sabato 14 febbraio 2015

pronti ad invadere Marte


Il camerata Gentiloni, Ministro della Guerra, tra gli osannanti eja eja alalà della folla oceanica, ha pronunciato il discorso di guerra. Con mascella maschia e virile protesa verso l'Italia proletaria, mento e doppio mento volitivo ed audace, ha dichiarato che l'Italia è pronta combattere. Con lo sguardo rivolto verso il Destino della Patria, col pensiero rivolto alle eroiche imprese dell'antica Roma (e della Lazio) e della nuova e risorta Italia Piddista, ha gettato nel lugubre panico le immonde forze dell'ISIS che prima di oggi manco se lo ca..vano. Spezzeremo i reni all'ISIS, ha proclamato. Siamo anche pronti ad invadere Marte per proteggere gli interessi dell' ENI, che foraggia audacemente le nostre patriottiche fondazioni. A coloro che dicono che l'Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, noi diciamo me ne frego! All'adunanza oceanica presenti alcuni traditori della Patria Piddista che hanno osato levare contro di lui una invereconda pernacchia udita al di là delle coste Libiche. Avremo di nuovo il nostro posto al sole, ha solennemente garantito. Con otto milioni di baionette e 80 Euro sgomineremo il nemico, Tripoli sarà nostra.