lunedì 30 giugno 2014

liberi consorzi le proteste del primo firmatario della petizione popolare

Liberi consorzi a Piazza Armerina
La svendita della città continua per l'operato dei traditori seduti 
in Consiglio Comunale

Il delirio dell'onnipotenza
del presidente del consiglio comunale Sig. La Mattina.

Scusate se ho scritto presidente........ con caratteri minuscoli, non per dileggio delle Istituzioni, ma per la palese ignoranza della storia politica della nostra città degli ultimi 87 anni di appartenenza alla provincia di Enna e la piccolezza delle idee del suo presidente unita all'arroganza dello stesso e del consigliere Ribilotta.
Ecco i fatti: nei giorni precedenti la seduta consiliare, molti Piazzesi hanno registrato la presenza del satrapo di Enna e padrone politico del PD di Piazza Armerina e stranamente del PSI a cui, con voltafaccia del tutto incomprensibile, il nostro sindaco, recentemente, appartiene insieme tra l'altro al deputato Venturino.
Questi cittadini giustamente allarmati del tradimento che si stava preparando alle loro spalle, si sono recati nella sala del consiglio comunale per assistere alla seduta. Alle prime avvisaglie di un rinvio della seduta, hanno cominciato a rumoreggiare. A questo punto, il presidente La Mattina ha minacciato di fare sgombrare l'aula, aggiungendo che i cittadini erano solo ospiti e in conseguenza dei rumori, anche indesiderati.
Vi rendete conto? I cittadini erano ospiti indesiderati di un'aula comunale in cui la comunità cittadina è l'unica a essere legittimata e se mai, gli ospiti sono proprio i consiglieri comunali. E' il trionfo dell'arroganza! Lo Stato sono io, diceva Luigi XIV. A lui andò bene, non così a Luigi XVI, suo discendente che fini con la testa nella ghigliottina. Naturalmente il nostro presidente può star tranquillo: i Piazzesi sono gente pacifica e la testa gli resterà ancorata al tronco, anche se non so con quale utilità se continuerà a dire e pensare le sciocchezze di cui sopra.
Durante il dibattito, abbiamo avuto modo di sentire un altro campione della democrazia e cioè l'impareggiabile consigliere comunale Ribilotta, il quale nell'annunciare il suo voto favorevole al rinvio, come da copione scritto dai padroni di Enna, dichiarava: siamo noi a decidere; il parere dei cittadini non conta niente.
Mai un consiglio comunale era sceso così in basso e per tale motivo sarà urgente, una petizione con raccolta di firme per le sue dimissioni.
Il capolavoro è stato raggiunto dal nostro Sindaco il quale non sapendo a quale santo votarsi per giustificare un nuovo rinvio della seduta consiliare, dichiarava di volerlo fare perché doveva informare il Vescovo, che non conosceva, anzi (testuali parole) non sapeva cosa fosse un Libero Consorzio.
Se fosse vero, dovremo concludere che il nostro Vescovo, vive sulla luna. Noi non lo crediamo, perché non gli sarà sfuggito, come giustamente affermato dal consigliere Salvatore Paride Alfarini, che il comune di Gela rappresentando quasi la metà del gregge pastorale della Diocesi, ha già deciso di passare con Catania.
In verità, i traditori hanno le armi spuntate. Non sanno come giustificarsi e si arrampicano sugli specchi.
Poi ci sono altre considerazioni.
Come mai il presidente del Consiglio Comunale, non ha ritenuto di mettere la petizione popolare promossa dal M5S con raccolta di firme 10 volte maggiore del minimo, nell'ordine del giorno? Si tratta ancora di arroganza o di qualche altro motivo? Sappiano comunque, sia il Sindaco sia il presidente, che i termini sono già in scadenza e dopo partiranno le querele.
In verità si tratta però di pura e semplice strategia. La legge sui Liberi Consorzi è stata votata alla fine di marzo di quest'anno. Per i meccanismi della stessa legge, i comuni hanno sei mesi di tempo per decidere e cioè entro settembre.
