sabato 30 agosto 2014

Ci conviene andare via dalla ex Provincia di Enna?

Ecco alcune delle domande più frequenti sul passaggio da Enna al libero Consorzio di Comuni di Catania:
1- Ma è vero che, se lasciamo Enna,  per le varie pratiche negli uffici dovremo andare a Catania?
2- Ma è vero che avremo difficoltà con le graduatorie scolastiche e le Scuole?
3- Ma ci conviene lasciare Enna dove siamo la seconda città per andare nel consorzio di Catania e trovarci tra le ultime?
4- Ma come faremo con AcquaEnna?
5- Ma è vero che, se passiamo con il Consorzio di Catania, toglieranno l'Ospedale Chiello?
Ecco le risposte:
1 e 2- I liberi Consorzi possono esercitare in forma unitaria solo le funzioni e i servizi dei Comuni. Le competenze delle vecchie Province non sono state date ai Consorzi. E inoltre, come accade già adesso, l'INPS, la Questura, la Prefettura, l'Agenzia delle Entrate, la Sanità, l'(ex) Provveditorato Studi, la Banca d'Italia, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, la Guardia Forestale, la Polizia Penitenziaria, i Vigili del Fuoco, la Sovraintendenza ai BB. CC. e AA., il Servizio Sanitario, le ASP,  i Tribunali, i Giudici di Pace, le Scuole Statali, le Scuole Regionali, e quant'altro sia regionale o statale, continueranno ad essere organizzati dallo Stato o dalla Regione e non potranno dipendere né essere gestite dai Consorzi dei Comuni. I cittadini e gli utenti dovranno continuare a rivolgersi agli stessi Enti ed Amministrazioni statali e regionali andando nelle attuali sedi (fino a quando lo Stato e la Regione non decideranno di spostarli in altre sedi, diverse da Enna).
3- Da quando c'è la Provincia di Enna, nessuno ricorda il nome di un solo Piazzese che sia stato Presidente della Provincia di Enna. Per essere il secondo Comune, nessuno sa dire o ricorda quali vantaggi ci siano stati. 
4 e 5- Acqua e Sanità sono di competenza regionale. Fino a quando non verranno ridefinite le regole esistenti su ATO e ASP tutto resterà come prima. Non cambierà il gestore Acquaenna, non cambierà l'Azienda Sanitaria Provinciale, non chiuderà l'Ospedale.

Su questi ultimi due punti ( 4 e 5) bisogna  fare una riflessione. Le  nove Province Siciliane sono state abolite e dei nove liberi Consorzi, che ne hanno preso il posto, almeno tre avranno un numero diverso di abitanti (Caltanissetta di meno, Enna di meno, Catania di più). Quindi gli ATO idrici ( se continueranno ad esistere) e le Aziende Sanitarie Provinciali che sono state organizzate sulla base delle vecchie Province dovranno essere ridefinite territorialmente dalla Regione Siciliana.
Se la Regione deciderà di far coincidere ATO idrici e Aziende Sanitarie Provinciali con i territori dei Liberi consorzi, il passaggio di Piazza Armerina da Enna al Consorzio di Catania, può solo portare dei vantaggi perchè le probabilità che l' (ex) Ospedale Chiello sopravviva saranno maggiori. Sarà così perchè il rapporto popolazione / posti letto è più favorevole. La ex Provincia di Enna, infatti, è in costante calo di popolazione dagli anni '50 ad oggi, mentre all'opposto, nell'ex Provincia di Catania la popolazione è in aumento dagli anni '50 ad oggi.
Per la stessa ragione (calo inarrestabile della popolazione provinciale) sarà più vantaggioso il passaggio ad un Consorzio più popoloso come quello di Catania perchè le tariffe dell'acqua nella ex Provincia di Enna diventeranno sempre più care. Ciò accadrà perchè diminuirà sempre di più il numero degli utenti (meno contatori) e la quantità totale d'acqua consumata. I costi, quindi, dovranno essere ripartiti su un minor numero di utenze e, come conseguenza, aumenteranno le tariffe.

Infine, per completezza, i liberi Consorzi non eserciteranno funzioni gestionali, né erogheranno servizi, ma solo funzioni di coordinamento, pianificazione, programmazione e controllo su territorio, ambiente, trasporti e sviluppo economico.

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