lunedì 2 marzo 2015

Caro Matteo, non tu, l'altro, quello padano

I tempi cambiano, i Siciliani restano...
Caro Matteo, non tu, l'altro, quello padano,
ti scrivo per dirti che ero con te solo con il cuore alla oceanica manifestazione di sabato a Roma. Purtroppo ero a Tirana perché c'era la festa di laurea del nostro caro amico Trotuzzo; stavamo lì tutti parenti e amici, tu puoi capire. Però ho seguito, ho visto la manifestazione. Quanta bella gente a Roma, controcorrente, con le corna, a torso nudo! Fantastici.  E c'erano pure meridionali, prenderai pure voti al sud da noi. E chi ce lo doveva dire?!  Quindi il muro tra nord e sud non lo facciamo più, vero? Oppure lo facciamo con qualche buco che così veniamo alle manifestazioni? Mattè, tranquillo, ti garantisco che ci laveremo prima di venirci, non ti preoccupare. 
A proposito Mattè, via i negri dall'Italia possiamo continuare a dirlo? E se poi qualche cretino ci dice che dai negri abbiamo comprato i diamanti? E al posto di forza Etna o forza Vesuvio non sarebbe meglio un Forza Gennargentu? Meglio restare sul vago Mattè, non credi? No alle tasse, no agli immigrati, va bene, ma anche un no alle zanzare e alle buche sulle strade ci starebbe assai bene qui da noi.

Ispirato da
Pinuccio.

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