sabato 11 aprile 2015

Rosario Quaquaraquà

Se Rosario Quaquaraquà avesse un minimo di dignità dovrebbe dimettersi. Non avendo maggioranza su un punto decisivo di governo dell'Isola, dovrebbe trarne le conclusioni e andarsene. Ma l'amore per il deretano al caldo su una poltrona è superiore a qualsiasi altra considerazione politica. Se non riesci a far passare la tua linea politica e sei il Presidente della Regione, per quanto tempo ancora pensi che il tuo deretano sarà al sicuro? Se non riesci a far passare l'indirizzo politico della più alta autorità politica Siciliana, la tua, come pensi che i siciliani possano ancora fidarsi, attribuire credito alle tue parole. Quando rassicurerai ancora una volta i forestali, i disoccupati, quelli del reddito minimo, gli addetti alla formazione professionale, pensi che ti possano credere? E quando parlerai di riforme giurando e spergiurando, chi ti crederà ancora? Hai la stessa credibilità di un pupo siciliano, non del suo puparo. Torna a fare l'europarlamentare, se ti riesce. La fredda nebbia di Strasburgo ti renderà invisibile. tornerai nel dimenticatoio collettivo in brevissimo tempo. La sconfitta in Aula sui liberi consorzi non è un incidente ma la precisa volontà politica di segnalare la tua ingombrante ed inutile presenza politica. Il segnale non te lo hanno lanciato le opposizioni. Sono state le stesse ingombranti ed inutili forze politiche che ti sostengono, anzi, ti sorreggono. Saranno loro stesse ad additarti come l'incapace leader politico, come l'errore. E si, perchè loro ti sopravviveranno, forse malconce, ammaccate, impudenti ed impresentabili come te e più di te. Loro ti hanno creato come faccia presentabile, e adesso che non lo sei più, ti hanno silurato e ti affonderanno dandoti ogni colpa anche quelle meritatissime. Fai ancora in tempo, finita la finanziaria, ad abbandonare la nave e a sparire per sempre, lasciando la Sicilia in un mare di debiti, nuotando tra i buffi e i prestiti di Stato che hai creato tu, il grande rivoluzionario.