Poiché siamo a fine giugno e luglio-agosto è notoriamente periodo di ferie, il tutto sarà rinviato a settembre. In meno di trenta giorni, il Consiglio Comunale dovrebbe deliberare e organizzare il referendum confermativo, il che è praticamente impossibile.
La strategia ha funzionato! Così come ha funzionato la regia dei nostri deputati regionali, che a fronte d'interessi che possiamo intuire, hanno venduto il nostro ospedale, la SP 4, la nostra libertà e il futuro dei nostri giovani.
Ha funzionato anche per il PD, che nel gioco delle parti, tra Ribilotta e Cimino ritenendo imbecille la popolazione Piazzese, crede di aver salvato la faccia. Ha funzionato per il vice-sindaco Mattia che dichiara che voterà per aderire al Consorzio di Catania, ma i suoi consiglieri votano in parte per il rinvio. Ha funzionato per chi ha voluto il rinvio ad ogni costo, per salvare qualche posto, qualche cattedra all'università.
Ai dubbiosi, poi vogliamo fare queste considerazioni: come provincia, Enna, nei nostri confronti, ne ha fatto di tutti i colori. Recentemente ci ha isolato da tutti i lati. Chiusa da quasi 10 anni la SP4, interrotta la strada per Mirabella Imbaccari, quella per Mazzarino. Ha posto il veto all'apertura degli uffici INPS e a quelli per l'Agenzia delle Entrate e l'Ospedale Chiello è quasi chiuso.
Come capofila di consorzi vari, Acqua Enna ci vende l'acqua come se fosse champagne, mentre dissesta le strade che attraversa, raziona in modo scandaloso la fornitura in alcuni quartieri e chiede un'altra volta una cauzione che non gli compete. Come Ato rifiuti, conosciamo bene il pessimo lavoro nella pulizia della città.
Come Consorzio Universitario abbiamo visto la fine che sta facendo l'Università Kore. E' di qualità scadente e gli stessi ennesi, iscrivono i propri figli in altre Università. E' andata avanti con i soldi della Provincia e anche con i nostri. Piazza Armerina ha sottoscritto una quota importante per parteciparvi, ma siamo stati beneficiale di un solo posto nel Consiglio Direttivo. Ai primi sintomi di una crisi che la porterà alla chiusura, ci ha privato dopo 4 anni della Facoltà del Turismo.
Enna, indipendentemente dal Consorzio tra Comuni, sarà spogliata di tutto. Non ha più la Banca d'Italia, la Direzione del Tesoro, la Ragioneria dello Stato e tra poco perderà la Prefettura e la Questura.
Senza questi uffici sarà un paese miserabile.
Che vantaggi possiamo avere noi Piazzesi? Niente. Viceversa dovremo lottare per non farci spogliare di quel poco che in questi 87 anni ci ha lasciato.
Invece, far parte di un grande Consorzio che al suo interno ha anche un' Area Metropolitana significa avere grandi opportunità e progetti nuovi sul turismo, nello sfruttamento dei boschi, sul nostro ospedale e per la tradizione agricola anche per la nostra agricoltura che un tempo era l'asse portante della nostra economia..
Ho sentito qualcuno di essere preoccupato per gli uffici che saranno più lontani. A parte che andare ad Enna ci vuole più tempo che andare a Catania, possiamo rassicurarlo che gli uffici saranno decentrati, e alla fine saranno più vicini che andare a Enna.
Detto questo, il satrapo di Enna può festeggiare. Le promesse di prebende, le minacce, il fantomatico aeroporto, lo sbarco massiccio sulla luna, ha funzionato.

Il danno per l'operato di un sindaco indigeno è avvenuto!

Non ci resta che ripetere il coro inscenato dai cittadini nell'aula consiliare.
Venduti! Venduti! Venduti!

Carmelo Alfarini
(Primo firmatario della petizione popolare
depositata presso il Comune di Piazza Armerina)

Il primo firmatario della petizione popolare mentre viene allontanato dalle 
Forze dell'Ordine su richiesta del Presidente del Consiglio Comunale
Gianfilippo La Mattina


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