giovedì 10 luglio 2014

consiglio comunale di Piazza Armerina delegittimato

L'isolamento dei partiti indigeni, ha raggiunto la sua punta massima. Incapaci di rappresentare i loro elettori che, nella loro stragrande maggioranza vogliono abbandonare il libero consorzio di Enna, e incapaci di fornire una spiegazione plausibile delle ragioni che li portano a rimanere nel libero consorzio di Enna, si trovano adesso in una condizione che forse hanno sottovalutato. A fare politica e non chiacchiere sono i comitati di quartiere, il Movimento 5 Stelle e qualche encomiabile e coraggioso consigliere comunale. Scavalcati dalla cittadinanza, che continua ad organizzarsi, i partiti indigeni (PD, PSI, NCD, FI) rischiano di fare una brutta fine. Che cosa succederebbe se, impedito il referendum, i comitati di quartiere e movimenti politici non rappresentati in consiglio comunale si unissero e raccogliessero le firme della metà + 1 degli elettori per sfiduciare Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale? Provate ad immaginare otto-dieci mila firme contro i politicanti indigeni. Quali effetti avrebbero? E pensano davvero, gli indigeni, che al prossimo consiglio comunale si presenteranno solo una cinquantina di Piazzesi, diciamo "irritati" ? L'ipotesi della raccolta firme e l'idea di unificare i comitati di Quartiere circola in rete da qualche giorno. Potrebbe dunque nascere un nuovo assetto politico e forse un nuovo sistema di organizzazione della partecipazione democratica? 


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