiglio Comunale di Piazza Armerina sulla questione degli immigrati da sistemare nel Quartiere. 
Le firme hanno già raggiunto la soglia di quota 100. 
Nonostante le smentite della Don Bosco 2000 che dice di non avere nessuna esigenza di affittare appartamenti per l'alloggio dei migranti, risulta invece che nel pomeriggio del 15 Luglio 2015 ben due emissari della Don Bosco 2000, uno dei quali di colore, hanno visitato i locali individuati nel quartiere Casalotto (di circa 200 metri quadrati). 
Risulta anche che il canone di locazione sarebbe di 800 euro mensili e che i proprietari dei locali (i fratelli che hanno ereditato l'edificio) sarebbero tutti d'accordo. Come è possibile che chi non ha esigenza di affittare i locali, vada poi a visionarli, e si parli di un canone di 800 euro mensili? 
La questione che i cittadini del Casalotto stanno sollevando è collegata a quella già affrontata dalla Prefettura di Enna che ha dato indicazioni di un massimo consentito di 150 immigrati nella Città.  
Il Quartiere Casalotto, che come è noto è passato dall' essere il quartiere più popoloso ad uno dei quartieri meno popolati della Città, conta un migliaio di residenti, un ventesimo dell' intera popolazione. Nel quartiere sono già ospitati 8-10 immigrati e al massimo (rispettando le direttive della Prefettura di Enna) se ne potrebbero ospitare all'incirca quanti già ne ospita, 7-8 migranti. Ma l'edificio individuato ne dovrebbe invece ospitare 14, portando cioè a 24 il numero complessivo dei migranti, cioè al triplo. Tra l'altro il quartiere non è rifornito di acqua potabile regolarmente, riceve l'acqua un giorno no e l'altro neanche, ha una illuminazione pubblica da terzo mondo e le condizioni delle strade non sono per nulla decenti.
Nel frattempo, voci ricorrenti parlano di altri locali nella città e in altri quartieri che sarebbero oggetto di interesse per la sistemazione di migranti. Si parla insistentemente, tra gli altri, di un vecchio edificio di Via Garibaldi. 

giovedì 23 luglio 2015

Dopo il danno la beffa


Le strade della Città di Piazza Armerina si presentano come se fossero state devastate da orde di vandali inferociti, o mitragliate in guerra. Per rifare alcuni tratti della rete idrica cittadina si sono fatti degli scavi, si sono sostituite le tubazioni e poi si è ricoperto il tutto. 
I Piazzesi si accorgono da tempo che quando si ricoprono le strade avanzano basole in pietra, in lava, mattonelle d'asfalto, che vengono sostituite con colate di calcestruzzo. In altri casi si riasfaltano le strade con evidenti dislivelli tra il tratto ricoperto e quello originario. Provate a immaginare casa vostra. Arriva la ditta che deve fare dei lavori, deve montarvi una caldaia per esempio o un altro pezzo. E per farlo vi distrugge i gradini delle scale, vi lesiona il pavimento, vi graffia la pittura dalle pareti e vi spacca pure qualche finestra. E per porre rimedio alla devastazione la ditta mette una bella secchiata di cemento sui gradini e sul pavimento e una bella passata si calce sulle pareti per non far vedere i graffi e una dozzina di chiodi sulle finestre e una barattolata di stucco per non far vedere le lesioni. Non vi sentireste felici? 
No, non vi sentireste felici. 
Se siete riusciti ad evitare il contatto fisico con la ditta, se siete cioè riusciti a trattenere l'istinto di prenderla a calci nel sedere, non vi resta che citarli in Tribunale per danni
Ma se siete gli amministratori del Nobile Comune, la ditta che ha devastato le strade pubbliche non solo non la prendete a calci, non solo non la portate in Tribunale, ma anzi siete cosi generosi da spendere voi i soldi (dei cittadini) per le riparazioni e restare amici con la ditta. La strada costerà due volte ai contribuenti, pazienza. Che volete, è una questione di carattere, sono buoni dentro. E anzi ci restano male se qualcuno li critica e congettura che nella ditta che ha fatto i lavori c'era assunto qualche amico degli amministratori. Uno che è buono dentro  agli amici e agli amici degli amici, certe cose non le fa, non li porta in Tribunale, non gli blocca i lavori, ma che, scherziamo? Vi risponderebbero che se gli amministratori di una città sono amici di tutti è ovvio che qualche amico deve essere assunto, è matematica questa. 
Adesso vien fuori che con ordinanza di somma urgenza si provvede alla manutenzione delle strade. L'Autorità Anti-corruzione ritiene che la valutazione tecnica delle condizioni di urgenza afferisce alla responsabilità del Dirigente e/o del responsabile del competente Ufficio Comunale che deve valutarle, sulla base di uno specifico verbale redatto da un tecnico comunale e/o della P.A. a ciò abilitato. Secondo la Commissione del Consiglio Comunale, non c'è nessuna valutazione tecnica allegata alla delibera. Che vi dicevo, sono buoni dentro. Ah, a proposito, la ditta che dovrà provvedere alla manutenzione delle strade ha lo stesso nome e cognome di un ex dipendente del Comune, ma per fortuna si tratta solo di un caso di omonimia. Sono buoni dentro.


