lunedì 19 maggio 2014

il pesciolino rosso è morto

Più che morto per cause naturali sembra essere stato assassinato. Renzi ha iniziato la campagna elettorale da solo. Nessuno dei big del partito democratico accanto. Sparito Cuperlo, Civati non pervenuto. Nemmeno tra i suoi fedelissimi ex margheritiani spiccano nomi importanti. Non parliamo poi dei Bersani e dei D'Alema. 
Solo, nella boccia di vetro. Ha commesso un grande errore tattico perchè se il partito democratico perde le elezioni europee (e le perde) con il segretario di partito (nonché Capo del Governo) che da solo ha fatto la campagna elettorale nelle piazze e insieme alle sue q = v uote rosa in TV i suoi avversari di partito (e ne ha molti) gli addebiteranno la sconfitta. 
Come ha detto ieri Casaleggio nell'intervista con Lucia Annunziata, Renzi è già debole di suo. Una sconfitta elettorale per lui potrebbe essere la fine. Per il bene del partito (gli diranno i suoi) è bene che tu faccia un passo indietro. Che le probabilità di un tonfo siano elevate lo si intuisce in giro. Contestato nei comizi a Palermo come a Napoli Modena, piazze non esattamente oceaniche, gazebo del PD semi deserti. 
La foto della triste fine del giovane leader faccio-tutto-io-in-quattro-mesi è nel grafico. Grillo vola nelle ricerche sul web e Renzi crolla mentre soltanto 3 mesi fa dominava la scena col pesciolino rosso.
Si sa che i suoi "amici" di partito gliel'hanno giurata. Molti del PD non andranno a votare o voteranno per candidati dichiaratamente avversari di Renzi e miracolosamente in lista senza speranza di essere eletti.
Brutte notizie anche dal fronte economico. La ripresa (la solita che aspettiamo dal 2009) che si attendeva in primavera non c'è, al suo posto ancora un segno meno. I suoi  (di Renzi of course) esperti di marketing contavano sull'effetto ripresa economica e lo spingevano a scendere in campo per uscire dall'isolamento politico e culturale nel quale il Partito Democratico si è cacciato da solo. Il Partito Democratico infatti non è capace di aggregare consenso politico né tra gli elettori né tra le forze politiche. Le larghe intese sono solo un trucco di sopravvivenza per chi si accorda o fa alleanze col PD e una strategia di contenimento del danno per lo stesso PD. In questo momento è la palla al piede del Paese, il certificato di staticità politica delle istituzioni repubblicane. Il miglior alleato di quanti in Europa (e forse non solo) vogliono un Paese debole politicamente, incapace di tracciare una politica economica ed estera, inabile e mendicante di aiuto.

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