domenica 13 luglio 2014

referendum Gela sui liberi consorzi: quorum non raggiunto.

A Gela non sarebbe stato raggiunto il quorum per la validità del referendum sui liberi consorzi, secondo alcune fonti di stampa. 
Si votava dalle 9 alle 21 di oggi per confermare la decisione presa all'unanimità dal Consiglio Comunale di Gela. Ma a recarsi alle urne sarebbero stati meno del 50% degli aventi diritto. I dati alle 23.00 non sono ufficiali ma i risultati parziali e non ufficiali diffusi da alcuni quotidiani on line indicano una scarsa affluenza alle urne. 
Secondo i legali del Comitato per l'adesione al libero consorzio di Catania non sarebbe necessario nessun quorum per la validità del referendum. "Sapevamo che difficilmente la soglia del cinquanta percento più uno sarebbe stata raggiunta. Adesso, avvieremo una battaglia legale”. 
Delusione ed amarezza del Sindaco di Gela

La mia opinione è che nessuno può negare che non sia stato raggiunto il quorum (la maggioranza degli elettori non è andata a votare), Tuttavia non è affatto scontato e certo che il quorum sia necessario per la validità del referendum. 
Si apre adesso una questione legale. Occorre riflettere sulla circostanza che sarebbe paradossale che un Consiglio Comunale approvi all'unanimità il passaggio ad altro consorzio e che nelle urne la maggioranza schiacciante delle schede confermi tale decisione, ma, siccome sono andati a votare meno della metà degli elettori ... allora la decisione non è valida. 
L'interpretazione corretta dovrebbe, secondo me, seguire il diritto italiano che conosce e regola il referendum confermativo. Non credo che la Regione Siciliana nel fare riferimento al referendum confermativo si riferisse a qualcosa che nel nostro ordinamento giuridico non c'è. Si dovrebbe, secondo me, invece interpretare nel senso che il richiamo al referendum confermativo fatto dal legislatore siciliano, in mancanza di una qualsiasi regolamentazione, sia da riferirsi esclusivamente all'unico referendum confermativo conosciuto nel nostro sistema normativo italiano che NON PREVEDE QUORUM. 

Anche se la legge regionale siciliana n. 14 del 23 ottobre del 2001 non usa espressamente l'aggettivo "confermativo" per indicare l'istituto del referendum regionale previsto dall'articolo 17 bis dello Statuto della Regione Siciliana, si tratta, nella sostanza, di un vero e proprio referendum confermativo a tutti gli effetti, il cui esito secondo l'articolo 19 della legge è subordinato al solo numero dei voti validi " L'Ufficio centrale per il referendum procede alla proclamazione dei risultati del referendum mediante attestazione che la legge sottoposta a referendum ha riportato, CONSIDERANDO I VOTI VALIDI, un maggior numero di voti affermativi al quesito ed un minor numero di voti negativi, ovvero, in caso contrario, che il numero dei voti affermativi non è maggiore del numero dei voti negativi." Il richiamo espresso al referendum "confermativo" della decisione del Consiglio Comunale se è riferibile al diritto positivo siciliano non può che essere che a questo. Se invece è riferibile al diritto positivo italiano non può che essere quello espressamente definito "confermativo" dall'art. 138 della Costituzione. In entrambi i casi il numero dei partecipanti al voto non è rilevante.

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