Via Mazzini, Piazza Armerina. I barbari hanno messo il cemento al posto delle basole. Un'altra delle vie storiche della Città deturpata, vandalizzata. Ci sputano in faccia.
Posted by Movimento Cinque Stelle PiazzaArmerina on Domenica 19 luglio 2015

martedì 21 luglio 2015

comitati e liberi consorzi

Perché non dire che la responsabilità della mancata attuazione dei liberi consorzi ha un nome, si chiama Partito Democratico. La riforma non si fa perchè il Partito Democratico siciliano non vuole farla. Ma i comitati non lo dicono. Perché? Che male c'è a dire che il Governo Siciliano guidato da Rosario Crocetta, sostenuto dal Partito Democratico e dal Citofono (ex Megafono) non vuole attuare la riforma che aveva prima promesso e poi votato in Aula. Uno dei pochi casi in cui le responsabilità politiche (e contabili) sono chiare, luminose, abbaglianti. Ma a non vederle sono solo i comitati di Gela, Niscemi e Piazza Armerina. Orfani del loro referente Fasulo (PD) continuano gli inutili pellegrinaggi-passerella (negli enti locali) che però non riescono più così bene come prima. Infatti, i nuovi inquilini del Palazzo di Città di Gela li fanculizzano (perdonate il francesismo). 
E i comitati tirano fuori anche argomentazioni da cui è bene dissociarsi. Come per esempio la diffida penale, la minaccia di azioni giudiziarie penali nei confronti dell'Assemblea Regionale Siciliana e del suo governo. Idee molto confuse, fantasiose e pericolose, soprattutto per chi le sostiene. 
Idee a cui si aggiungono clamorosi elementi contraddittori. Dicono che in fondo le Città Metropolitane e i Liberi Consorzi sono la stessa cosa nei fatti.  Dove sta la contraddizione? Eccola: se le popolazioni hanno votato per entrare nel libero consorzio di Catania, non possono essere collocate d'ufficio nella Città ed Aerea Metropolitana di Catania. Ma, a quel che si legge, per i comitati la cosa sarebbe del tutto indifferente. Altra faccenda contraddittoria: chiedere il rispetto della legge ordinaria (la legge regionale n.8 del 2014) che non prevede organi di gestione di denaro pubblico ai liberi consorzi e poi, invece, accettare la perpetuazione dei carrozzoni inutili degli enti intermedi con tanto di denaro pubblico (dei cittadini) da buttare dalla finestra. Questa impostazione, Napoleonica, delle Province non ha niente a che vedere con la realtà dei giorni nostri. Carrozzoni i cittadini non ne vogliono più, hanno già patito abbastanza. Bisogna decidersi: o si rispetta tutta la legge sui liberi consorzi oppure si tentano operazioni illogiche, e la condizione di isolamento politico dei comitati sarà sempre più evidente. Isolamento anche dalle comunità locali con le quali non hanno condiviso alcun dibattito comune sulla natura dei liberi consorzi, ma solo propalazione di idee fumose. 

