lunedì 25 maggio 2015

John Nash un genio del '900

Alcuni lo ricordano per il film beautiful mind che ne raccontava la vita. Ma John Nash è stato uno dei più grandi pensatori scientifici del secolo appena passato, il suo pensiero ha influenzato militari, politici ed economisti. Tanto per capirci se non siamo morti arrostiti o vaporizzati in una guerra termonucleare negli anni passati lo dobbiamo a lui. Ha rivoluzionato la teoria delle decisioni introducendo concetti nuovi e originali, come l'equilibrio di Nash. E lo ha fatto scrivendo pochissime pagine, 26 per l'esattezza, scritte a macchina e a penna, pubblicate nel 1950 dall' Università di Princeton dove insegnava. Ma la pubblicazione è di molto successiva alle sue teorie. Durante la seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi egli collaborò con il Pentagono e il suo pensiero venne tenuto "coperto" per quasi un decennio. Soffriva di disturbi schizofrenici ma questo non gli impedì né di vincere il premio Nobel per l'Economia né la sua malattia dalla quale non è mai guarito ma che ha dominato, contenuto. Eccezionale dal punto di vista umano anche per questa ragione. Non è semplice spiegare la sua teoria dei giochi strategici non cooperativi, soltanto lui poteva farlo con la semplicità che è tipica delle persone geniali. Coloro che hanno seguito i suoi teoremi matematici derivando da lì nuovi teoremi hanno impiegato migliaia di pagine e decine e decine di anni di studi. Robert Aumann che ha cercato di derivare una teoria per i giochi strategici cooperativi ci sta ancora provando da oltre 50 anni. John Nash ne affrontò il tema e lo risolse con uno scritto ancora più breve che chiamò dynamic strategy. Molti Nobel dell'Economia gli devono il premio, Stiglitz tra questi.
Sconsiglio vivamente di cercate di capire la teoria dei giochi strategici non cooperativi di Nash attraverso Wikipedia. La teoria di Nash non è insegnata adeguatamente nelle Università italiane, in moltissime non la conoscono neppure. Ci si limita ad insegnare alcune applicazioni della teoria, non la teoria.
Per cercare di intuire il succo del suo pensiero si può dire che quando ci si confronta con altri (sport, politica, economia, comunicazione, guerra, corteggiamento, lavoro, ecc. ecc.) il risultato del confronto non dipende soltanto dalle mosse che facciamo noi, ma dalle mosse nostre e degli altri. Quando ciascuno dei protagonisti del confronto, visti i risultati ottenuti, rifarebbe esattamente le mosse che ha fatto perchè altrimenti avrebbe avuto un risultato peggiore, il confronto si dice che è in equilibrio. L'equilibrio di Nash. Se invece anche uno solo di loro ha qualcosa da recriminare sul suo operato, allora il confronto non è in equilibrio.