martedì 22 aprile 2014

le politiche di destra di Matteo Renzi

Tiziana Ciprini 
La Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale, l'Unione Europea (la cosiddetta "troika") e le principali istituzioni finanziarie private internazionali (JP Morgan in testa) hanno imposto all'Italia delle politiche di estrema destra economica tendenti a diminuire il costo del lavoro (salari reali e nominali), ridurre il debito pubblico, ridurre la spesa pubblica, e tenere bassa l'inflazione. A queste condizioni il mondo finanziario occidentale non farà fallire l'Italia (intesa come Stato Italiano ed il suo debito pubblico da rifinanziare in continuazione). 
Matteo Renzi come è noto è gradito agli ambienti finanziari internazionali (così come Monti e Letta). Il primo vero atto politico strutturale del suo Governo è stato il Job Act. Durante il Venerdì Santo appena trascorso Renzi ha messo la fiducia sul provvedimento presentato al Parlamento. 
Di che si tratta concretamente? Il contratto di lavoro a tempo indeterminato di fatto non esiste più. Sono state eliminate tutte le restrizioni ( sopravvissute dal 2001 ad oggi) per assumere a tempo determinato. Non è più necessaria una causale per assumere un lavoratore a tempo determinato. In questo modo i datori di lavoro potranno assumere a termine e non prorogare i contratti a termine senza dare spiegazioni a nessuno, nemmeno in tribunale. 
Gli abusi a cui questo provvedimento potrebbe prestarsi sono evidenti. Potendo scegliere tra una forma così "flessibile" e un contratto "rigido" a tempo indeterminato, di fronte a milioni di persone che cercano lavoro, le imprese preferiranno il primo. 
Gli effetti potrebbero essere quelli di un aumento dell'occupazione ma se e solo se le aziende italiane hanno ancora un mercato interno ed estero da soddisfare. Potremmo persino assistere ad un aumento dei licenziamenti dei lavoratori a tempo indeterminato e alla loro sostituzione con lavoratori con contratti a tempo determinato. Quindi è ancora tutto da verificare. 
Ci stiamo Cinesizzando: bassi salari per tutti. 
Quello che però deve essere chiaro è che queste non sono politiche di sinistra, non difendono il lavoro, non si ispirano a una Repubblica fondata sul lavoro (come dice la Costituzione). Si ispirano invece a una Repubblica fondata sul precariato e sulla precarietà del lavoro, sull'aumento degli ostacoli che impediscono la piena partecipazione dei lavoratori alla vita sociale, economica e politica (come dice l'articolo 3 della Costituzione). 
Non hanno niente di sinistra. 
Sono qualcosa di abominevole anche per un'altra ragione. Nel nostro sistema non esistono protezioni sociali generali come in Germania ed altri Paesi Europei. Non c'è da noi il reddito di cittadinanza, o di sostegno generalizzato, o forme simili. La precarietà nel lavoro infligge danni sociali e psicologici enormi. Ed inoltre queste norme sui contratti a tempo determinato sono in violazione sostanziale delle direttive Europee del 1999.
Ho ridotto a pochi minuti l'intervento in Aula di Tiziana Ciprini, portavoce 5 stelle (una no Euro convinta).


E aggiungo anche l'intervento di Nunzia Catalfo nel Consiglio d'Europa.



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