sabato 18 luglio 2015

altri immigrati nel quartiere Casalotto di Piazza Armerina

Chiesa di Dommartino, quartiere Casalotto.
Un comitato spontaneo di cittadini del Quartiere Casalotto di Piazza Armerina ha iniziato a raccogliere firme per segnalare la forte preoccupazione dei residenti per l'arrivo di nuovi immigrati. La Don Bosco 2000 ha infatti individuato- secondo il comitato- un vecchio e malmesso edificio, di circa 200 metri quadrati, che ospiterà nel quartiere altri extra-comunitari. Il Casalotto è diventato negli anni un quartiere spopolato e abitato in prevalenza da persone anziane. 
I fatti accaduti in Città,  che hanno visto risse in pieno centro, intemperanze notturne nelle strade e frequenti attività di polizia per la repressione e la prevenzione del traffico di stupefacenti, preoccupano i residenti del quartiere.
Qualche mese fa un comitato di cittadini della zona di Santa Croce, a sud della Città, aveva protestato per impedire l'insediamento di oltre un centinaio di extra-comunitari nella loro zona. Il comitato era stato ascoltato in Consiglio Comunale e l'operazione era stata poi abbandonata. Il peso potenziale di 30-50 immigrati nel quartiere Casalotto (tra quelli che già vi risiedono e quelli che dovrebbero giungervi) avrebbe un impatto maggiore che in Contrada Santa Croce (che conta circa 4.000 residenti) essendo lo storico quartiere Armerino popolato da circa 1000-1500 residenti effettivi. Il quartiere, inoltre, presenta un gran numero di case abbandonate e situazioni di degrado di molti edifici e strade pubbliche.

crimini contro l'Italia

Se oggi dovessimo stabilire il cambio tra marco tedesco e lira italiana scopriremmo che 1 marco varrebbe circa 3.100 lire. Il che significa che un chilo di mozzarella tedesca venduta in un supermercato tedesco in Italia costerebbe 12.400 lire ( cioè 6,40 Euro). Non se la filerebbe nessuno. Resterebbe ad ammuffire sugli scaffali. Gli italiani preferirebbero comprare una mozzarella italiana.
Invece, una mozzarella italiana venduta in Germania costerebbe circa 9.500 lire al chilo (5 Euro circa) e i tedeschi la comprerebbero molto più volentieri, lasciando ad ammuffire sugli scaffali tedeschi le mozzarelle tedesche. 
I Tedeschi sono più bravi di noi? No. Sono i nostri governi che lo hanno permesso. Per essere precisi: Berlusconi, Monti, Letta e Renzi
Da 8 anni la Germania ha un saldo tra esportazioni ed importazioni oltre il limite del 6% previsto da un accordo dell'Unione Europea (MIP). Ma nessuno dice niente. Noi facciamo i compiti a casa altrimenti la Maestra ci bacchetta. La Maestra però può fare come le pare. Sta usando infatti l'Euro che vale meno di un marco di circa il 60%, con le conseguenze mostrate prima a proposito della mozzarella. Più esporta oltre il limite, più accumula valuta, più accumula valuta e meno vale per lei l'Euro. Meno vale per lei l'Euro e più è avvantaggiata sui mercati a lei esterni..
Ma potremmo fare gli stessi esempi con il costo degli alberghi e dei ristoranti, delle automobili, dei prodotti agricoli e dell'energia. Questo succede (anche) perchè si è permesso alla Germania di violare gli accordi UE. Chi lo ha permesso, per qualunque ragione lo abbia fatto, è secondo me un criminale. Criminale lui e criminali i partiti che hanno sostenuto quei Governi. Non è in gamba la Germania.
Le industrie italiane chiudono perchè non vendono. Ma se le industrie chiudono diminuiscono le ore di lavoro, si ha disoccupazione ed inoccupazione. Questo è quanto sta succedendo in Italia da 8 anni.

