domenica 9 marzo 2014

Caro Beppe Santissimo Grillo

  
Caro Beppe! scusa le volgarità, eventuali,
Un po' tutti abbiamo letto i tuoi post sull'Italia delle macroregioni, un' idea che ha destato allarme, scandalo ed entusiasmo. A Salvini segretario e necroforo della Lega non gli pare vero che qualcuno tenti di riesumare il cadavere che sta tumulando. Non ha neppure considerato che si possa trattare di una mossa "tattica" per far fuori definitivamente le ultime retroguardie dell'elettorato leghista, accelerando le esequie della salma verde che dalla nuova legge elettorale è destinata ad essere inghiottita dalla terra nera. Percentuali da sotterrare:  6 nella terra fredda, 6 nella terra negra. Ma se non si trattasse di una mossa tattica la tua idea porta delle cose interessanti da discutere. 
Cosa sono diventate le regioni? Lo dici nel post, poltronifici, macchine di potere, distributori automatici di denaro pubblico, alcune sull'orlo del tracollo finanziario, come la Sicilia per esempio. E come è il Paese? In uno Stato finto, assente, occupato dai partiti, assai spesso debole coi forti e forte coi deboli, con una democrazia in debito d'ossigeno come possiamo sperare in una nazione unita? Le spinte centrifughe è prevedibile che aumenteranno come è successo e sta succedendo negli scenari europei. Crollato il potere centrale spuntano le Croazie, i Kossovi, le Ucraine, le Crimee, le autonomie Spagnole, ecc. ecc. E' così dal 1989. 
Tu dici, stiamo rischiando la dissoluzione nazionale e io aggiungo che questo è uno degli effetti della follia collettiva europeista, trattativista, economicista, rigorista dal trattato di Lisbona e ss. ad oggi. Altro che sviluppo armonico dei Paesi della Unione!
Il tuo quindi è il piano B: piuttosto che rischiare la dissoluzione, meglio prevenirla con un assetto federale. Lo dici perchè nei mesi passati l'idea di referendum per far transitare la Lombardia in Svizzera e la Val d'Aosta in Francia non solo è circolata al Nord, ma è anche piaciuta e piace ancora fuori dagli ambienti "leghisti". Naturalmente nessuno pensi che TV e Giornali di Stato ne abbiano parlato e  che noi qui al Sud ci siamo distratti e non ne abbiamo saputo nulla. 
Beppe forse hai ragione, anzi, niente forse. Però non me la sento di consegnare la Sicilia e il Sud alle mafie, alla Chiesa e al controllo diretto del Pentagono, più di quanto non lo siano adesso. Il problema rimarrebbe. La fragilità e la permeabilità dei sistemi amministrativi che sono stati costruiti è irreversibile. Vanno ripensati. Questo è un contributino alla discussione che hai lanciato.
Ciao Beppe, ti saluto con la mia faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo.
Pinuzzo da Piazza, che non farebbe male neppure a una mosca, figuriamoci a un Santo come te.

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