giovedì 3 luglio 2014

il Circo AcquaEnna

Secondo notizie di stampa (mai smentite da AcquaEnna) in Prefettura si raggiunse un accordo tra Sindaci, associazioni di consumatori ed AcquaEnna sul deposito cauzionale di 25 Euro richiesto con la bolletta di Aprile agli utenti. Secondo tale accordo, era consentito di posticipare il pagamento dei 25 euro di deposito cauzionale entro il 30 Ottobre 2014. Quindi si potevano detrarre dall'importo della bolletta ricevuta i 25 Euro per poi pagarli successivamente. 
Ma la sorpresa arriva oggi. AcquaEnna infatti ha mandato una diffida a tutti coloro che avevano ridotto la bolletta ricevuta dei famosi 25 Euro minacciando il taglio del contatore. Oplà! Doppio salto con avvitamento! E come foche ammaestrate le istituzioni indigene fanno il loro numero.
L'acqua diventa sempre più bollente, come già scritto su questo blog. 
Il Comune di Piazza Armerina ronfa, dormendo sonni tranquilli. Pur essendo presente alla riunione con il Prefetto, nulla sente il dovere di dire. Neppure un commento. I cittadini Piazzesi hanno raccolto firme per una petizione popolare che è stata già depositata presso il nobile comune. Oggetto della petizione è lo scioglimento del contratto con la società che è inadempiente (a dir poco). Russa pure la speciale commissione del Consiglio Comunale che deve approfondire e raccogliere elementi sulla problematica di AcquaEnna. Tutti sanno tutto, in realtà, ma nessuno ha il coraggio di iniziare una pesante e definitiva azione legale contro una società che, a dire di molti, ha tra i suoi assunti molti raccomandati politici. Una società che fregandosene del diritto taglia i contatori senza assicurare il minimo vitale per ogni persona. Cosa che nessuno farebbe neppure con un animale. Ma gli utenti di AcquaEnna devono essere considerati ancor meno che animali. Il tutto nel silenzio complice dei partiti indigeni, dell'amministrazione indigena, del Consiglio comunale indigeno. 
La Tribù locale e i suoi clan proprio non riescono a capire che bisogna reagire con forza e determinazione. 
Archi e frecce non basteranno, ci vogliono Studi legali assetati di sangue e preferibilmente non indigeni...

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