giovedì 16 luglio 2015

la forza delle Donne



Facilissimo fare della retorica. Ma a guardarle, ad ascoltarle in piazza, mentre manifestano, mentre preparano cartelloni, banner, fanno volantinaggio, escogitano slogan, location e quant'altro vi pare; vederle in prima fila, davanti agli uomini, coi megafoni,  coi cartelloni, i fischietti i tricchebballacche fatti con scatole di biscotti, a reggere i banner, a soffiare nei fischietti e persino a strillare slogan ultimativi... . E vederle in video che spiegano il perchè, il percome, e sentirle sbugiardare uomini politici e non, con parole chiare comprensibili senza politicismi idioti. Bè, che dite, assomigliano a quelle della TV? Secondo voi si ispirano a quel modello, delle tutte ammiccanti, annuenti, parrucchierate all'inverosimile, intrampolate su tacchi impossibili, fascinanti, o pseudo tali, tirate e magari siliconate per piacere a tutti i costi? Direi di no. 
Che straordinario contrasto il vederle sfilare davanti ad uomini panciuti e rassegnati, stravaccati quasi boccheggianti su panchine e sedie dei bar, sbigottiti, rincoglioniti dal caldo forse, imbarazzati. Le Donne lì in piazza anche per loro. Ecco queste Donne erano oggi a sfilare, a parlare, a protestare, a manifestare contro il vergognoso degrado, prima di tutto etico, della nostra Città. 
Gli uomini politici, bersaglio dei loro strali, se ne stavano ben nascosti, barricati nel fortino della codardia. Ogni tanto sbirciavano dalle tende. Invitati a scendere e a confrontarsi, i potenti della Città sono rimasti lì. Muti. Che cosa poi avrebbero potuto dire alla piazza se non altre minchiate? Le solite, quelle che... eviteremo il taglio dei contatori... quelle che scioglieremo il contratto con AcquaEnna, quelle che... il lavoro, il lavoro innanzitutto. E tutte le minchionerie assimilabili. Queste qui non se la tirano, come dicono al Nord, queste qui vanno dritte al bersaglio, rischiano, ci mettono la faccia. E lottano anche per gli uomini imbelli, quelli che misurano le manifestazioni con il numero dei partecipanti, quelli che non sanno vedere ciò che vedono. La rivoluzione è in atto da tempo. I panciuti al bar, dietro le tende da ufficio del Palazzo e dietro le tastiere, non lo sanno ed è inutile spiegarglielo. Si sentono già spaesati, insicuri come bimbi, e non capiscono perchè, il perchè si sentono a disagio e non amati. Abituati alla maschera dell' uomo e alla parte che devono recitare di subalterni ad altri uomo adesso si vedono subalterni a ciò che pensavano fosse subalterno a tutti, le donne. Credevano di portare i pantaloni, si scoprono invece coi pantaloncini corti e col dito in bocca.


domenica 12 luglio 2015

la maschera del Palio

Maschera nel nostro dialetto vuol dire fare una figuraccia, il vergognarsi di qualcosa. Mentre, in italiano vuol dire un volto finto, una finzione. Quel che sta accadendo in Città è l'uno e l'altro insieme. Il conflitto principale è tra i 4 Quartieri e l' Amministrazione Com.le, e su questo conflitto se ne innestano altri. I Quartieri si sentono dire dall' Amministrazione Com.le dovete fare il Palio senza i soldi per coprire i costi, come da due anni a questa parte. I Quartieri replicano no, a queste condizioni il Palio non lo possiamo fare perchè è molto pesante sostenere le spese per i cavalli e cavalieri della Quintana. Controreplica dell' Amministrazione Com.le: il Palio si fa anche senza Quartieri.
Il gioco principale del Palio è dunque tra due giocatori, Comune e Quartieri. 
Dopo arrivano gli altri. Quelli che ... quando c'eravamo noi..., quelli che ... i soldi ci sono..., quelli che... quando lo organizzavo io... 
Dopo ancora arrivano quelli che ... il Sindaco è incapace se ne deve andare a casa, quelli che il Palio fa schifo meglio non farlo, quelli che ... il Palio si farà senza se e senza ma.
Tutte cose vere probabilmente o addirittura palesi, ma il punto è un altro. Il Palio serve alla Comunità Piazzese o non serve? 
Perché, se è vero che ciascuno dei giocatori principali e correlati ha la sua parte di ragione, è anche vero che una parte non è il tutto e che tutti gli attuali giocatori messi insieme non sono la Comunità Armerina. 
La nostra Comunità, infatti, mi pare che sia fatta da albergatori, ristoratori, baristi, commercianti, artigiani, artisti, agenzie viaggi e turismo, guide turistiche, promotori turistici, operatori dell'informazione. Poi, mi pare, che siano parte della Comunità della Città dei Mosaici, le associazioni culturali, Infine, non escluderei che a far parte della Comunità ci sia anche ciascuno dei suoi membri che, pur non facendo parte di un'associazione, forza politica, o non essendo un soggetto economico interessato, ama od odia il Palio esattamente come gli altri che, invece, sono gli attori della complessa partita e ne determinano il risultato.
L'idea che il Palio appartenga a qualcuno è falsa, è un allucinazione. Leggendo lo Statuto-Regolamento del Palio (che non si trova più sul web da qualche giorno, chissà poi perchè) si arriva alla conclusione che ciascuno dei due contrapposti giocatori principali (Comune e Quartieri) non può fare a meno dell'altro, non può escluderlo. Spendere un solo Euro per sostituire i cavalieri giostranti dei Quartieri, sarebbe una violazione di un regolamento Comunale, qualcosa che la giunta non può fare legalmente parlando. Quindi o i due raggiungono un accordo o quello che chiamiamo Palio non si può fare. Non si può fare una maschera del Palio. 
I soggetti economici della nostra comunità vivono momenti assai difficili, tutti lo sanno. Il Palio dei Normanni è per molti di loro una necessaria boccata di ossigeno prima di reimmergersi nel cupo ed asfissiante inverno economico. Secondo me è arrivato il tempo di includere nuovi soggetti nella programmazione, promozione e nel controllo del Palio. Il gioco probabilmente e mi riferisco a questo gioco è finito per sempre. Portiamo ormai la maschera della vergogna-finzione. E poi, si legge in questi giorni di un avanzo del Comune di oltre 10 milioni di Euro. E non si trovano soldi? Un'altra maschera? 
Reset and restart.


