venerdì 10 ottobre 2014

cane non mangia cane

“La forma più comune di menzogna è quella  che si fa a  sé stessi:
 mentire agli altri è relativamente eccezionale.
 Ora questo non voler vedere ciò che si vede, questo non voler
vedere qualcosa così come si vede, costituisce la condizione
 primaria di tutti coloro che appartengono in qualche modo
 a questo o quel partito:
l'uomo di partito è necessariamente
un bugiardo
.” Friedrich Nietzsche.
Dal Teatro Garibaldi di Piazza Armerina, Mercoledi 8 Ottobre, è partito un accorato appello dei Sindaci ai Parlamentari siciliani. I Comuni che con grandi sacrifici economici e talvolta con delle lacerazioni hanno deciso di aderire ad un libero Consorzio diverso da quello di appartenenza, sono preoccupati da tutte le dichiarazioni di esponenti politici siciliani di questi giorni. Firmeranno una dichiarazione congiunta e la spediranno a Palermo, e lì sarà il terrore e la disperazione (...). 
La riforma che abolisce davvero le province non viene digerita da molti ambienti politici. Si è parlato dal palco di tradimento della volontà popolare, di ferita alla democrazia. Nella suggestiva penombra del Teatro (come in una seduta spiritica) sono stati evocati persino gli ectoplasmi dei due parlamentari siciliani eletti a Piazza Armerina. Un duro appello a dimettersi  è stato rivolto dal palco ai politici siciliani, accompagnato e seguito da scroscianti ed unanimi applausi dalla platea. Ciascuno dei Sindaci presenti però appartiene ad un partito, e dentro ciascuno di quei partiti c'è una rogna: divisioni interne proprio sui liberi consorzi. Il Partito Democratico non è unanime e il suo segretario regionale dice che deve chiedere a Roma per sapere se applicare o no la riforma Delrio (che è l'esatto opposto della riforma dell'abolizione delle Province). Nel mentre pare che alcuni "renziani" abbiano problemi di digestione della legge. Il Nuovo Centro Destra, che 7 mesi fa ha votato per l'abolizione delle Province, adesso vuole la controriforma, non le vuole abolire più, ci ha ripensato. Infatti, il Presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone (UDC) 7 mesi fa, appena approvata la legge, dichiarava «Oggi si è segnato un notevole passo in avanti, un'ulteriore fase di completamento dell'abolizione delle Province avviata un anno fa». Anche l'assessore Valenti, che non ha brillato per preparazione sulla materia in tutte le occasioni in cui ha avuto modo di parlare, è dell'avviso di cambiare. Eppure sulla Gazzetta Ufficiale c'è proprio la sua firma, Valenti. A meno che non si tratti di uno sciagurato caso di omonimia, stiamo parlando della stessa persona che ha firmato insieme al Presidente della Regione. 
Dal palco del Teatro nessun Sindaco o Presidente di Consiglio comunale ha indicato partiti o correnti. I Sindaci sul palco hanno preferito puntare il dito contro "la politica"  piuttosto che fare nomi e cognomi. Nobless oblige o, piuttosto, cane non mangia cane. Invece, molto sereni e privi del bisogno di dover scrivere a qualcuno, sono i pentastellati Piazzesi. Non invitati a partecipare all'incontro al Teatro, non chiamati sul palco, erano lì, tra la gente. Sanno di poter contare su 14 Parlamentari che si oppongono alla riforma Delrio, cioè la riforma che rimetterebbe in piedi le province. Sanno di avere la fiducia dei loro concittadini. Non hanno giochi di potere da fare. Non si nascondono e non nascondono i loro obbiettivi dietro a comitati e partiti, non firmano per formare il libero consorzio di Enna e poi si rimangiano la firma, proclamando di schierarsi con il popolo, e soprattutto non usano la lingua per patetiche leccate. 
Il messaggio è il seguente: le province sono uscite dalla porta principale. I 5 Stelle si opporranno con tutte le forze a qualsiasi tentativo di farle rientrare illegittimamente dalla finestra, sotto qualsiasi forma. A difendere i Comuni che sono passati in altri liberi consorzi ci sono tutti i 14 parlamentari 5 Stelle, a viso aperto, e i meetup locali.

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