giovedì 27 marzo 2014

L'Euro così com'è per gli Italiani è un disastro economico

Italia
Il grafico è di Eurostat, l'istituto europeo di statistica. Mostra di come sono cambiate le cose da quando è entrato l'Euro. Come si vede le importazioni dall'estero sono superiori alle esportazioni. Questo ha due conseguenze. La prima è che riduce il prodotto interno lordo (il totale dei beni e dei servizi prodotti in Italia destinati al consumo e agli investimenti) secondo la formula 
Y=C+G+I+(X-M)
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La seconda è che fa aumentare la disoccupazione interna.
Le conseguenze della riduzione del PIL (prodotto interno lordo) normalmente producono una maggiore tassazione e/o un aumento del debito pubblico. Ed è esattamente quanto è successo in questi anni, sono aumentate le tasse ed è aumentato il debito pubblico negli ultimi mesi raggiungendo circa 2100 miliardi di Euro. 
Ma la conseguenza peggiore è la disoccupazione.
I beni e i servizi si producono con il lavoro e quindi c'è  bisogno di meno lavoro per produrre automobili, lavatrici, televisori, caldaie ecc. ecc. perchè la parte che ne verrà comprata all'estero sarà maggiore di quella che pur prodotta in Italia sarà venduta all'estero.Le importazioni M sono maggiori delle esportazioni X, nella formula (X - M) . Esempio pratico: supponiamo che in Italia si producano 100 lavastoviglie ogni anno, 90 si vendano in Italia e 10 all'estero e dall'estero si comprino 10 lavastoviglie fabbricate all'estero. Questo significa che in Italia si comprano 100 lavastoviglie, 90 italiane e 10 estere e se ne fabbricano 100, 90 per l'Italia e 10 per l'estero. Per fabbricare 100 lavastoviglie supponiamo ci vogliano 100 lavoratori. Adesso invece immaginiamo che si comprino ogni anno in Italia sempre le stesse 100 lavastoviglie ma 70 fabbricate in Italia e 30 fabbricate all'estero e che all'estero vengano vendute sempre 10 lavastoviglie. Questo significa che in Italia si dovranno fabbricare 80 lavastoviglie, 70 per l'Italia e 10 per l'estero e non più 100 come accadeva prima. Ma  fabbricandone di meno rispetto a prima non ci vorranno più 100 lavoratori ma 80.
Ma per quale ragione si compra di più dall'estero? Perché  l'Euro è una moneta "forte" per gli italiani ed è più conveniente comprare dall'estero. Facciamo un esempio? Se un cellulare costa 100 Dollari negli U.S.A. e 100 Euro in Italia succede che se cambi in banca Euro con Dollari, per ogni 100 Euro ti danno 140 Dollari. Cioè puoi comprare con 100 Euro un cellulare negli U.S.A. e ti danno il resto di 40 Dollari. Viceversa, un americano per comprare un cellulare del prezzo di 100 Euro in Italia dovrà spendere 140 Dollari, tanto vale che si compri il telefonino in america con 100 Dollari. Il cambio è così "forte" da quando l'Euro è entrato, ha oscillato sino ad oggi tra 1,4 e 1,3.
Grecia
In queste condizioni, anzi molto peggio, è la Grecia. Per quanti tagli, sacrifici e rinunce potrà fare, perderà sempre e comunque molti punti di PIL verso l'estero incrementando continuamente la disoccupazione.
Più eloquente è invece il grafico che confronta la produzione industriale tra Italia e Germania. Il grafico  della JP Morgan è impietoso. Se prima dell'entrata dell'Euro Italia e Germania erano in competizione come un tempo la Ferrari e la Porsche, alternandosi nella leadership europea e mondiale, dopo l'entrata dell'Euro non c'è più gara. La produzione industriale tedesca si stacca in aumento.
Abbiamo sentito dire che la colpa di tutto questo sarebbe il cuneo fiscale (la differenza tra il netto che guadagna il lavoratore dipendente e il lordo che sborsa il datore di lavoro). Niente di più falso non è il "costo" del lavoro il problema in questo caso.
Lo dimostra l'ultimo grafico di fonte OCSE.
Il cuneo fiscale italiano è il più basso tra quello tedesco e quello francese. Quindi non incide come voce più che in Francia o in Germania, anzi, dovrebbe essere un aspetto che dovrebbe rendere meno caro il lavoro italiano. Quando ci hanno raccontato e ci raccontano che bisogna diminuire il cuneo fiscale per rendere più competitivo il lavoro italiano ci dicono una  grande sciocchezza. Ad essere contente sono le grandi imprese perchè dovranno effettuare e versare minori trattenute IRPEF, aumentando quindi la loro liquidità. Quanto agli effetti sulla busta paga dei lavoratori basta poco per capire di che si tratta.








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