Il Palio senza Quartieri giostranti è come la ricetta siciliana della pasta con le sarde, senza sarde.
Posted by Giuseppe Maniscalco on Sabato 11 luglio 2015

mercoledì 8 luglio 2015

il giovedì nero di Filippo

Giovedì 9 Luglio 2015.
1) si riuniscono i comitati di quartiere per fare la quintana. Non contro il Saraceno ma contro il Sindaco. In pratica ad un mese dal più importante evento della Città è saltato tutto ed è a rischio il Palio dei Normanni, anzi secondo alcuni è certo che non si farà, per la prima volta nella sua storia;
2) si riunisce il comitato che promuove ed organizza la manifestazione con corteo per il prossimo 15 Luglio  contro il degrado della Città di Piazza Armerina;
3) corteo alle 18 per la Casa di Risposo S. Giuseppe (IPAB) di Piazza Armerina.
4) due consiglieri comunali abbandonano la maggioranza del Sindaco, uno lo fa ufficialmente l'altro starebbe per farlo.
Insomma tra Giugno e Luglio 2015 ben quattro cortei, due già effettuati contro AcquaEnna-ATO 5, l'altro contro la privatizzazione del Cimitero. Gli altri due in programma a brevissimo termine. Mai successo nella storia di questa Città. Un corteo ogni 10 giorni, in media. Sembra di essere a Roma.
Che succede nella Città dei Mosaici? Chi dice che la cittadinanza non scende in piazza e non partecipa è smentito clamorosamente. Chi dice che ci sono pupi e pupari che soffiano sul fuoco è ancora più smentito: si tratta di argomenti di protesta ed ambienti socio-economici interessati completamente diversi, che coinvolgono nuovi comitati, organizzazioni politiche e singoli cittadini. Sindacati? Deceduti. Quando le persone formano comitati, significa che lo Stato non c'è più, che le assemblee rappresentative non rappresentano più niente, i cittadini sono soli, senza le "istituzioni" che dovrebbero rappresentarli o peggio contro di esse.
Certo al neo assessore Prof. Sergio Severino -che è un sociologo- sarebbe interessante chiedergli due cose: dal suo punto di vista come spiega tutto questo e se è stata una buona mossa accettare l'incarico di amministrare un ginepraio in fiamme, forse solo per qualche settimana ancora. E sì, perchè se davvero il Palio non dovesse celebrarsi come ogni anno, molto difficilmente l'amministrazione Miroddi-Mattia-Curcuraci resisterebbe oltre la prima decade d'Agosto. Al posto della sfilata in costume storico potremmo assistere (e partecipare) ad una manifestazione in abiti borghesi di tutta la Città. Sarebbe il game over, a prescindere dal numero dei consiglieri rimasti nel fortino a difendere Filippo Miroddi. L'ondata trascinerebbe Sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza. Ad essere infilzato non sarebbe il Saraceno e non solo dai Quartieri.
In ogni caso la sorte dell'Amministrazione del trio è segnata. Questione di tempo, mese più mese meno. 

