martedì 22 luglio 2014

mari mossi o molto mossi in Consiglio Comunale

Il 19 Luglio si è svolta in Piazza Sen. Marescalchi (Piazza Stazione) l'agorà cittadina sui liberi consorzi. Molti interventi, molti capannelli di cittadini con un sacco di domande. Rifatta un po' la storia delle pluridecennali "espropriazioni" in danno della città dei mosaici. Raccolte altre firme per chiedere al Consiglio Comunale di decidere di abbandonare per sempre il libero consorzio di Enna e consentire alla città di votare attraverso il referendum
Il 23 Luglio il Consiglio Comunale è convocato proprio per decidere di aderire al libero consorzio di Catania, dopo il fallimento dei tentativi di formare nuovi liberi consorzi e dopo che la Città di Gela -prima tra tutte in Sicilia- ha deciso di aderire al libero consorzio di Catania, impedendo così l'altra opzione (teorica perchè non voluta nè dai cittadini Piazzesi nè dalle forze politiche locali) dell'adesione al libero consorzio di Caltanissetta. Dopo la delibera Gelese, Piazza Armerina non confina più con nessun Comune della provincia di Caltanissetta. 
Hanno partecipato all'agorà (che è un'assemblea cittadina che si svolge in piazza, come nella Atene antica) anche rappresentanti del comitato cittadino per il referendum costituitosi la settimana scorsa a Piazza Armerina. 
Complessivamente la città in questi ultimi mesi ha visto una progressiva mobilitazione sia dei cittadini, sia di alcune forze politiche. Tra queste il Circolo del PD di Piazza Armerina e il Meetup del Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina che già dal 2 Maggio, dopo un dibattito interno e una votazione on line, ha iniziato una campagna di informazione e raccolta firme. 
Latitanti le altre forze politiche che al massimo hanno espresso critiche alla legge, critiche al libero consorzio di Catania, critiche al Sindaco, critiche alla Giunta. Critiche. Ma strappargli una dichiarazione sulla loro posizione politica è un'impresa che non è riuscita a nessuno. Sapremo solo all'ultimo momento come voteranno.
Non meno misteriosa è la posizione della maggioranza, eccezion fatta per la componente che fa capo a Mattia il quale è l'unico che ha espresso apertamente la posizione dei 4 consiglieri comunali che a lui fanno politicamente capo: si per l'abbandono di Enna, si ad aderire al libero consorzio di Catania (tuttavia il gruppo non ha votato in maniera compatta per procedere alla votazione alla data del 25 Giugno scorso).
Ondivaga e contraddittoria la posizione del Sindaco Filippo Miroddi. Egli ha infatti dapprima firmato insieme ad altri Sindaci un documento per la formazione di un nuovo libero consorzio che prevedeva di allargare la ex provincia di Enna ad alcuni Comuni che si affacciano sul Tirreno ed altri dell'area montuosa del territorio Messinese.  
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Durante la campagna elettorale dell'anno scorso, invece, si era espresso per uscire completamente dalla Provincia di Enna. Mentre, Il 25 Giugno scorso, ha chiesto al Consiglio Comunale Armerino una pausa di riflessione per potersi consultare con il Vescovo e la direzione del Museo della Villa Romana del Casale e per dare modo alle forze sociali e al mondo delle associazioni di discutere sul tema dei liberi consorzi. Tuttavia, il Sindaco Armerino, lascia trapelare "ufficiosamente" di essere d'accordo per aderire al libero consorzio di Catania e di non poter parlare per essere stato consigliato dalle componenti politiche di maggioranza  a mantenere una posizione "istituzionale" e terza. Atteggiamento simmetricamente opposto a quello del Sindaco di Gela, Fasulo, che a viso aperto ha lottato (ed ha vinto, riguadagnando consensi nell'opinione pubblica) per far aderire Gela al libero consorzio di Catania.
Si è beccato quindi non infondatamente tutte le accuse di incoerenza e assenza di visione politica e i sospetti di militanza pro-Enna, da parte di molti.
Da segnalare che il 21 Luglio si è svolto un sit-in del comitato pro-referendum davanti alla sede del Consiglio Comunale, in Piazza Garibaldi. Sono prove generali per mercoledì prossimo, quando molti concittadini confluiranno nella sala del Consiglio Comunale, normalmente semi-deserta e silenziosa: il comitato pro referendum, il Movimento 5 stelle, il gruppo politico che fa capo a Renzo Amore. Non sarà una seduta noiosa.
Insomma, tra pre-tattica, idee confuse e benedizioni vescovili nessuno al momento è in grado di sapere cosa succederà il 23 Luglio.



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