giovedì 3 luglio 2014

acqua e morosità: dov'è finita l'agenda verde?


Il 15 Novembre 2013 il Consiglio dei Ministri si riunì alle ore 11.25 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi e approvò un disegno di legge che si occupava tra l'altro della morosità degli utenti e sui distacchi dei contatori dell'acqua. Il Testo diceva a proposito della morosità degli utenti:
" -Morosità nel servizio idrico integrato-  Con l’applicazione delle tariffe basate sul principio di copertura dei costi, l’impatto economico sugli utenti è cresciuto in modo rilevante, creando crescenti problemi di morosità. Il provvedimento mira a regolamentare le modalità di gestione del fenomeno della morosità per limitarne l’insorgenza, assicurarne l’efficace contrasto in modo che i costi non ricadano sugli utenti non morosi e per garantire un livello minimo di fornitura di acqua anche alle utenze non in regola con i pagamenti."
Si trattava dell'applicazione di un principio giuridico  introdotto dal Referendum sull'acqua e, prima ancora, da una Risoluzione dell' Assemblea dell' ONU del 28 Luglio del 2010 che riconosceva l'acqua come un diritto umano universale e fondamentale
Ma che fine ha fatto quel disegno di legge che era l'Agenda Verde del Governo Italiano? Desaparecidos.
C'era un tempo nel quale la Magistratura, sostituendosi al legislatore, ne colmava le lacune, le sviste e le contraddizioni. Oggi non è più così. Quando di  mezzo ci sono grandi interessi economici la Magistratura appare timida. Riesce soltanto a dire che se il contatore è condominiale il gestore non può prendersela col condominio, ma col singolo condomino (Cassazione Civile a Sezioni Unite). Nessuna pronuncia in materia di acqua che non è una merce (come risulta dal diritto europeo), nessuna pronuncia sulla natura di diritto umano e fondamentale (la risoluzione venne approvata dalla rappresentanza del Governo Italiano presso l'ONU) e nessun cenno neppure alla nostra Costituzione, il riferimento alla pari dignità sociale e al compito della Repubblica di rimuovere rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, e ne impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Troppo difficile da capire che togliere l'acqua ad una persona, ad una famiglia è eticamente ingiusto prima di tutto? Qualcuno toglierebbe l'acqua ad un animale? E ad un uomo?

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