sabato 4 luglio 2015

Questa sera si recita a soggetto

Prendete un'aspirina a scopo preventivo e cercate di spiegarmi alcune cose. 
Il Sindaco Filippo Miroddi si presentò alle elezioni con una lista civica (senza partito) contro il Partito Democratico, giusto? Giusto. Poi, dopo avere vinto, fondò o cofondò la sezione Placido Rizzotto del PSI (partito socialista italiano) giusto? Giusto. Poi folgorato da Enzo Bianco (Partito Democratico) si iscrisse alla sua corrente i "liberal PD" (ufficialmente un'associazione politica, in realtà la corrente personale di Enzo Bianco nel Partito Democratico). Comincia il mal di testa? Prendete un'altra aspirina. Ora, il suo gruppo di consiglieri che lo sostiene (sostiene mi pare la parola migliore in questo caso, sostenere significa tenere sollevata una persona sopportandone il peso da sotto, altrimenti cade) è passato tutto nella corrente del PD di Enzuccio Bianco, giusto? Giusto. Allora il sindaco è sostenuto da una corrente del Partito Democratico, giusto? Giusto. E chi ha come oppositori? Il Partito Democratico di Piazza Armerina, giusto? Giusto. Sentite un cerchio alla testa? Prendete mezza aspirina. Insomma il Partito Democratico in questa città è all'opposizione e nello stesso tempo in maggioranza. Pirandello secondo voi perchè è nato in Sicilia? 

NCD (nuovo centro destra, secondo il giornalista Travaglio nuovo centro detenuti) era un alleato in incognito della coalizione di Filippo Miroddi. In incognito nel senso che non si presentò come NCD (timidezza, vergogna, furbizia?). Dopo le elezioni, vinte insieme, non fu accolto in giunta. Gli NCDini si incazzarono parecchio. Tanto che tolsero la palandrana civica e svelarono la verità che tutti (o quasi) sapevano: erano parte de l' NCD di Angelino Alfano, giusto? Sì, giusto. Passarono mesi e tonnellate di sterco buttate da l'NCD sulla giunta e sul Sindaco Miroddi e, forse per sfinimento, forse per amore ecologico di quell' odore così forte di sterco, così tanto nature se vogliamo, il Sindaco decise di srotolare il tappeto rosso ed accogliere l'inaccolto in precedenza. Entrarono in giunta, ma non tutti. Si incazzarono un'altra volta. La parte de l'NCD, che non voleva entrarci in giunta e non ci entrò, come da consolidata consuetudine continuò il lancio di sterco, ampliandone però lo spargimento anche ai colleghi di partito entrati in giunta. Giusto? Giusto. Il cerchio alla testa come va? Quindi, ricapitolando l'NCD è nella maggioranza e contemporaneamente all'opposizione. Pirandello secondo voi perchè è nato in Sicilia?

Quelli che erano sostenitori del Sindaco e sono usciti da giunta e maggioranza mercoledì 1° Luglio, adesso non fanno più parte dei Liberal PD di Enzino Bianco, il quale a dire della stampa era stato chiaro: se votano contro sono fuori (capite perchè è una corrente personale di partito e non un'associazione? Se si fosse trattato di un' associazione nessuno sarebbe stato espulso...) ed avendo abbandonato il PSI sono in mezzo al guado, poi ognuno può scegliere un termine diverso per il complemento di stato in luogo, se vuole. Avendo il consiglio comunale votato all'unanimità contro il progetto di privatizzazione del cimitero, si può dire che hanno votato contro il Sindaco? No, giusto? Giusto. Eppure loro sono contro il Sindaco che prima era a favore del funereo progetto e poi ha detto ai suoi di votare contro. Pirandello, secondo voi perchè è nato in Sicilia?

Tralascio megafoni, citofoni, attrezzerie varie, perchè mi è tornato il mal di testa e non posso più prendere aspirine.


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