domenica 19 ottobre 2014

i principali modi di dire quando ci si lascia

Il sito www.orizzontisicilia.it pubblica la lettera di dimissioni dell'Assessore Sammarco dalla Giunta Miroddi, e il ritiro dell'appoggio dei consiglieri dell' UDC alla maggioranza. 
Il politichese è il politichese, non si può tradurre né sintetizzare. Quali siano state le divergenze, le tensioni, non si sa. Lo sanno solo loro. Si possono intuire, immaginare, congetturare, ma esserne certi no. Meglio non addentrarsi. Non resta che notarne lo "stile".
La prima cosa interessante è quel passaggio che dice di una squadra di giunta proiettata verso le soluzioni che attanagliano il nostro paese. Qui viene da riflettere: maledette soluzioni che ci attanagliano molto, ma molto di più dei problemi. I problemi si superano, ma le soluzioni che attanagliano sono una vera maledizione sintattica. 
Poi ci sono 'ste benedette divergenze, principalmente di natura politica. E qui viene da chiedersi ma allora quali saranno mai quelle non politiche?
Molto godibile il finale. Si, è così, abbiamo divergenze anche politiche però non voglio creare difficoltà destabilizzanti, ti voglio consentire piena libertà.
Ho cercato nell'elenco delle frasi più comuni quando ci si lascia, sul sito www.magnaromagna.it, ed ho scoperto che questa del ti lascio perchè voglio lasciarti piena libertà ben potrebbe figurare in quell'elenco. Riporto le principali, le più frequenti. Credo che tutte potrebbero trovare cittadinanza all'interno del testo della lettera di dimissioni.
Lo sto facendo per tutti e due.  
Lo sto facendo per te [altruismo?]. 
Un domani mi ringrazierai per questo [egocentrico]. 
E’ stato meglio così[realistico]. 
Ho bisogno di tempo, di una pausa di riflessione [indeciso]. 
Il nostro rapporto mi sta soffocando [egoistico]. 
Ho bisogno di stare con i miei amici. 
Tu non mi ami abbastanza [narcisistico]. 
Ti lascio perché ti amo troppo. 
Estato bello, finché è durato. 
Tu mi ami, ma me lo dimostri in maniera violenta [succube].  
Mi rimarrà per sempre un bellissimo ricordo di te. 
Non mi sembra corretto stare con te pensando a lui [forse un altro collega Assessore?].  
Mi sento trascurato
Se tu mi amassi veramente capiresti.  
Ti credevo diverso
Per te sono solo un oggetto. 
Non sei più lo stesso, cerca di cambiare.  
Non mi puoi capire. 
Non è colpa tua, sono io che ho dei problemi. 
Proviamo a frequentare altre persone. 
Ci stiamo limitando a vicenda.  
L’amore è libertà, quindi ti lascio libero [questa è la più simile a quella della lettera di dimissioni]. 
Ho passato dei bellissimi momenti, ma non ho più nulla da offrirti. 
Tu meriti di meglio. 
Meritiamo di meglio [può essere...]. 
Non voglio farti soffrire.  
Mi stai sul cazzo [diretto, senza equivoci].  
Fa più male a me che a te.

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