giovedì 13 marzo 2014

I nuovi vertici della ragioneria del Comune di Piazza Armerina confermano: liquidità insufficiente

Sino ad oggi, nessuna iniziativa è stata adottata per fronteggiare il pericolo di default del Comune di Piazza Armerina segnalato un mese fa dalla Ragioneria del Comune della Città dei Mosaici. Il cambio al vertice dell'Ufficio non ha determinato una diversa valutazione della situazione. Il nuovo responsabile dice le stesse cose del precedente. In parole semplici il Comune non ha soldi sufficienti per pagare dipendenti, acqua, energia elettrica, gas per riscaldamento, telefoni e internet. Non sono ancora chiare due cose:  se Consiglio Comunale, Giunta e Sindaco abbiano capito bene la gravità della situazione e se abbiano una strategia per affrontare efficacemente la crisi finanziaria del comune di Piazza Armerina. Parlare di progetti, programmi e iniziative non ha senso se prima non si affronta con urgenza la questione. Non è noto se la Commissione per il Bilancio del Comune Armerino abbia preso iniziative tra l'una e l'altra delle numerosissime sedute in cui è impegnata. 
Si è letto sulla stampa qualche "vedremo", "faremo", da parte dei vertici politici del Comune, ai quali molti pensano di rispondere con un "staremo a vedere". Per ora non si vede nulla su quel fronte. 
Si leggono invece titoli trionfalistici sul salvataggio degli Uffici del Giudice di Pace di Piazza Armerina. Un recente decreto del neo ministro Orlando ha salvato dalla pace eterna 285 su 667 uffici del Giudice di Pace in Italia, accogliendo quasi tutte le 297 richieste provenienti dai vari territori interessati dalla riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Il problema è che questi uffici riesumati saranno a carico dei Comuni stessi. Tra i costi che i Comuni dovranno affrontare ci sono il reperimento del personale di Cancelleria e dei necessari investimenti economici. Ora, se un Comune non ha risorse per sé stesso come farà a sostenere i costi aggiuntivi degli uffici del Giudice di Pace?


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