giovedì 27 febbraio 2014

Il buco nell'acqua

Chissà quando potremo permetterci una cosa così naturale
Sono già noti come afferma il Presidente della Commissione Bilancio del Comune e come è emerso dalla seduta consiliare di ieri 26 febbraio, i problemi tra utenti, Comune di Piazza Armerina e AcquaEnna. 
Il Consiglio Comunale di Piazza Armerina ha deciso di istituire una commissione di indagine ai sensi del regolamento comunale. Servirà ad approfondire e documentare gli elementi- forse davvero troppi- che non sono conformi al contratto. 
Vorrei segnalare alcune anomalie.
AcquaEnna dovrebbe occuparsi della manutenzione e della pulizia di vasche e fontane cittadine. La nostra è una città turistica ma per quanto ne so ho visto i cittadini del Quartiere Canali pulire le vasche e le fontane dei Canali. Allo stesso modo mi risulta che siano stati dei cittadini e non AcquaEnna a pulire le vasche e le fontane del quartiere Casalotto, in via Canale Carmine.


 Mi risulta che quasi tutti gli utenti abbiano dei serbatoi (vasche di disconnessione) nei quali accumulano acqua. La ragione sta nel fatto che l'acqua viene erogata in modo irregolare, alcuni giorni sì, altri no, alcune ore sì, altre no. 
Mi risulta che i serbatoi e più in generale tutti quei contenitori domestici dove l'acqua staziona per del tempo, sul fondo presentino residui solidi scuri. Un ingegnere idraulico mi spiegò che questo accade quando i fanghi non vengono trattati per separarli dall'acqua potabile. Siccome col tempo ci si abitua a tutto anche questo ormai ci sembra "normale". Normale è l'erogazione a singhiozzo, normale è avere il serbatoio, normale è il serbatoio sporco di fanghi non trattati.
Normale è anche la tariffa tra le più alte d'Europa che gli utenti pagano ad AcquaEnna. Non siamo nel Sahara, ma paghiamo a 2,5 Euro al metro cubo l'acqua.
Normale è avere un credito nei confronti di AcquaEnna per gli oneri per la depurazione delle acque pagati negli anni passati pur non avendo un depuratore delle acque il cui scopo è quello di trattare le acque reflue, gli scarichi per capirci, prima di reimmetterle nell'ambiente.
Normale è pure il contratto per la gestione dell'acqua che AcquaEnna si è garantito per una durata biblica
Tralascio quanto sia fumoso e latitante il regolamento e la carta dei servizi  in materia di bisogni idrici minimi essenziali della persona umana.
Bene, sono anni che queste cose sono note. Altre non le sappiamo. Per esempio, il gestore guadagna ancora una percentuale fissa sugli investimenti che fa? Una specie di rendimento finanziario ad un tasso superiore a quello dei titoli di stato, guadagno che riscuote sulla bolletta, nonostante il referendum?
Di fronte a tali e tanti elementi noti forse era il caso di "passare le carte all'avvocato". Non alla commissione.
Che valore avranno gli elementi raccolti da una commissione politico-amministrativa sul piano probatorio in sede giudiziaria, e una volta raccolti, che cosa bisognerebbe fare, dare l'incarico a dei legali? Perché allora non conferirglielo adesso mi chiedo.
La strada intrapresa è piena di pericoli e insidie.  Non riesco ad immaginare cosa succederebbe a mettere in votazione politica questioni giuridiche, decidere a maggioranza se un contratto è rescindibile, annullabile o nullo, se c'è colpa grave, se è di natura pubblicistica o privatistica. Ma vogliamo scherzare? Ci riflettete, per favore, sul fatto che oltre a perdere tempo l'insidia potrebbe risiedere proprio lì nel dover decidere "a maggioranza"?
E ancora, visto che il referendum sull'acqua pubblica è stato ampiamente condiviso e vinto anche dai cittadini di Piazza Armerina, i rappresentanti dei cittadini che siedono in Consiglio Comunale, si sono chiesti se esistono le condizioni per una gestione pubblica ed autonoma dell'acqua nel nostro comune? E in tal caso hanno una "exit strategy " dall'attuale contratto? Anche qui il supporto da parte dei legali e dei tecnici (magari della rete nazionale dei comitati per l'acqua pubblica) sarebbe utilissimo a chi deve prendere decisioni. Conoscere per deliberare, o no?
Il senso di onnipotenza e di onniscenza e di primato della politica dovrebbe essere più modestamente declinato e diluito con un po' di sano e modestissimo pragmatismo. Altrimenti le malelingue potrebbero cominciare a dire che  prendere a panzate un tema così complicato è solo un espediente per insabbiarlo. O nella più benevola delle ipotesi un buco nell'acqua.


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