sabato 27 dicembre 2014

a Enna piangono

Ad Enna ci fu un' assemblea cittadina nella quale si levavano tanti lamenti e pianti che sembrava che un lutto molto doloroso invadesse l'intera città. A riferire la circostanza fu Cicerone. Enna era stata spogliata da Verre (un esattore tributario) che si era portato via (pignorato ed asportato) oro, gioielli, vasellame pregiato e aveva persino messo le mani sulla statua gigantesca di Cerere, tanto grande da tenerne in mano un'altra, quella di Nike (la Vittoria Alata) che pare riuscì a trafugare e forse portare a Marsiglia. Un po' come se si portassero via la Basilica Cattedrale di Piazza Armerina. Qualcosa di mostruoso.
Si piange ad Enna anche in questi giorni. Si portano via la Prefettura. 
In precedenza  (e in programma) le seguenti "trafugazioni": 1) Banca d'Italia (2008) 2) Tribunale di Nicosia (2013) 3) Carcere di Nicosia (2013) 3) Cisl, 4) Provveditorato agli Studi, 5) Federazione Italiana Pallavolo, 6) Camera di Commercio (2015) 7) Direzione Provinciale del Tesoro, 8) UREGA ( Ufficio Regionale Gare d'Appalto -pubbliche-) 9) Agenzia delle Entrate (in discussione) 10) PREFETTURA, 11) Questura, 12) SERIT Nicosia (2012) 13) Agenzia delle Entrate Nicosia (2014) 14) Polizia Stradale Nicosia, (2015).  
Non c'è stata ancora una nuova assemblea cittadina, ma presto ci saranno elezioni. Alcuni giornali locali danno spazio al pianto di qualche nostalgico dell'autonomia amministrativa locale. Fiumi di lacrime. Disperazione e sconforto. 
Peccato che alla popolazione non gliene freghi niente. La gente non riconosce in quanto sta accadendo una forma di depredazione. Al contrario, riconosce in quanto è già accaduto (con la gestione dei rifiuti, dell'acqua, della viabilità, dell'ambiente, edilizia scolastica ecc.) una forma predatoria di saccheggio. A piangere sono probabilmente solo i coccodrilli, e le forze politiche che dal tempo dei tagli lineari del buonanima politico di Tremonti, passando dall'algido Mario Monti, al pinocchio Enrico Letta e al miglior venditore di pentole Matteo Renzi, non si sono mai accorte che i Governi che sostenevano erano l'espressione più genuina del rigore europeo deciso a Francoforte. Quel rigore che prescriveva il taglio indiscriminato della spesa pubblica, del welfare, delle tutele del lavoro. Quelle stesse forze politiche oggi si lamentano della depredazione del territorio. Alcuni loro esponenti, come Cataldo Salerno, ipotizzano persino un complotto: andava tanto bene la Provincia di Enna, si opponeva a disegni usurpativi provenienti da altri territori ed aree politiche, che hanno deciso di demolirla. Non so per chi voteranno nella prossima primavera i cittadini di Enna, ma spero che si rendano conto che il danno che hanno ricevuto e riceveranno è il frutto delle scelte consapevoli delle forze politiche di governo che hanno votato in precedenza a livello locale, regionale, nazionale ed Europeo. Soltanto loro avrebbero potuto opporsi e non l'hanno fatto. Il nuovo Verre è facilmente identificabile, dunque. Al loro posto smetterei di piangere. Meglio asciugarsi le lacrime e imboccare la strada di una responsabile inversione di marcia. Le politiche del rigore del Partito Democratico, del Nuovo Centro Destra e di Forza Italia (o partito delle libertà) hanno solo prodotto povertà, disoccupazione, emigrazione, crollo del valore degli immobili, degrado dei servizi e spopolamento delle aree interne della Sicilia. E non sono riuscite neppure a risanare i cosiddetti conti pubblici. Continuare a votarli significa essere dei masochisti. 

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