martedì 9 settembre 2014

le bugie di Cataldo Salerno

Appare oggi su un quotidiano on line un articolo a firma di Cataldo Salerno, con quale egli, uno dei dinosauri della politica ennese, co-protagonista dei disastri e degli insuccessi del territorio ennese, ci informa che a suo dire  " a conclusione dell’iter previsto dalla legge regionale 8, un consorzio di Catania non esisterà più. La provincia di Catania sarà divisa in tre consorzi: la città metropolitana al centro, un consorzio a nord con alcuni comuni delle falde dell’Etna, uno a sud corrispondente al Calatino. " .
La stagione calda è al termine, i colpi di calore dovrebbero essere cessati da tempo. Tuttavia, al paleo-politico qualcosa deve essere successo. Ha dato un'informazione falsa. Ha detto qualcosa che sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana non c'è. Anzi ha detto il contrario di quello che lì è spiegato con chiarezza. 
Il gerontocrate ennese, ha falsificato la realtà per farne una premessa dalla quale, secondo un ragionamento infondato, arriva alla conclusione che ai cittadini di Piazza Armerina non converrebbe uscire dalla ex Provincia di Enna. 
Che abbia mentito senza pudore è dimostrato dall'articolo uno della Legge sui Liberi consorzi che dice espressamente sono istituiti nove liberi consorzi coincidenti con le ex 9 province, e dall'articolo due che consente ai Comuni di transitare da uno dei nove liberi consorzi ad un altro e la possibilità di formare nuovi liberi consorzi oltre i 9 esistenti. Decorsi i sei mesi di tempo per transitare da un consorzio all'altro o per formarne di nuovi, la Regione, tenuto conto dei passaggi decisi dai Comuni, modificherà il territorio dei 9 o più liberi consorzi. A differenza di Cataldo Salerno, la legge non fa confusione tra liberi consorzi e città metropolitane. Dunque la legge vigente esclude qualunque divisione per tre del Libero Consorzio di Comuni di Catania. Il tentativo di persuasione, quindi, è patetico, perchè da una premessa falsa discende inevitabilmente una conclusione falsa. Lo sforzo di spostare la discussione su un piano non emotivo fallisce quando la premessa è una bugia. Si tratta di un finto ragionamento pacato che tradisce l'incapacità di dimostrare una qualsiasi utilità per Piazza Armerina a rimanere nel Consorzio di Enna. 

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