venerdì 3 ottobre 2014

il tallone da killer

Chi l'avrebbe mai detto, due bilanci di fila tutti fatti di maggiori tasse per i Concittadini, più l'aumento della TASI al massimo livello possibile. In un anno e passa non si riescono a ridurre le spese del Comune di Piazza Armerina e si punta tutto sulle tasse. Niente razionalizzazioni dei servizi, del personale, niente controlli. Solo qualche annuncio qualche mese fa. Poi più nulla. Servissero almeno a qualcosa questi aumenti di tasse locali e tariffe, magari a migliorare la qualità dei servizi, forse si potrebbero accettare. Invece servono soltanto per pagare spese e debiti del nobile (decaduto) Comune della Città dei Mosaici. Con l'aumento appena deciso del 15% di tutte le tariffe che cosa si ottiene? Si pagano stipendi,  bollette e parcelle, nessun miglioramento dei servizi. E siamo sicuri che i contribuenti Piazzesi pagheranno tutta la sfilza di aumenti decisi da un anno a questa parte? Siamo sicuri che l'economia di questa Città può reggere alla mostruosa pressione fiscale dello Stato e del  Comune? Avete dato un'occhiata ai negozi, ai laboratori artigianali, ai bar, alle officine? Quanti hanno chiuso, quanti hanno ridimensionato l'attività? Avete dato un'occhiata ai ragazzi in città? Ne vedete ancora in giro? Quanti sono partiti e stanno partendo? Vedete qualche gru in città che tira su una casa? 
Togliendo ancora soldi alle attività produttive (per non avere nessun servizio) la situazione peggiorerà. E che dire dei pensionati a poche centinaia di euro al mese? Aumentandogli le tasse staranno meglio, spenderanno di più? Questa politica ammazza l'economia, è una politica killer, in linea con quella Statale. Anche quella non serve a dare maggiori o migliori servizi o a stimolare l'economia, ma solo a pagare interessi sui debiti, per evitare il fallimento. Ma è proprio questo il punto debole, il tallone d'Achille, che sarà mortale per chi la pratica. La popolazione sta comprendendo piano piano che paga tasse per evitare o il commissariamento del proprio Comune o il fallimento dello Stato. E che in questo gioco al massacro, i massacrati sono i cittadini e chi amministra e sa non è innocente, pensa solo a mantenersi sulla poltrona che occupa.

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