lunedì 25 maggio 2015

la Villa Romana del Casale a rischio

Già dal giugno del 2013 gli ispettori dell' Unesco erano stati chiarissimi occorre da tempo che nei luoghi protetti vengano applicate le linee imposte dai piani di gestione, che riguardano valorizzazione, fruizione del bene, diffusione della cultura classica, servizi di accoglienza turistica, oggi assai carenti, e altro ancora. Di tutto questo purtroppo oggi in Sicilia non c'è nulla. Senza i piani salta tutto, comprese le nuove opportunità di lavoro. Ma due settimane fa gli ispettori dell' Unesco sono stati perentori, sei mesi di tempo per correre ai ripari, altrimenti i 6 siti Unesco Siciliani, oggetto anche di invio di ispettori in incognito, saranno cancellati dall'elenco dei siti patrimonio dell' umanità
Il prestigioso riconoscimento, obbliga a gestire i siti in maniera adeguata e congiunta tra più soggetti. Non basta un parco archeologico per assicurare una gestione ottimale. Non esiste infatti nessun piano di gestione diretto alla valorizzazione del sito Armerino, perchè manca -come negli altri 5 siti siciliani- un comitato di gestione. La regione siciliana allarmata dall'ultimatum intenderebbe costituire i comitati di gestione includendovi, Comune, Ente, Guardia Forestale, ed altri soggetti. All'assessorato non conoscono gli imprenditori privati, ristoranti, alberghi, operatori del settore. Tutto deve sempre rimanere nelle mani di una gestione "controllabile" politicamente che come abbiamo visto ha dato solo risultati disastrosi. Nel 2013 le entrate riconducibili a visitatori stranieri in Sicilia, sono state un trentesimo di quelle complessive italiane, e l'interesse di media ed internet è praticamente inesistente.